Fondatore di Animazione2D, animatore, motion designer, fotografo e videomaker. Ha fondato Animazione2D tra i banchi di scuola e lo ha fatto crescere insieme alla sua formazione da animatore 2D. Oggi lavora come animatore, motion designer, fotografo e videomaker e scrive di storia, tecnica, autori e festival dell’animazione disegnata.
Che cosa significa sakuga, chi sono gli animatori chiave e perché alcuni nomi sono diventati star per il pubblico. Una guida al culto dell'animazione d'autore dentro l'industria seriale.
Trentacinque minuti disegnati quasi da un solo uomo in Photoshop. Il film di Robert Valley adatta il suo romanzo grafico su Techno, l'amico autodistruttivo da riportare a casa dalla Cina.
Jean-François Laguionie firma un piccolo film sulla vecchiaia, disegnato a mano su carta a grana grossa. Una signora perde l'ultimo treno e resta sola sul mare fino alla primavera.
Il corto di diploma di Giulia Martinelli e Marta Gennari, nato al Centro Sperimentale di Torino, è una fiaba muta di cinque minuti che sta raccogliendo premi nei festival europei.
Fotogrammi di film rielaborati con la fotocopiatrice e dipinti a mano, corpi che si allungano e si sfaldano. La tecnica e il mondo visivo di uno degli animatori italiani più riconoscibili.
Sunao Katabuchi porta sullo schermo il manga di Fumiyo Kōno e racconta il Giappone in guerra attraverso le giornate di una ragazza che ama disegnare. Un film di rara pazienza.
Cinquant'anni di festival celebrati con il film di Dudok de Wit in apertura, One Piece Gold in anteprima, i mangaka a Japan Town e un omaggio a Bruno Bozzetto.
Dal romanzo a fumetti di Raymond Briggs, Roger Mainwood ricava un film interamente disegnato a mano su un matrimonio londinese lungo quarant'anni. Piccolo, onesto, commovente.
Dal 4 aprile 1978 alle emittenti private degli anni Ottanta, l'Italia è stata uno dei primi paesi occidentali a importare in massa l'animazione giapponese. Con adattamenti creativi, polemiche e sigle indimenticabili.
Conclusa la prima stagione, la serie di Yuzuru Tachikawa si conferma tra gli anime più inventivi dell'anno, tra esplosioni psichiche, pittura su vetro e un truffatore irresistibile.
Al festival canadese vincono J'aime les filles di Diane Obomsawin e Louise en hiver di Jean-François Laguionie. Un palmarès che guarda al disegno e alla mano.
Per decenni la linea è stata ripulita, uniformata, ricalcata. Poi alcuni autori hanno deciso di lasciarla vibrare. Storia ed estetica del segno che definisce il disegno animato.
Kipling messo da parte, una trama ridotta all'osso, personaggi costruiti sugli attori. Il libro della giungla del 1967 è un film di caratteri più che di storia, e funziona proprio per questo.
Dalla lettura della traccia vocale al foglio macchina, fino alle otto o dieci bocche di base. Un metodo per sincronizzare il dialogo senza animare ogni singola lettera.
Conosciuto un tempo come Anime Studio, Moho si è ritagliato uno spazio tra autori indipendenti e piccoli studi grazie a un sistema di ossa pensato per i personaggi vettoriali.
Libertà e incertezza da una parte, stabilità e vincoli dall'altra. Un confronto concreto tra il lavoro autonomo e quello in uno studio di animazione, senza idealizzare nessuna delle due strade.
Nato in Polonia, cresciuto in Germania, Andreas Deja è diventato il maestro dei cattivi Disney degli anni Novanta, da Gaston a Jafar fino a Scar del Re Leone.
Dal 1892 al Musée Grévin di Parigi un inventore proiettava storie disegnate a mano su strisce di gelatina. Tre anni prima dei Lumière, e con un finale amarissimo.
Fondali dipinti su carta nera, una Gotham anni Quaranta, Kevin Conroy e Mark Hamill alle voci. La serie del 1992 ha ridefinito il cartone d'azione televisivo americano.
Un salto credibile si decide prima che i piedi lascino il suolo. Le pose chiave, la parabola, i fotogrammi da dedicare a ogni fase e il recupero finale.
Dal disegno frame by frame ai rig cut-out, Harmony è diventato lo standard di molte produzioni televisive. Ecco come funziona e perché gli studi lo scelgono.
Il Cristal va alla stop-motion di Claude Barras, ma il premio della giuria premia La jeune fille sans mains, un lungometraggio disegnato quasi in solitudine. Il palmarès dell'edizione 2016.
Schiacciare e allungare una forma senza cambiarne il volume è il gesto più antico e più frainteso dell'animazione. Ecco come funziona e perché resta il primo esercizio di ogni scuola.
Presentato a Cannes nella sezione ACID, il primo lungometraggio di Laudenbach è una fiaba crudele disegnata da un solo uomo, senza prove di animazione. Un film che respira come un quaderno di schizzi.