Batman, la serie animata, il dark deco di Bruce Timm ed Eric Radomski
Fondali dipinti su carta nera, una Gotham anni Quaranta, Kevin Conroy e Mark Hamill alle voci. La serie del 1992 ha ridefinito il cartone d'azione televisivo americano.

Su un foglio di carta nera, un pittore stende pennellate di colore chiaro. Una finestra illuminata, un riflesso su un grattacielo, il profilo di un dirigibile contro un cielo rosso. Il buio non è dipinto: c'è già. È il fondo stesso della carta. Questa scelta tecnica, adottata per i fondali di Batman: The Animated Series, dice molto della serie andata in onda per la prima volta su Fox Kids nel settembre 1992. Gotham City nasce dall'oscurità, e la luce è l'eccezione.
Il dark deco
La serie fu sviluppata da Bruce Timm ed Eric Radomski per la Warner Bros. Animation, sull'onda del successo del Batman di Tim Burton del 1989. Timm si occupò del design dei personaggi, Radomski dell'aspetto degli ambienti. Insieme definirono uno stile che chiamarono dark deco: un'architettura ispirata all'Art Déco degli anni Trenta e Quaranta, con grattacieli monumentali e linee verticali, immersa in un'atmosfera noir.
Gotham ha tecnologia anacronistica e un'aria da passato indefinito. Ci sono dirigibili della polizia, auto con le pinne, televisori in bianco e nero, abiti e cappelli da film di gangster. Il riferimento visivo più evidente è anche quello dei cartoni di Superman prodotti dai fratelli Fleischer negli anni Quaranta, con i loro chiaroscuri drammatici.
Il design dei personaggi di Timm è semplificato e geometrico: spalle larghe, mascelle squadrate, vite sottili, pochi dettagli. Questa sintesi grafica permetteva di animare con efficienza, e conferiva ai personaggi un'iconicità immediata. L'animazione fu realizzata da diversi studi all'estero, con risultati di qualità variabile da un episodio all'altro.
Le voci
Kevin Conroy diede la voce a Batman, con un timbro profondo e grave, e a Bruce Wayne, più leggero e mondano. La distinzione tra le due voci fu una scelta consapevole che pochi interpreti precedenti avevano fatto. Per una generazione di spettatori, Conroy è diventato la voce di Batman.
Mark Hamill, noto fino ad allora soprattutto per il ruolo di Luke Skywalker, diede voce al Joker con una risata inconfondibile e un'interpretazione teatrale e imprevedibile. La sua lettura del personaggio ha influenzato tutte le incarnazioni successive, compresi i videogiochi.
La musica, affidata a Shirley Walker e alla sua squadra, era composta per orchestra in molti episodi, un lusso raro per una serie televisiva dell'epoca. Il tema principale riprendeva quello di Danny Elfman per il film di Burton.
I cattivi riscritti
Uno dei meriti principali della serie fu la riscrittura dei cattivi di Batman. Heart of Ice, episodio scritto da Paul Dini, trasformò Mr. Freeze da criminale bizzarro in figura tragica: uno scienziato che ha perso la moglie, malata terminale e conservata in criogenesi, e che vive in un corpo congelato. L'episodio vinse un Emmy e la nuova origine del personaggio fu adottata dai fumetti.
Altri episodi rielaborarono il Pinguino, Due Facce, il Cappellaio Matto, Clayface, dando a ciascuno una profondità psicologica. La serie creò anche personaggi nuovi. Il più famoso è Harley Quinn, inventata da Paul Dini e Bruce Timm come assistente del Joker, comparsa per la prima volta nell'episodio Joker's Favor. Il personaggio divenne così popolare da passare nei fumetti e poi al cinema.
Un modello per la televisione
La serie trattava temi adulti, come la follia, la violenza, la perdita, senza abbassare il tono per un pubblico di ragazzi. Gli episodi erano spesso costruiti come piccoli film noir, con atmosfere cupe e finali amari.
Dal successo nacque nel 1993 il lungometraggio Batman: la maschera del Fantasma (Mask of the Phantasm), uscito al cinema. Lo stesso gruppo creativo sviluppò in seguito le serie di Superman e della Justice League, dando vita a un universo animato coerente che durò per oltre un decennio.
Batman: The Animated Series è ancora oggi considerata una delle migliori serie animate mai realizzate negli Stati Uniti. Ha dimostrato che il cartone televisivo poteva avere ambizioni cinematografiche, e che un supereroe poteva essere raccontato con la serietà e la sobrietà di un noir classico.


