Fondatore di Animazione2D, animatore, motion designer, fotografo e videomaker. Ha fondato Animazione2D tra i banchi di scuola e lo ha fatto crescere insieme alla sua formazione da animatore 2D. Oggi lavora come animatore, motion designer, fotografo e videomaker e scrive di storia, tecnica, autori e festival dell’animazione disegnata.
Nel 1933 a Parigi uscì Una notte sul Monte Calvo, animato spingendo centinaia di migliaia di spilli su una tavola. Storia di uno strumento unico e dei pochi che l'hanno saputo usare.
Quindici anni dopo l'ultimo film, Joanna Quinn e Les Mills riportano in scena Beryl con un corto co-prodotto con l'ONF che ha vinto il premio per l'animazione a Clermont-Ferrand.
Gran premio della giuria per i documentari internazionali al Sundance, Flee racconta in animazione la fuga di un ragazzo afghano verso la Danimarca. Il disegno protegge il testimone e insieme lo rivela.
La ventiquattresima edizione, la prima interamente digitale, premia La famosa invasione degli orsi in Sicilia e Les Hirondelles de Kabul. Ad Altan il premio alla carriera, Manuli e Don Bluth nella Hall of Fame.
Peso, volume, prospettiva, equilibrio. Il principio del disegno solido chiede all'animatore 2D di pensare in tre dimensioni anche quando lavora su una superficie piana.
Su Netflix dal 20 novembre, il corto di Will McCormack e Michael Govier racconta in bianco e nero la perdita di una figlia in una sparatoria a scuola. Un film necessario, a tratti troppo insistito.
Dal 1957 al 1977 il contenitore pubblicitario della Rai fu il principale datore di lavoro dei disegnatori animati italiani. Le sue regole rigide produssero personaggi, studi e un linguaggio comune.
Film di chiusura a Busan, il lungometraggio di Kotaro Tamura porta in animazione la storia di una ragazza in sedia a rotelle e di uno studente innamorato del mare. Luminoso e un po' prudente.
Niente stand e niente folla in centro storico. L'edizione Changes di Lucca Comics & Games ha portato online 320 eventi, sulle reti Rai e in 115 negozi sparsi per l'Italia. Cosa è rimasto all'animazione.
Il credito d'imposta è diventato uno degli strumenti principali per finanziare film e serie animate in Italia. Una guida ai principi di base, senza tecnicismi.
Proporzioni, costruzione, espressioni, mani, errori da evitare. Cosa deve contenere un model sheet efficace e come usarlo quando decine di persone disegnano lo stesso personaggio.
Sette minuti in cui un animatore invisibile tormenta Daffy cambiando sfondi, costumi, suoni e perfino il suo corpo. Il corto di Chuck Jones del 1953 è una lezione di teoria dell'animazione.
Dal primo lungometraggio a colori del 1958 a Goldrake, da Dragon Ball a One Piece, la storia dello studio più longevo dell'animazione giapponese, palestra di intere generazioni di autori.
Breve, economico e realizzato mentre lo studio attraversava uno sciopero, Dumbo è il lungometraggio Disney più semplice e forse il più commovente dell'epoca classica.
Livelli, ombre portate, luci di contorno, sfocature e grana. Cosa succede nella fase di compositing di un'animazione 2D e come usarla per integrare gli elementi senza snaturare il disegno.
Parigi, la California, l'Ontario. Tre istituzioni che da decenni preparano animatori per gli studi di tutto il mondo, con filosofie e percorsi diversi.
Concept, personaggi, ambientazione, tono, esempi di episodi. Che cosa deve contenere una pitch bible per una serie d'animazione e come costruirla per chi la leggerà.
Le storie di Rodari hanno ispirato cartoni animati in Italia e all'estero, ma il suo contributo più profondo all'animazione passa per un metodo, quello della Grammatica della fantasia.
Niente lago e niente Bonlieu, la quarantaquattresima edizione si è svolta tutta sullo schermo. Cristal a Calamity e a Physique de la tristesse di Theodore Ushev, Contrechamp a My Favorite War.
Cristal del lungometraggio nell'edizione online di Annecy, il secondo film di Rémi Chayé segue una ragazzina del 1863 lungo la pista dell'Oregon. Un western per ragazzi che vive di colore puro.
Testa, mani, piedi descrivono curve. Il principio degli archi è uno dei più semplici da enunciare e dei più facili da tradire, soprattutto quando le intercalazioni le fa una macchina.