Annie Awards 2017, Zootropolis domina ma il disegno si prende La tartaruga rossa
Nella serata della Royce Hall il film Disney vince sei premi. Al 2D restano il lungometraggio indipendente di Michael Dudok de Wit, il film di Robert Valley e un omaggio a Caroline Leaf.

Chi cercava matite e carta tra i vincitori della quarantaquattresima edizione degli Annie Awards, sabato 4 febbraio alla Royce Hall dell'UCLA di Los Angeles, ha dovuto guardare con attenzione. La serata dei premi assegnati dall'ASIFA-Hollywood è stata di Zootropolis: miglior film, regia per Byron Howard e Rich Moore, sceneggiatura, character design, storyboard e una delle due statuette per il doppiaggio, quella a Jason Bateman, a pari merito con Auli'i Cravalho di Oceania. Laika ha portato a casa tre premi con Kubo e la spada magica. Eppure il bilancio per l'animazione disegnata è meno magro di quanto sembri.
Il naufrago di Dudok de Wit
Il premio per il miglior lungometraggio indipendente è andato a La tartaruga rossa, coproduzione tra lo Studio Ghibli e le francesi Wild Bunch e Why Not Productions. È il primo lungometraggio dell'olandese Michael Dudok de Wit, l'autore di Father and Daughter, e racconta senza una sola parola la vita di un uomo naufragato su un'isola deserta e del suo rapporto con una grande tartaruga. Il disegno è essenziale e luminoso, con figure piccole immerse nel paesaggio e un uso del bianco e del grigio che lascia respirare l'inquadratura. A Cannes, dove era stato presentato nella sezione Un Certain Regard, aveva già vinto un premio speciale della giuria.
La vittoria ha un significato che va oltre il film. Nella categoria indipendente gli Annie premiano ormai con regolarità opere europee e giapponesi che nella categoria principale avrebbero poche possibilità contro i grandi studi americani. Per molti spettatori statunitensi è la porta d'ingresso a un'animazione d'autore che in sala fa fatica a trovare spazio.
Pear Cider and Cigarettes e le altre vittorie del segno
Il premio per la migliore produzione speciale è andato a Pear Cider and Cigarettes di Robert Valley, realizzato con Massive Swerve Studios e Passion Pictures. Circa mezz'ora di animazione per adulti, disegnata con il tratto spigoloso e le ombre nette che Valley porta con sé dal fumetto, per raccontare l'amicizia con un uomo che si autodistrugge. È un film duro, e il riconoscimento premia un modo di lavorare lontanissimo dalle catene di montaggio degli studi.
Sul fronte televisivo, Bob's Burgers ha vinto come miglior produzione per il pubblico generale e per la sceneggiatura di Lizzie e Wendy Molyneux. Il premio per il montaggio televisivo è andato a un episodio di Disney Mickey Mouse, la serie che riprende il Topolino degli anni Trenta con grafica piatta e gag velocissime. Tra le produzioni per ragazzi ha vinto Adventure Time con «Bad Jubies», un episodio speciale realizzato però in stop-motion.
Il miglior cortometraggio è stato Piper della Pixar, mentre tra gli studenti si è imposto Citipati della Filmakademie Baden-Württemberg.
Caroline Leaf, Dale Baer e Mamoru Oshii
Il momento più interessante per chi ama il disegno è arrivato con il Winsor McCay Award, il riconoscimento alla carriera. Quest'anno è andato a tre figure molto diverse. Caroline Leaf, americana di nascita e canadese d'adozione, è l'autrice che all'ONF ha animato la sabbia e la pittura su vetro in film come The Street e The Metamorphosis of Mr. Samsa, lavorando direttamente sotto la cinepresa, immagine dopo immagine, senza possibilità di tornare indietro. Dale Baer è un veterano dell'animazione Disney disegnata a mano, uno di quegli animatori di personaggi che hanno attraversato decenni di produzione. Il giapponese Mamoru Oshii, regista di Ghost in the Shell e della saga di Patlabor, rappresenta invece l'anime più cerebrale e cupo.
Il June Foray Award, dedicato a chi ha avuto un impatto benefico sulla comunità dell'animazione, è andato a Bill e Sue Kroyer. Il premio speciale della serata è andato al documentario Life, Animated, che racconta come un ragazzo autistico abbia imparato a comunicare attraverso i film Disney.
Una fotografia del momento
Il palmarès conferma che negli Stati Uniti la computer grafica resta la lingua dominante del lungometraggio. Ma la serata ha anche mostrato dove il 2D sopravvive con più forza: nella produzione indipendente, nel cortometraggio lungo per adulti, nella serialità televisiva e nella memoria storica che i premi alla carriera tengono viva.


