Premiato a Cannes e tre volte ad Annecy, il film di Louis Clichy arriva nelle sale francesi. Un ragazzino della Beauce, un corsetto metallico e un'animazione ad acquerello di rara delicatezza.
Presentato nella sezione Contrechamp di Annecy, il primo film diretto in solitaria da Julien Chheng è un'avventura disegnata interamente a mano. Una ragazza, un bufalo, una compagnia di attrici e un generale che non vuole riposare.
Quattordici minuti, un protagonista che non compare mai in scena e un archivio di disegni, lettere e moduli. Il nuovo corto di Hertzfeldt ha vinto il Cristal ad Annecy dopo Sundance, SXSW e San Francisco.
Alla Quinzaine des cinéastes di Cannes il terzo lungometraggio di Laudenbach trasforma la Carmen in un'avventura di bambini che vogliono cambiare il destino. Colore libero, tratto spezzato, Bizet in frammenti.
Unico film d'animazione in concorso alla Berlinale, l'esordio di Shinomiya racconta due giorni dentro una fabbrica di fuochi d'artificio destinata alla demolizione. Acquerello, nostalgia e polvere da sparo.
Arriva nelle sale francesi l'esordio di Ugo Bienvenu, Cristal ad Annecy. Un bambino del 2932 precipita nel 2075 e trova un'amica, un robot e un mondo in fiamme. Il 2D più luminoso dell'anno.
Otto minuti disegnati a pastello e puntasecca su carta bianca. Il corto di Catani, Gran premio a Ottawa, rilegge Collodi come una storia di rifiuto davanti a un mondo autoritario.
Maïlys Vallade e Liane-Cho Han adattano il romanzo di Amélie Nothomb sui primi anni di vita in Giappone. Premio del pubblico ad Annecy, è appena uscito nelle sale francesi.
Science SARU adatta il manga di Yukinobu Tatsu con una regia che non sta ferma un secondo. Dopo le prime puntate su Netflix e Crunchyroll, la serie di Fūga Yamashiro è già il titolo di cui si parla di più.
Il nuovo corto di Gianluigi Toccafondo, Gran premio a Ottawa, segue tre generazioni di sirene e una voce che incanta e spaventa tutto ciò che vive sott'acqua.
Dopo il debutto in concorso ad Annecy, il nuovo film di Naoko Yamada arriva nelle sale giapponesi. Tre ragazzi, una band improvvisata, una vecchia chiesa su un'isola e una regista che lavora per sottrazione.
Meno di un'ora per adattare il one-shot di Tatsuki Fujimoto su due ragazze che disegnano manga. Oshiyama lascia il tratto grezzo delle chiavi sullo schermo, e il film ne guadagna in verità.
Il documentario animato di Alexandra Ramires e Laura Gonçalves segue il ciclo di vita dei percebes per raccontare una costa portoghese consumata dal turismo. A Annecy ha vinto il premio principale.
In concorso a Cannes, il primo film d'animazione di Michel Hazanavicius adatta il racconto di Jean-Claude Grumberg. Disegni dello stesso regista, la voce di Jean-Louis Trintignant e una scelta di pudore che quasi sempre funziona.
Presentato nella sezione Generation della Berlinale, il corto francese racconta l'imbarazzo dei bambini davanti all'amore con una trovata visiva semplice e geniale, le labbra che si illuminano di rosa.
Dal pilot finanziato su Patreon a una serie prodotta con A24 e Bento Box. Gli otto episodi della prima stagione hanno canzoni trascinanti e un'energia rara, ma la scrittura non sempre tiene il passo.
Il primo lungometraggio di Jérémie Périn porta il cyberpunk francese su Marte, nel 2200. Un'indagine serrata, un disegno realistico e una domanda vecchia quanto la fantascienza, cosa resta di noi in una copia.
Joe Bennett e Charles Huettner trasformano un loro corto del 2016 in dodici episodi di sopravvivenza su un pianeta vivo. Una delle serie animate più belle dell'anno.
Otto episodi lunghi quasi un'ora, prodotti da Studio M2 e Genco. L'adattamento del manga di Naoki Urasawa tratto da Astro Boy arriva dopo sei anni di attesa ed è un'opera seria, fedele, a tratti magnifica.
Chiara Malta e Sébastien Laudenbach firmano una commedia musicale animata che corre per le strade di una città bloccata dallo sciopero. Dopo il Cristal di Annecy, il film arriva finalmente in sala.
Debuttata con uno speciale di due ore su Nippon TV, la serie diretta da Keiichirō Saitō racconta un'elfa che sopravvive ai suoi compagni. Le prime settimane confermano un adattamento di rara delicatezza.
Il corto iraniano di Hossein Molayemi e Shirin Sohani, passato in Orizzonti a Venezia, racconta il trauma di guerra con forme geometriche e nessuna parola.
Uscito in Giappone senza trailer né trama annunciata, il nuovo film di Miyazaki è un racconto di lutto e di eredità, disegnato a mano con una cura che non ha eguali. Ed è il suo film più enigmatico.
Sette minuti, matite colorate e le pieghe del tessuto come fondale. Il corto dell'iraniana Yegane Moghaddam ha vinto il premio Jean-Luc Xiberras per l'opera prima ad Annecy.