Animare l'acqua in 2D, gocce, schizzi, onde e superfici riflettenti

L'acqua è l'effetto più temuto dagli animatori. Scomposta in gocce, schizzi, increspature e onde, diventa una serie di problemi risolvibili con regole precise.

Illustrazione per l’articolo: Animare l'acqua in 2D, gocce, schizzi, onde e superfici riflettenti
Illustrazione generata con intelligenza artificiale (Magnific) per Animazione2D

Nella scena di un grande film d'animazione tradizionale, un personaggio si tuffa in un lago. Lo schizzo dura meno di un secondo, ma dietro c'è il lavoro di un reparto specializzato. Negli studi più grandi l'animazione degli effetti era affidata a professionisti dedicati, e l'acqua era considerata uno dei banchi di prova più severi.

La goccia

Si parte dall'elemento più piccolo. Una goccia che cade si comporta come una pallina con qualche particolarità.

  1. Si stacca da un rubinetto allungandosi, con un collo sottile che si spezza.
  2. In caduta prende una forma tondeggiante, leggermente allungata nella direzione del moto quando la velocità è alta.
  3. Toccando una superficie dura si appiattisce e si sparpaglia in goccioline più piccole.
  4. Toccando l'acqua genera una piccola corona e una serie di cerchi concentrici.

Una goccia che cade da un rubinetto all'altezza di un lavandino impiega pochi fotogrammi, in genere tra 6 e 10 a 24 fps. Lo spacing è quello della caduta libera, con disegni sempre più distanti.

Lo schizzo

Quando un oggetto entra nell'acqua, lo schizzo ha una forma tipica a corona. Si solleva una parete d'acqua attorno al punto d'impatto, che si apre verso l'esterno, si frammenta in gocce alla sommità e ricade. Poco dopo, al centro, può risalire una colonna, il cosiddetto getto di rimbalzo.

Uno schizzo medio si sviluppa in 12–20 fotogrammi:

  • 2–4 fotogrammi per l'apertura rapida della corona;
  • 4–6 fotogrammi di salita rallentata e frammentazione;
  • 6–10 fotogrammi di ricaduta, con le gocce che accelerano verso la superficie.

Come per il fuoco e il fumo, si anima straight ahead, lavorando per masse. La massa principale si spezza in masse più piccole, e ognuna segue la propria parabola. Le gocce staccate devono rispettare la gravità: salgono rallentando e ricadono accelerando.

Increspature e cerchi

I cerchi concentrici che si allargano su una superficie calma sono un effetto semplice e molto efficace. In una vista prospettica diventano ellissi schiacciate. Si allargano a velocità quasi costante, rallentando un poco, e si assottigliano fino a sparire.

Uno schema pratico prevede 3 o 4 anelli, che nascono a distanza di 3–4 fotogrammi l'uno dall'altro e vivono ciascuno 12–20 fotogrammi. Le ellissi più esterne sono più sottili e più chiare.

Onde e superfici

Il mare e le superfici ampie si affrontano quasi sempre con cicli. Un'onda in movimento si può pensare come una forma che si sposta orizzontalmente mentre l'acqua, in realtà, si muove su e giù. È il principio delle boe: l'onda passa, la boa oscilla sul posto.

Per un mare calmo visto in lontananza bastano poche linee orizzontali che ondeggiano, con un ciclo di 8–12 disegni su due. Per un mare mosso in primo piano si lavora a più livelli: la massa scura dell'onda, la cresta che si arriccia, la schiuma che si stacca. La cresta che si rompe è il momento più delicato: si incurva in avanti, si frammenta in schiuma e ricade.

Riflessi e trasparenza

Nell'acqua ferma i riflessi sono specchiati e si spezzano in bande orizzontali quando la superficie si increspa. Animare un riflesso tremolante con un ciclo di 4–6 disegni, spezzando l'immagine riflessa in strisce che si spostano leggermente, è un modo economico per dare vita a uno stagno.

Stile e semplificazione

L'acqua nell'animazione 2D si può rappresentare in modi molto diversi. Lo stile classico americano la disegna con masse colorate e linee di luce. Molta animazione giapponese la rende con forme nette e grafiche, contorni marcati e riflessi bianchi. Alcuni autori indipendenti la riducono a poche linee.

Qualunque sia lo stile, conviene sempre limitare il numero di toni. Due o tre colori per la massa d'acqua, uno per la schiuma, uno per i riflessi. Una tavolozza ristretta aiuta a leggere le forme in movimento e riduce il tempo di colorazione, che negli effetti d'acqua può diventare enorme.

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