Moho, il programma che ha portato le ossa nell'animazione cut-out

Conosciuto un tempo come Anime Studio, Moho si è ritagliato uno spazio tra autori indipendenti e piccoli studi grazie a un sistema di ossa pensato per i personaggi vettoriali.

Illustrazione per l’articolo: Moho, il programma che ha portato le ossa nell'animazione cut-out
Illustrazione generata con intelligenza artificiale (Magnific) per Animazione2D

Un braccio disegnato una volta sola, che si piega al gomito senza spezzarsi, ruota alla spalla e trascina con sé la mano. È questa l'idea attorno a cui ruota Moho, un software di animazione 2D vettoriale che molti hanno conosciuto con il nome di Anime Studio. Dietro c'è un approccio che arriva dal mondo 3D, lo scheletro, applicato a personaggi piatti.

Uno scheletro sotto il disegno

In Moho il personaggio si costruisce con forme vettoriali, divise in livelli. Su questi livelli si inserisce un sistema di ossa: una catena di segmenti collegati che rappresenta la struttura del corpo. Ogni osso influenza una parte del disegno, e muovendo le ossa i punti del vettore si spostano di conseguenza. Il risultato è un personaggio che si può mettere in posa come un manichino, mantenendo linee continue nelle articolazioni.

Le ossa possono funzionare in cinematica diretta, ruotando ogni segmento uno dopo l'altro, oppure in cinematica inversa, trascinando l'estremità della catena e lasciando che il resto segua. È lo stesso principio usato nell'animazione 3D, ed è molto comodo per azioni come camminate, prese, gesti delle mani.

Le smart bones

La funzione che ha reso Moho riconoscibile si chiama smart bones. Si tratta di ossa che, oltre a muovere il disegno, attivano deformazioni specifiche progettate dal rigger. Si può stabilire, per esempio, che quando la testa ruota verso destra il naso si sposti, l'orecchio sinistro scompaia e la forma del cranio cambi leggermente. Tutto controllato da un unico osso.

Questo permette di simulare rotazioni di tre quarti, espressioni facciali, muscoli che si gonfiano, senza dover sostituire intere parti del disegno. Un rig ben fatto in Moho può dare l'impressione di un personaggio quasi volumetrico, pur restando interamente 2D. Costruirlo richiede però molto tempo e una mentalità tecnica: il rigger lavora come un ingegnere del personaggio prima che come disegnatore.

Disegnare e animare

Moho non è solo ossa. Ha strumenti di disegno vettoriale, pennelli con texture, gestione della camera, livelli con profondità per effetti di parallasse e una timeline con curve di interpolazione regolabili. Si può anche animare frame by frame, sebbene questa non sia la sua specialità. Molti lo usano in modo misto: il corpo animato con le ossa, alcuni dettagli disegnati a mano.

Il programma include inoltre un sistema per il lip sync che permette di associare forme della bocca ai fonemi di una traccia audio, utile nelle serie dialogate.

Chi lo sceglie

Moho ha un pubblico particolare. Lo usano autori indipendenti che vogliono produrre animazioni lunghe senza un team numeroso, creatori di contenuti per il web, piccoli studi che lavorano per la pubblicità e per l'educazione, e alcuni studi europei che lo hanno integrato in produzioni più grandi accanto ad altri software.

Rispetto a Harmony è considerato più accessibile, con un'interfaccia meno intimidatoria e una curva di apprendimento più dolce, almeno all'inizio. Esiste in due edizioni, una base e una più completa per uso professionale, e questo ne ha favorito la diffusione tra gli hobbisti.

Cosa tenere a mente

Chi sceglie l'animazione con ossa deve sapere che il rischio principale è il movimento meccanico. Un personaggio riggato tende a muoversi in modo rigido, con articolazioni che ruotano come cardini e pose che si somigliano tutte. Servono comunque i principi dell'animazione: anticipazione, spaziatura, archi, sovrapposizione. Il programma rende più veloce la parte esecutiva, ma non sostituisce lo studio del movimento.

Per chi vuole raccontare storie con personaggi coerenti e riutilizzabili, e ha più idee che collaboratori, Moho resta però uno degli strumenti più interessanti in circolazione.

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