Pear Cider and Cigarettes, Robert Valley e l'amico che non voleva salvarsi

Trentacinque minuti disegnati quasi da un solo uomo in Photoshop. Il film di Robert Valley adatta il suo romanzo grafico su Techno, l'amico autodistruttivo da riportare a casa dalla Cina.

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Illustrazione generata con intelligenza artificiale (Magnific) per Animazione2D

Techno Stypes è il tipo di persona che tutti hanno conosciuto almeno una volta. Bello, carismatico, bravo in tutto quello che tocca, e deciso a distruggersi con metodo. Robert Valley lo ha conosciuto davvero, a Vancouver, ed è stato il suo amico per una vita. Pear Cider and Cigarettes racconta l'ultimo capitolo di quell'amicizia: Techno ricoverato in Cina con il fegato a pezzi, in attesa di un trapianto, e Robert incaricato dal padre di andarlo a prendere e riportarlo a casa.

Il film è uscito quest'anno dopo una lavorazione lunghissima. Valley aveva prima scritto e disegnato un romanzo grafico con lo stesso titolo, pensato fin dall'inizio come storyboard del film, e ha poi animato quasi tutto da solo in Photoshop, con After Effects per le scene più complesse. La produzione è passata attraverso il suo piccolo studio, Massive Swerve, con la coproduzione di Passion Pictures a Londra. Il progetto ha richiesto circa cinque anni complessivi, di cui due e mezzo di sola animazione.

Un fumetto che si mette a correre

Chi conosce Valley per i suoi lavori di design, per esempio su Tron: Uprising, ritroverà qui lo stesso segno. Figure allungate, mascelle squadrate, gambe sottili come compassi, auto che sembrano disegnate da un appassionato di hot rod. Ogni inquadratura ha la composizione di una vignetta, con i livelli separati di primo piano, sfondo ed effetti, e l'animazione spesso si limita a far vivere quella vignetta: un movimento di macchina, una sigaretta che brucia, un personaggio che si gira.

È un'animazione limitata nel senso tecnico del termine, e Valley non finge il contrario. Le sequenze in cui le figure camminano o guidano sono rese con pochi disegni, a volte rigidi. In compenso il film ha una densità grafica rara: luci al neon, notti piovose, ospedali verde acido, cieli cinesi lattiginosi. Il colore lavora più dell'animazione, e funziona.

Raccontare senza assolvere

Il lato più interessante è morale. Valley si mette in scena come narratore e testimone, ma non si concede il ruolo dell'eroe. L'amico da salvare non vuole essere salvato. Beve di nascosto, mente, si fa beffe delle cure. Robert lo assiste, lo protegge e insieme lo osserva con una specie di rabbia affettuosa. Il film non cerca di spiegare perché Techno sia così: lo mostra fin dall'adolescenza, con gli incidenti in moto e le risse, e lascia che il ritratto parli.

La durata di trentacinque minuti è insieme forza e debolezza. Permette di costruire un rapporto vero, con i suoi tempi morti e le sue ripetizioni. Ma rende anche il film un oggetto difficile da collocare, troppo lungo per molti festival di corti e troppo breve per la sala. La voce narrante, poi, a tratti spiega quello che le immagini hanno già detto, una ridondanza che viene dal fumetto e che sullo schermo si sente.

Un film d'autore nel senso più letterale

Pochi film animati recenti portano così chiaramente la firma di una sola persona. Pear Cider and Cigarettes è il diario di un lutto disegnato con lo stile di un poster da garage, ed è proprio questo contrasto, la grafica spavalda contro una storia di sconfitta, a renderlo memorabile. Non tutto è riuscito, ma niente è finto.

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