Ottawa 2016, i quarant'anni del festival premiano Obomsawin e Laguionie
Al festival canadese vincono J'aime les filles di Diane Obomsawin e Louise en hiver di Jean-François Laguionie. Un palmarès che guarda al disegno e alla mano.

Trentaquattro anni fa Jean-François Laguionie saliva sul palco di Ottawa per ritirare un Grand Prix con La traversée de l'Atlantique à la rame. Sabato sera, nella sala del Saint Brigid's Centre for the Arts, il regista francese è tornato vincitore, questa volta nella competizione dei lungometraggi, con Louise en hiver. Difficile immaginare un modo più adatto per chiudere la quarantesima edizione dell'Ottawa International Animation Festival, che si è svolta dal 21 al 25 settembre tra il ByTowne Cinema, la National Gallery of Canada e gli altri spazi della capitale canadese.
Louise e l'inverno di una spiaggia vuota
Coproduzione tra Francia e Canada, Louise en hiver racconta di un'anziana signora rimasta sola in una località balneare dopo la fine della stagione, quando l'ultimo treno se n'è andato senza di lei. Il film procede per piccoli gesti, con la protagonista che organizza la propria sopravvivenza e intanto rimette in ordine i ricordi. Laguionie lavora con un disegno morbido e pittorico, fatto di fondi dipinti e figure dal tratto leggero, lontano da qualsiasi tentazione spettacolare. Per un festival che da sempre difende l'animazione d'autore, il premio ha anche il sapore di un riconoscimento alla carriera, consegnato a un cineasta che ha attraversato quasi mezzo secolo di cinema disegnato francese.
A decidere la competizione dei lungometraggi è stata una giuria composta dallo storico italiano Giannalberto Bendazzi, dal britannico Peter Millard e dalla canadese Elise Simard. La presenza di Bendazzi, autore delle più ampie storie mondiali dell'animazione, dà al verdetto un peso particolare, almeno agli occhi di chi segue queste cose dall'Italia.
Il Grand Prix dei corti a una storia d'amore raccontata in punta di matita
Il Nelvana Grand Prize per il cortometraggio indipendente è andato a J'aime les filles della canadese Diane Obomsawin. Otto minuti, quattro donne che ricordano la prima volta in cui si sono innamorate di un'altra donna. Obomsawin parte dal suo libro a fumetti On Loving Women e trasforma le testimonianze in brevi episodi animati, con personaggi dalle sembianze animali e una grafica a colori piatti e vivaci. È un film piccolo, ironico, tenerissimo. La giuria dei corti (la regista canadese Ann Marie Fleming, l'americana Brooke Keesling e la giapponese Sarina Nihei) ne ha lodato proprio la freschezza e l'umorismo.
Il premio conferma una linea che Ottawa coltiva da anni. Il festival non cerca il corto più levigato. Premia quello che ha una voce riconoscibile, anche quando la tecnica è volutamente semplice.
Ushev, Orikasa e gli altri premi
Il canadese Theodore Ushev porta a casa due riconoscimenti con Blind Vaysha, prodotto dall'ONF: il premio Cartoon Network per il miglior corto narrativo e il premio del Canadian Film Institute per la migliore animazione canadese. Il film, tratto da un racconto di Georgi Gospodinov, segue una ragazza che con un occhio vede soltanto il passato e con l'altro soltanto il futuro, e ha un aspetto che ricorda l'incisione su linoleum, con linee scavate e colori densi.
Nella categoria sperimentale e astratta vince Datum Point del giapponese Ryo Orikasa. Il premio per la migliore tecnica d'animazione va a Velodrool dell'estone Sander Joon, quello per la sceneggiatura a Fired on Mars di Nick Vokey e Nate Sherman, che si aggiudica anche il premio del pubblico. Il miglior design è The Absence of Eddy Table del norvegese Rune Spaans.
Tra i film di diploma, il premio Walt Disney Animation per la migliore animazione di fine studi è andato a Frankfurter Str. 99 di Evgenia Gostrer (Germania), mentre la polacca Marta Magnuska ha vinto tra gli studenti di primo livello con Foreign Body. Sul versante dei più piccoli, il corto belga Three Little Ninjas Delivery Service di Karim Rhellam e Kim Claeys e un episodio di Shaun the Sheep hanno convinto la giuria di bambini tra gli 8 e i 12 anni; tra le menzioni compaiono Summer Camp Island di Julia Pott e un episodio di Hey Duggee.
Un compleanno senza nostalgia
Quarant'anni sono un traguardo che molti festival celebrano con retrospettive e omaggi. Ottawa lo ha festeggiato soprattutto con un palmarès coerente, in cui il disegno a mano e le tecniche artigianali occupano i posti più alti. Il segnale più interessante sta forse nell'accostamento dei due vincitori principali: un maestro francese ultrasettantenne e un'autrice canadese che arriva dal fumetto indipendente. Due generazioni diverse, lo stesso modo di trattare l'animazione come scrittura personale.


