Friz Freleng, il regista che dirigeva i cartoni come uno spartito
Yosemite Sam, Speedy Gonzales, la Pantera Rosa. Isadore Freleng attraversò mezzo secolo di animazione americana con un orecchio musicale infallibile.

Tra i registi della Warner, Friz Freleng fu quello che vinse più Oscar. Ne raccolse diversi per i cortometraggi, a partire da Tweetie Pie del 1947, il primo Oscar dello studio per l'animazione. Eppure il suo nome è rimasto a lungo meno noto di quelli di Tex Avery o Chuck Jones. Era un artigiano del tempo comico, e il tempo comico, quando funziona, non si vede.
Da Kansas City a Hollywood
Isadore Freleng nacque a Kansas City il 21 agosto 1905. Lì conobbe gli ambienti in cui si era formato il giovane Walt Disney, e nel 1927 raggiunse lo studio Disney a Hollywood, dove lavorò come animatore su Oswald. Il soggiorno fu breve e non felice. Freleng passò poi allo studio di Hugh Harman e Rudolf Ising, che dal 1930 produceva i primi Looney Tunes per la Warner.
Rimase legato alla Warner per quasi tutta la carriera, con una breve parentesi alla MGM alla fine degli anni Trenta.
La regia sul pentagramma
Freleng aveva una formazione musicale e la usava per lavorare. Pianificava le sue scene su fogli di battute simili a uno spartito, in cui ogni gesto del personaggio era collocato su un tempo preciso. Il compositore Carl Stalling, e più tardi Milt Franklyn, poteva così scrivere la musica in perfetta sincronia con l'azione.
Il risultato si vede in film come Rhapsody Rabbit, del 1946, in cui Bugs Bunny esegue la Seconda rapsodia ungherese di Liszt mentre un topolino lo sabota dall'interno del pianoforte. O in Pigs in a Polka, che anima una danza di Brahms. Nei film di Freleng la gag cade sempre sul battere.
I suoi personaggi
Freleng non inventò Bugs Bunny né Titti, ma diede forma definitiva a molti personaggi. Nel 1945, con Hare Trigger, introdusse Yosemite Sam, il pistolero collerico pensato come avversario più forte di Elmer per il coniglio. Nel 1947 in Tweetie Pie mise insieme Titti e il gatto Silvestro, coppia che avrebbe guidato per anni con un'infinita serie di variazioni sul tema dell'inseguimento.
Nel 1955 Speedy Gonzales, che rilanciava un topo messicano apparso qualche anno prima in un film di Robert McKimson, vinse l'Oscar. Ne arrivarono altri con Birds Anonymous, del 1957, in cui Silvestro tenta di disintossicarsi dalla passione per gli uccellini, e con Knighty Knight Bugs, del 1958.
Il suo stile è meno appariscente di quello dei colleghi. Freleng preferiva costruzioni comiche solide, ritmi chiari, personaggi con obiettivi semplici. È proprio questa leggibilità che rende i suoi film così rivedibili.
La Pantera Rosa e una nuova impresa
Quando la Warner chiuse il proprio reparto di animazione, Freleng fondò nel 1963 con il produttore David H. DePatie la DePatie-Freleng Enterprises. Il primo grande successo arrivò dai titoli di testa del film La Pantera Rosa di Blake Edwards, per i quali fu creato il felino elegante e silenzioso disegnato da Hawley Pratt. Il personaggio piacque tanto da ottenere una serie di cortometraggi, e il primo, The Pink Phink, vinse l'Oscar nel 1965.
La DePatie-Freleng produsse per anni serie televisive, cortometraggi e titoli di testa, adattandosi all'animazione limitata imposta dai budget della televisione. Freleng tornò negli anni Settanta e Ottanta a lavorare sui personaggi Warner per film di montaggio e speciali. Morì il 26 maggio 1995.
La lezione del ritmo
Per chi studia animazione, Freleng resta il regista da cui imparare il rapporto tra immagine e musica. I suoi film mostrano che una buona gag è anzitutto una questione di durata: quanti fotogrammi di attesa, quanti di azione, quanti di reazione. In un'epoca in cui il montaggio digitale permette di spostare tutto all'ultimo momento, la sua disciplina da direttore d'orchestra, che decideva tutto prima del primo disegno, appare ancora istruttiva.


