Genndy Tartakovsky, da Dexter a Samurai Jack il regista dell'azione senza parole
Nato a Mosca, formato alla CalArts, Genndy Tartakovsky ha portato nella televisione americana un'animazione 2D grafica, cinematografica e spesso muta.

Nella prima scena di un episodio di Primal un cavernicolo e una femmina di tirannosauro, entrambi segnati dalla perdita delle rispettive famiglie, si muovono in un paesaggio preistorico senza scambiarsi una parola. Non ci sono dialoghi in tutto l'episodio, solo suoni, musica e animazione. È una scelta coraggiosa per una serie televisiva, ed è il segno distintivo del suo autore, Genndy Tartakovsky, che da trent'anni lavora per dimostrare che l'animazione 2D può raccontare con le sole immagini.
Da Mosca a Chicago
Gennadij Tartakovskij nacque a Mosca nel 1970. La famiglia emigrò negli Stati Uniti quando era bambino e si stabilì nell'area di Chicago. Da ragazzo Genndy disegnava fumetti e guardava i cartoni animati americani, che usava anche per imparare l'inglese.
Dopo un periodo di studi a Chicago si trasferì in California per frequentare la CalArts, la scuola di animazione fondata dalla Disney. Lì realizzò un cortometraggio studentesco con un piccolo genio della scienza alle prese con una sorella invadente, che sarebbe diventato la base della sua prima serie.
Il laboratorio di Dexter
Dexter's Laboratory, Il laboratorio di Dexter, debuttò su Cartoon Network negli anni Novanta, nell'ambito di un programma di cortometraggi dedicato a nuovi autori. Divenne poi una serie regolare. Racconta di un bambino geniale che nasconde un laboratorio segreto nella sua cameretta e della sorella maggiore Dee Dee, che entra sempre per distruggere tutto.
Lo stile della serie è fortemente grafico, con forme geometriche, colori piatti e un design che richiama l'animazione americana degli anni Cinquanta e Sessanta, in particolare la UPA e la Hanna-Barbera dei primi anni. Tartakovsky lavorò anche con Craig McCracken, suo compagno alla CalArts, sulle Superchicche.
Samurai Jack
La sua opera più ambiziosa per la televisione è Samurai Jack, che debuttò nel 2001. Il protagonista è un principe samurai che viene spedito nel futuro dal demone Aku e cerca di tornare nel proprio tempo per sconfiggerlo. Ogni episodio è una piccola avventura in un mondo diverso.
Samurai Jack è una lezione di regia animata. Tartakovsky usa inquadrature larghe e composizioni studiate, lunghe sequenze senza dialogo, silenzi interrotti da esplosioni di azione. I personaggi non hanno contorni neri, ma sono definiti da campiture di colore, come nelle illustrazioni moderniste. Il montaggio usa lo schermo diviso, la ripetizione, il ritmo musicale. Le influenze sono molteplici: il cinema di samurai, i western all'italiana, i fumetti europei, l'animazione giapponese.
La serie si interruppe nel 2004 senza una vera conclusione e fu completata con una quinta stagione nel 2017, più cupa e adulta.
Star Wars e la computer grafica
Nel 2003 Tartakovsky diresse Star Wars: Clone Wars, una serie di brevi episodi in 2D per Cartoon Network, ambientata tra il secondo e il terzo film della saga. La serie, quasi interamente d'azione, vinse premi Emmy e fu molto apprezzata dai fan.
Negli anni successivi Tartakovsky si avvicinò alla computer grafica, dirigendo i primi film di Hotel Transylvania per la Sony. Anche in quel contesto portò la sua sensibilità per il disegno animato, con personaggi molto elastici e pose esagerate tipiche del cartone 2D.
Primal
Nel 2019 Tartakovsky tornò all'animazione 2D con Primal, una serie per adulti, violenta e malinconica, che ha ricevuto diversi premi Emmy. Qui il suo stile raggiunge la sintesi più compiuta. L'assenza di parole costringe lo spettatore a leggere le emozioni nei gesti e nelle espressioni. Il ritmo alterna lunghi momenti di calma e brevi scene di violenza estrema.
Un autore per la televisione
Tartakovsky appartiene alla generazione che, negli anni Novanta, ha rinnovato l'animazione televisiva americana, insieme ad autori come Craig McCracken e altri. Ha portato in televisione una cura per la composizione e il ritmo tipica del cinema, e ha dimostrato che anche i cartoni animati per la tv possono essere opere d'autore. La sua fiducia nella capacità del disegno di raccontare senza parole è una lezione preziosa per l'animazione 2D di oggi, spesso dominata dai dialoghi.


