Il model sheet, la carta d'identità che tiene coerente un personaggio animato

Proporzioni, costruzione, espressioni, mani, errori da evitare. Cosa deve contenere un model sheet efficace e come usarlo quando decine di persone disegnano lo stesso personaggio.

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Illustrazione generata con intelligenza artificiale (Magnific) per Animazione2D

In una serie televisiva lo stesso personaggio può essere disegnato da decine di animatori in studi diversi, a volte in paesi diversi. Eppure deve sembrare sempre lui. Lo strumento che rende possibile questo miracolo organizzativo è il model sheet, una serie di tavole che fissano in modo inequivocabile come si disegna il personaggio.

Cosa contiene

Un model sheet completo è in realtà un fascicolo di più tavole. Le principali sono queste.

  1. Turnaround: il personaggio in piedi, in posizione neutra, nelle viste standard.
  2. Costruzione: lo stesso personaggio scomposto nei volumi di base, con le linee guida e le misure in teste (quante volte l'altezza della testa entra nell'altezza totale).
  3. Comparazione delle altezze: il personaggio accanto agli altri del cast, per stabilire le proporzioni relative.
  4. Espressioni: una serie di volti con le emozioni principali.
  5. Pose d'azione: il personaggio in movimento, per mostrarne il carattere fisico.
  6. Mani: le mani da diverse angolazioni e nelle pose ricorrenti.
  7. Bocche: il set per il lip sync.
  8. Dettagli: accessori, oggetti di scena, particolari dell'abbigliamento.

A queste si aggiunge spesso una tavola di cose da non fare, con gli errori più comuni corretti accanto alla versione giusta.

La costruzione

La tavola di costruzione è la più utile per chi deve disegnare il personaggio. Mostra come si arriva alla forma finale partendo da forme semplici. La testa è una sfera con un certo schiacciamento, il naso una forma a goccia che si attacca in un punto preciso, gli occhi si collocano a una certa distanza tra loro misurata in larghezze dell'occhio.

Più il personaggio è stilizzato, più conta questa tavola. Un personaggio realistico si disegna con la conoscenza dell'anatomia. Un personaggio cartoon ha un'anatomia propria, inventata, che va spiegata.

Le misure in teste

Il sistema delle teste è il modo più rapido per comunicare le proporzioni. Un adulto realistico è alto circa sette o otto teste. Un personaggio cartoon può essere alto tre teste, o due, o una e mezza. Indicando le linee orizzontali (mento, spalle, vita, ginocchia) in teste, chiunque può riprodurre le proporzioni senza misurare con il righello.

Espressioni

La tavola delle espressioni stabilisce la gamma emotiva del personaggio. Non tutti i personaggi si arrabbiano nello stesso modo. Uno può digrignare i denti, un altro stringere le labbra fino a farle sparire.

Una tavola di espressioni tipica contiene da 8 a 20 volti: neutro, felice, triste, arrabbiato, sorpreso, spaventato, disgustato, pensieroso, e poi varianti specifiche del personaggio. Ogni espressione va disegnata con la stessa testa e la stessa angolazione, per rendere evidenti le differenze.

Come si usa

Il model sheet va consultato sempre, non solo all'inizio. Chi pulisce i disegni lo tiene accanto al tavolo, chi anima lo guarda prima di ogni scena nuova. In molti studi si appendono le tavole principali al muro sopra le postazioni.

Il model sheet evolve. Nelle prime fasi di una produzione i personaggi cambiano: un naso si accorcia, una proporzione si aggiusta dopo i primi test. Ogni versione aggiornata va datata e distribuita, e le vecchie ritirate. Lavorare con due versioni diverse in circolazione è una fonte di errori garantita.

Lo sbaglio più diffuso

Molti principianti trattano il model sheet come una galleria di belle immagini. Un buon model sheet è prima di tutto chiaro. Le pose sono leggibili, le linee pulite, le indicazioni scritte in modo esplicito. Una frase come «gli occhi non toccano mai il contorno della testa» vale più di un disegno spettacolare che lo mostra senza dirlo.

Per un progetto personale, anche un cortometraggio realizzato da soli, vale la pena prepararne uno. Dopo qualche settimana di lavoro la mano tende a deviare, e il personaggio della scena finale rischia di essere diverso da quello della prima.

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