Hazbin Hotel, il musical infernale di Vivienne Medrano arriva su Prime Video
Dal pilot finanziato su Patreon a una serie prodotta con A24 e Bento Box. Gli otto episodi della prima stagione hanno canzoni trascinanti e un'energia rara, ma la scrittura non sempre tiene il passo.

Nell'ottobre del 2019 un episodio pilota di una trentina di minuti, realizzato da animatori freelance e pagato dai sostenitori di Patreon, è stato caricato su YouTube. Raccontava di una principessa dell'Inferno che voleva aprire un albergo per redimere i peccatori. Le visualizzazioni si sono contate a decine di milioni, e il fenomeno ha portato Vivienne Medrano, in rete VivziePop, molto lontano da YouTube: un accordo con A24 nel 2020, la produzione con Bento Box, e infine la distribuzione su Prime Video.
La prima stagione di Hazbin Hotel è uscita il 19 gennaio con i primi quattro episodi, seguiti da due puntate a settimana fino al finale del 2 febbraio. Otto episodi in tutto, di circa venti minuti ciascuno. Ora che si può vedere per intero, è il momento di capire se il passaggio dal web alla piattaforma abbia funzionato.
La premessa
Charlie Morningstar, figlia di Lucifero, ha un'idea che all'Inferno considerano ridicola. Ogni anno gli angeli del Paradiso scendono a sterminare una parte dei peccatori per contenere il sovraffollamento. Charlie vuole offrire un'alternativa: un hotel dove le anime dannate possano redimersi e guadagnarsi l'accesso al cielo. Con lei c'è Vaggie, compagna e braccio destro, e a un certo punto si presenta Alastor, il Demone della Radio, potentissimo e inquietante, che decide di aiutarla per puro divertimento.
La serie riprende i personaggi del pilot, ma con un nuovo cast vocale in cui spiccano interpreti provenienti da Broadway. Charlie ha la voce di Erika Henningsen, Alastor quella di Amir Talai, Vaggie è doppiata da Stephanie Beatriz e Lucifero da Jeremy Jordan.
Un musical vero
Hazbin Hotel è prima di tutto un musical, e da questo punto di vista funziona benissimo. Ogni episodio contiene uno o più numeri cantati, scritti in gran parte da Sam Haft e Andrew Underberg, e le canzoni hanno la struttura e l'ambizione di un musical di Broadway: pezzi d'apertura corali, duetti, ballate, villain song. Le voci del cast reggono anche i passaggi più impegnativi, e la messa in scena animata delle canzoni è spesso il momento migliore delle puntate.
Lo stile visivo è quello inconfondibile di Medrano: figure spigolose e allungate, denti aguzzi, una palette dominata dal rosso, dal nero e dal rosa acceso, un Inferno che somiglia a una metropoli da cartone animato vista sotto una luce al neon. L'animazione, realizzata da Princess Bento Studio con il contributo di SpindleHorse Toons e Toon City, è più fluida e coerente rispetto al pilot, e i movimenti dei personaggi, soprattutto nei balletti, hanno un'energia contagiosa. Rispetto all'animazione per adulti americana più diffusa, spesso povera di movimento e tutta affidata ai dialoghi, è un passo avanti netto.
Dove si inceppa
Il problema sta nella scrittura. Otto episodi da venti minuti, con almeno una canzone ciascuno, lasciano pochissimo spazio a tutto il resto, e la storia procede per accelerazioni brusche. Personaggi presentati come centrali restano abbozzati, alcune svolte arrivano senza preparazione, e la costruzione del mondo, tra gerarchie infernali e celesti, viene spesso spiegata in fretta in un dialogo invece di essere mostrata. Chi non ha visto il pilot o non segue il fandom potrebbe faticare a orientarsi.
Anche il tono è altalenante. La serie alterna umorismo volgare, violenza grafica, sentimentalismo e riflessioni sulla redenzione, e non sempre le transizioni funzionano. Alcune battute sembrano scritte per la clip da condividere più che per la scena.
Un risultato comunque notevole
Con tutti i suoi limiti, Hazbin Hotel resta un caso significativo. È raro che un progetto nato fuori dall'industria, sostenuto direttamente da una comunità di fan, arrivi a questa scala mantenendo intatta l'identità visiva della sua autrice. Medrano ha portato su una piattaforma globale un'animazione 2D per adulti dichiaratamente teatrale, colorata e queer, e lo ha fatto senza annacquarla.
Chi cerca una storia solida dovrà forse aspettare la crescita della serie. Chi ama il musical e l'animazione esagerata troverà qui uno dei prodotti più vivaci del momento.


