Dopo un decennio di film a episodi, Disney torna alla narrazione unitaria. Cenerentola unisce i colori di Mary Blair, i topi di Ward Kimball e un uso esteso del riferimento dal vero.
Una prima versione uscita nel 1952 contro la volontà degli autori, poi la riconquista dei diritti e il completamento nel 1980. Il re e l'uccellino è il grande classico dell'animazione francese.
Uno studio di Madrid, una storia d'origine di Babbo Natale e un sistema di illuminazione pensato per far sembrare tridimensionale l'animazione tradizionale. Klaus è il 2D che guarda avanti.
Due gemelli in vacanza da un prozio truffatore in una cittadina dell'Oregon piena di stranezze. Gravity Falls ha unito la commedia per ragazzi a un mistero orizzontale costruito con precisione.
Un neonato che parla, cammina e salva il suo villaggio da una strega. Il film del 1998 di Michel Ocelot ha portato in Europa una fiaba ispirata all'Africa occidentale con un'estetica pittorica e frontale.
Elmer Fudd in armatura, Bugs Bunny travestito da Brunilde, le scenografie monumentali di Maurice Noble. Il corto del 1957 è una parodia operistica e un capolavoro di design.
Nel 2009 Clements e Musker riportano lo studio al disegno a mano con una fiaba ambientata nella New Orleans del jazz. Un film generoso, rimasto senza seguito nella produzione Disney.
Un robot venuto dallo spazio, un ragazzino del Maine e la paranoia della Guerra fredda. Il gigante di ferro del 1999 fu un insuccesso commerciale prima di diventare un classico riconosciuto.
Il secondo film di Tomm Moore racconta due fratelli, una madre scomparsa e un mondo di creature trasformate in pietra. Un'opera sulla perdita costruita con cerchi, acquerelli e mitologia celtica.
Nel 1979 un gruppo di animatori lasciò Burbank per difendere la tradizione classica. Il loro primo lungometraggio è una storia oscura di topi e laboratori, ricchissima sul piano visivo.
Giganti blu che meditano, esseri umani ridotti ad animali domestici, un mondo di flora aliena disegnata a china. Il film del 1973 resta il punto più alto della fantascienza animata europea.
Doveva chiamarsi Kingdom of the Sun ed essere un'epopea con le canzoni di Sting. Dopo un cambio di rotta radicale nacque Le follie dell'imperatore, la commedia più anarchica della Disney.
Dalla graphic novel autobiografica al film premiato a Cannes nel 2007. Satrapi e Vincent Paronnaud raccontano l'Iran dal 1979 in poi con un'animazione essenziale e fedele al segno del fumetto.
Eric Goldberg trasforma le improvvisazioni di Robin Williams in metamorfosi grafiche continue. Aladdin del 1992 porta nella Disney il ritmo e la linea del cartoon americano più sfrenato.
Kipling messo da parte, una trama ridotta all'osso, personaggi costruiti sugli attori. Il libro della giungla del 1967 è un film di caratteri più che di storia, e funziona proprio per questo.
Fondali dipinti su carta nera, una Gotham anni Quaranta, Kevin Conroy e Mark Hamill alle voci. La serie del 1992 ha ridefinito il cartone d'azione televisivo americano.