La principessa e il ranocchio, l'ultimo grande tentativo Disney di rilanciare il 2D

Nel 2009 Clements e Musker riportano lo studio al disegno a mano con una fiaba ambientata nella New Orleans del jazz. Un film generoso, rimasto senza seguito nella produzione Disney.

French Quarter, New Orleans, 5 July 2021 - 05
Immagine: Infrogmation of New Orleans · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Quando La principessa e il ranocchio arrivò nelle sale americane, alla fine del 2009, la Disney non produceva un lungometraggio disegnato a mano da cinque anni. Lo studio aveva chiuso i reparti di animazione tradizionale e puntato tutto sulla computer grafica. Con l'arrivo di John Lasseter alla direzione creativa, dopo l'acquisizione di Pixar nel 2006, si decise di tentare un ritorno. Il compito fu affidato a Ron Clements e John Musker, gli autori della Sirenetta e di Aladdin.

New Orleans, anni Venti

La storia prende spunto dalla fiaba del principe ranocchio, nella rilettura del romanzo The Frog Princess di E. D. Baker, ma la ambienta nella New Orleans dell'età del jazz. Tiana è una giovane cameriera afroamericana che lavora in due posti e mette da parte ogni centesimo per aprire un ristorante, il sogno che condivideva con il padre scomparso. Naveen, principe squattrinato di un paese immaginario, viene trasformato in ranocchio dal Dottor Facilier, stregone voodoo. Quando Tiana lo bacia, anche lei diventa una rana.

Tiana è la prima principessa Disney afroamericana. Il film affronta la questione con una certa prudenza: la segregazione è suggerita più che mostrata, nel contrasto tra le villette dei quartieri poveri e le residenze dei ricchi. La voce originale è di Anika Noni Rose.

L'ambientazione offre allo studio un patrimonio visivo e sonoro enorme: i battelli sul Mississippi, il quartiere francese, i bayou, i cimiteri monumentali, il Mardi Gras. Randy Newman, autore delle musiche, scrive canzoni che attraversano jazz, gospel, zydeco e blues.

Squadra di veterani

Il film è anche una riunione di animatori della stagione d'oro. Mark Henn supervisionò Tiana, Eric Goldberg il coccodrillo trombettista Louis, Andreas Deja Mama Odie, la sacerdotessa voodoo cieca che vive in una barca su un albero, Bruce W. Smith il Dottor Facilier. Si tratta di artisti con vent'anni di esperienza sulla recitazione disegnata, e si vede.

Facilier è il personaggio più riuscito. Alto, sottile, con un cilindro e un'ombra che si muove indipendentemente da lui, sembra uscito da un'illustrazione degli anni Trenta. La sua canzone, Friends on the Other Side, con maschere tribali che emergono dal buio e carte dei tarocchi che volano, è il numero più visivamente ricco del film. Nella versione originale ha la voce di Keith David.

La sequenza in stile Art Déco

Il momento più sorprendente arriva con la canzone Almost There. Tiana immagina il suo ristorante e il film cambia completamente stile: le figure diventano piatte e stilizzate, i colori assumono la vivacità dei manifesti Art Déco, le linee si semplificano. La sequenza, diretta graficamente da Sue Nichols, rende omaggio alle illustrazioni dell'epoca e in particolare al pittore Aaron Douglas, figura chiave dell'Harlem Renaissance.

È un'idea che dimostra quanto il disegno a mano permetta ancora di cambiare linguaggio in pochi secondi, cosa che la computer grafica di allora faceva con molta più fatica.

Un epilogo senza seguito

Il film ottenne tre candidature all'Oscar, per il lungometraggio d'animazione e per due canzoni. Il risultato commerciale fu considerato dallo studio inferiore alle attese, anche in confronto ai successi dei film in CGI dello stesso periodo. Alcuni ipotizzarono che la parola principessa nel titolo avesse allontanato il pubblico maschile, e il film successivo, Rapunzel, cambiò titolo originale proprio per questa ragione.

Dopo Winnie the Pooh del 2011, la Disney non ha più prodotto lungometraggi interamente disegnati a mano. La principessa e il ranocchio resta così un oggetto strano: il sequel spirituale del rinascimento Disney arrivato quando quella stagione era già chiusa, un film pieno di calore e di mestiere che non ebbe la possibilità di inaugurare nulla.

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