Animavì, il festival dell'animazione poetica nato tra le colline di Pergola
Voluto da Simone Massi nel suo paese natale, Animavì porta nelle Marche cortometraggi d'autore da tutto il mondo. Un festival piccolo per dimensioni e grande per ambizioni.
Pionieri, studi e autori dell’animazione italiana.
Voluto da Simone Massi nel suo paese natale, Animavì porta nelle Marche cortometraggi d'autore da tutto il mondo. Un festival piccolo per dimensioni e grande per ambizioni.
Nato a Carosello nel 1963 dalla matita dei Pagot e di Ignazio Colnaghi, Calimero è diventato un'espressione della lingua italiana e un personaggio amato anche in Giappone.
Dal progetto incompiuto degli anni Trenta al film di Giuliano Cenci del 1972 fino a quello di Enzo D'Alò con Mattotti. Come l'animazione italiana ha provato a raccontare Collodi.
Dai lungometraggi del dopoguerra a Carosello, fino alle coproduzioni con il Giappone. Profilo dello studio fondato da Nino e Toni Pagot e portato avanti dai figli Marco e Gi.
Dalle armi di Tapum! alle cavallette candidate all'Oscar, passando per il signor Rossi e tre lungometraggi. Ritratto dell'autore che più di ogni altro ha dato un volto internazionale all'animazione italiana.
Piccolo, iroso, sognatore, accompagnato dal cane Gastone. Il signor Rossi è il personaggio con cui Bruno Bozzetto ha raccontato vizi e desideri dell'Italia del boom.
Collaboratore storico di Bruno Bozzetto, poi autore di cortometraggi surreali e di due lungometraggi per il cinema. Profilo di un animatore che ha portato il paradosso al centro del racconto.
Nel 1976 Bruno Bozzetto rispose al capolavoro disneyano con un film a episodi su musiche di Debussy, Dvořák, Ravel, Sibelius, Vivaldi e Stravinskij. Ironico in superficie, amarissimo nel profondo.
Francesco Maurizio Guido, in arte Gibba, è una figura di culto dell'animazione italiana. Dal neorealismo disegnato alla pubblicità fino ai lungometraggi per adulti, una carriera fuori dai binari.
Nata nel 1975 sul Corriere dei Piccoli, la Pimpa di Francesco Tullio Altan è uno dei personaggi per l'infanzia più longevi d'Italia. Come un segno semplicissimo è diventato animazione.
Uscito nel 1998 e tratto dal romanzo di Luis Sepúlveda, il film di Enzo D'Alò racconta un gatto che promette di insegnare a volare a una gabbianella. Analisi di un successo costruito sulla semplicità.
Uscito nel 1949 e costruito a episodi, il film di Nino Pagot mise in scena tre terribili fratellini con un gusto comico molto lontano da Disney. Storia di un esordio fatto in tempo di guerra.
Da Carosello alle coproduzioni con studi italiani ed europei, fino ai canali dedicati ai bambini. Perché la televisione pubblica è stata decisiva per l'industria dell'animazione italiana.
Nel 1969 il vignettista Pino Zac portò al cinema il romanzo di Italo Calvino mescolando riprese dal vero e animazione. Un esperimento ibrido nato da un autore satirico.
Negli anni Novanta il regista Enzo D'Alò e lo studio torinese Lanterna Magica riportarono l'Italia nel cinema d'animazione per famiglie. Una filmografia costruita sui libri.
Fotogrammi di film rielaborati con la fotocopiatrice e dipinti a mano, corpi che si allungano e si sfaldano. La tecnica e il mondo visivo di uno degli animatori italiani più riconoscibili.
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