Animavì, il festival dell'animazione poetica nato tra le colline di Pergola
Voluto da Simone Massi nel suo paese natale, Animavì porta nelle Marche cortometraggi d'autore da tutto il mondo. Un festival piccolo per dimensioni e grande per ambizioni.

Pergola conta poche migliaia di abitanti, un centro storico di pietra, un museo che custodisce i Bronzi dorati da Cartoceto. Non è il genere di posto in cui ci si aspetta di trovare un festival internazionale di animazione. Eppure da alcuni anni la cittadina marchigiana accoglie autori e film provenienti da tutto il mondo per Animavì, festival dedicato al cinema d'animazione poetico.
Un'idea di Simone Massi
Il festival è stato fondato da Simone Massi, l'animatore nato a Pergola e conosciuto a livello internazionale per i suoi film a pastello graffiato. L'idea era portare nel suo paese un tipo di cinema che di solito circola solo nei grandi festival specializzati, e farlo con un'impostazione precisa: privilegiare l'animazione d'autore, artigianale, legata alla poesia più che allo spettacolo.
Questa scelta di campo si riflette nel nome stesso. L'aggettivo poetico non è un'etichetta vaga. Indica un'idea di animazione in cui il disegno, il ritmo, il silenzio e la metafora contano più dell'azione e degli effetti. È una linea editoriale che distingue Animavì da molte altre manifestazioni.
Il programma
Il cuore del festival è un concorso internazionale di cortometraggi, selezionati tra opere provenienti da molti paesi. Accanto al concorso ci sono retrospettive dedicate a grandi autori, incontri con i registi, laboratori, mostre di disegni originali. Spesso le proiezioni si svolgono all'aperto o in luoghi storici del paese, creando un rapporto diretto tra film, pubblico e territorio.
Un elemento caratteristico è l'attenzione per la tecnica. Animavì dà spazio ad autori che lavorano a mano, su carta, su vetro, con la pittura, con la sabbia. Le mostre permettono di vedere da vicino i materiali con cui i film sono stati realizzati, e di capire quanto lavoro si nasconda dietro pochi minuti di animazione.
Un festival e un territorio
Uno degli aspetti più interessanti di Animavì è il legame con la comunità locale. Il festival coinvolge le scuole, le associazioni, i cittadini di Pergola. Per molti abitanti è l'occasione di scoprire un cinema che non conoscevano, e per molti ospiti stranieri è l'occasione di scoprire un angolo d'Italia lontano dai circuiti turistici.
Questa dimensione territoriale è coerente con il lavoro di Massi, da sempre legato alle colline e alla cultura contadina dell'entroterra marchigiano. Il festival diventa così un'estensione della sua poetica: un'animazione radicata in un luogo e aperta al mondo.
Il premio e gli ospiti
Animavì assegna premi ai migliori cortometraggi in concorso e riconoscimenti ad autori che si sono distinti nel campo dell'animazione d'autore. Negli anni sono passati da Pergola animatori di fama internazionale, che hanno presentato i loro film e incontrato il pubblico in un contesto raccolto, molto diverso da quello dei grandi festival.
Questa intimità è uno dei punti di forza della manifestazione. Gli autori hanno tempo per parlare, i giovani animatori possono confrontarsi con i maestri, il pubblico può fare domande senza la fretta dei grandi eventi.
Perché è importante
In Italia i festival dedicati all'animazione d'autore non sono molti, e quelli con un'identità così marcata sono ancora meno. Animavì occupa uno spazio preciso, quello di un'animazione che si pensa come forma d'arte, al di fuori delle logiche televisive e commerciali.
Il festival dimostra anche che non servono grandi città o grandi budget per creare un appuntamento culturale di rilievo internazionale. Servono una visione chiara, una rete di relazioni costruite nel tempo e una comunità disposta a sostenerle. A Pergola queste condizioni si sono incontrate, e il risultato è un festival che ha già un posto riconoscibile nella geografia dell'animazione europea.


