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Zerocalcare e l'animazione, tre serie per capire come un fumetto impara a muoversi

Da Strappare lungo i bordi a Due Spicci, passando per Questo mondo non mi renderà cattivo. Come l'autore romano ha trasformato il suo segno in animazione seriale, in attesa di vederlo a Lucca.

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Immagine: ActuaLitté · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Quando Strappare lungo i bordi arrivò su Netflix, nel novembre del 2021, molti si aspettavano una semplice trasposizione dei fumetti di Zerocalcare. Trovarono invece qualcosa di diverso: una serie che usava i tempi comici dell'animazione, le digressioni e il montaggio serrato per raccontare una storia che finiva in un luogo inatteso e dolorosissimo. Cinque anni e tre serie dopo, Michele Rech è uno degli autori italiani che più hanno contribuito a riportare l'animazione per adulti al centro del discorso pubblico.

Zerocalcare sarà tra gli ospiti di Lucca Comics & Games 2026, il festival dove la sua storia con l'animazione è stata più volte raccontata e annunciata.

Strappare lungo i bordi

La prima serie, sei episodi brevi, è prodotta da Movimenti Production in collaborazione con BAO Publishing, l'editore dei suoi libri. Zerocalcare la scrive e la dirige, e dà la voce a quasi tutti i personaggi, con una sola eccezione importante: l'Armadillo, la sua coscienza ingombrante, che parla con la voce di Valerio Mastandrea.

Dal punto di vista tecnico è una serie in 2D digitale che rispetta in modo quasi filologico il segno dei fumetti. Le teste grandi, gli occhi piccoli, le linee nette, i fondali di Rebibbia. La sfida era far muovere personaggi nati per stare fermi nella vignetta senza tradirli, e la risposta è stata un'animazione che lavora molto sul timing comico, sulle pose e sulle espressioni più che sulla fluidità.

Questo mondo non mi renderà cattivo

La seconda serie, uscita a giugno del 2023, cambia passo. Gli episodi sono più lunghi e il racconto è più apertamente politico: al centro c'è un vecchio amico che torna nel quartiere dopo anni difficili, in un contesto attraversato da tensioni sociali e da una propaganda che divide. L'animazione si fa più ambiziosa nella messa in scena, con più personaggi, più ambienti e scene di massa.

Lo stile resta riconoscibile, ma si nota una crescita nella regia, nei movimenti di macchina, nell'uso del colore per distinguere i piani della realtà e quelli dell'immaginazione del protagonista.

Due Spicci

Il titolo della terza serie era stato svelato proprio a Lucca, l'anno scorso. Due Spicci è uscita su Netflix il 27 maggio, preceduta da un grande evento al Circo Massimo di Roma con l'anteprima dei primi episodi per il pubblico. Con questa serie si chiude idealmente una trilogia, e il segno di Zerocalcare appare ormai pienamente a suo agio nel linguaggio dell'animazione.

Perché è importante per l'animazione italiana

Il valore di queste serie va oltre il successo del loro autore. Hanno dimostrato che in Italia si può produrre animazione seriale per un pubblico adulto, con una distribuzione internazionale, e che c'è uno spazio per storie radicate in un luogo preciso, con il loro dialetto e i loro riferimenti, anche su una piattaforma globale. Hanno dato lavoro a decine di animatori, layout artist, coloristi e montatori, in un settore che in Italia ha spesso faticato a trovare progetti di questa scala.

E hanno riportato al centro una lezione antica dell'animazione: il segno più semplice può reggere qualsiasi emozione, se il tempo e la recitazione sono quelli giusti.

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