La scuola di Zagabria, l'animazione jugoslava che vinse l'Oscar con un uomo gonfiabile

Nel 1962 Surogat di Dušan Vukotić fu il primo cortometraggio animato non americano a vincere l'Oscar. Dietro c'era uno studio, Zagreb Film, e un'idea di animazione d'autore.

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Immagine: Roberta F. · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Un uomo arriva sulla spiaggia, apre una valigia e tira fuori una donna gonfiabile. Gonfia anche l'ombrellone, la sdraio, il pallone, perfino il mare sembra di plastica. Quando un rivale gli contende la compagna, la sfida si risolve a colpi di spilli e valvole. Surogat, diretto da Dušan Vukotić e prodotto da Zagreb Film nel 1961, è una satira breve e feroce della società dei consumi. L'anno seguente vinse l'Oscar per il miglior cortometraggio d'animazione, primo film non americano a ottenerlo.

Per un piccolo studio di un paese socialista fu una consacrazione. Per la critica internazionale fu la conferma che esisteva una scuola di Zagabria.

Nascita di uno studio

L'animazione croata del dopoguerra cominciò con un film satirico, Veliki miting, del 1951, prodotto dalla società Duga Film. La società chiuse presto, ma il gruppo di artisti che vi aveva lavorato restò. Nel 1953 nacque Zagreb Film, inizialmente per produrre documentari e film pubblicitari. Il reparto animazione divenne in pochi anni il suo fiore all'occhiello.

I giovani disegnatori croati conoscevano i cartoni Disney ma anche quelli dell'UPA, che circolavano nei festival. Furono colpiti dalla possibilità di fare animazione con meno disegni e più idee. Nei primi lavori sperimentarono quella che chiamavano animazione ridotta: forme grafiche essenziali, movimenti scattanti, sfondi astratti, colore piatto.

Gli autori

La caratteristica della scuola di Zagabria era la varietà. Non esisteva uno stile unico, ma un ambiente in cui ogni regista sviluppava il proprio segno.

Vukotić fu la figura centrale dei primi anni, con film come Il cowboy Jimmy e Concerto per mitragliatrice, parodie dei generi americani. Vatroslav Mimica realizzò Samac, l'uomo solo, una riflessione sull'alienazione dell'impiegato moderno. Nikola Kostelac e Aleksandar Marks lavorarono su un'animazione più poetica. Borivoj Dovniković, detto Bordo, divenne celebre per un umorismo secco e assurdo.

Negli anni successivi emersero Zlatko Grgić, creatore del Professor Baltazar, uno scienziato gentile che risolve i problemi degli altri con una macchina magica, serie trasmessa in molti paesi. Nedeljko Dragić portò un tratto nervoso e un'ironia politica sottile. Boris Kolar, Pavao Štalter, Zlatko Bourek, Joško Marušić contribuirono ciascuno con un approccio proprio.

Satira in un paese socialista

La Jugoslavia di Tito non apparteneva al blocco sovietico e godeva di una relativa apertura culturale. Gli autori di Zagabria potevano prendere in giro la burocrazia, il conformismo, il consumismo, a patto di farlo con metafore universali. I loro film parlavano dell'uomo comune schiacciato da sistemi più grandi, senza nominare un paese preciso. Questa ambiguità li rese comprensibili a pubblici molto diversi, a Est come a Ovest.

Animafest

Nel 1972 la città ospitò per la prima volta il Festival mondiale del film d'animazione, Animafest Zagreb, divenuto uno degli appuntamenti più importanti del settore insieme ad Annecy, Ottawa e Hiroshima. Il festival consolidò il ruolo di Zagabria come capitale dell'animazione d'autore.

Negli anni Ottanta la produzione continuò, ma le difficoltà economiche e poi la dissoluzione della Jugoslavia negli anni Novanta ridussero drasticamente le risorse. Zagreb Film esiste ancora e conserva un archivio di grande valore, in parte restaurato.

La lezione della scuola di Zagabria resta attuale. Dimostra che un cinema d'animazione nazionale non ha bisogno di competere con Hollywood sul piano dei mezzi, se ha una visione propria. Il cortometraggio, in quel contesto, era un formato d'autore a pieno titolo, con la stessa dignità del romanzo breve rispetto al romanzo lungo. L'uomo gonfiabile di Surogat lo ricorda a ogni nuova generazione di animatori.

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