Yellow Submarine, la pop art di Heinz Edelmann al servizio dei Beatles

Un sottomarino giallo, i Biechi Blu e una Liverpool grigia che diventa psichedelica. Il film di George Dunning del 1968 portò il design grafico dell'epoca nel lungometraggio animato.

Aankomst Beatles op Schiphol, de Beatles tijdens persconferentie, Bestanddeelnr 916-5133
Immagine: Harry Pot for Anefo · CC0 · Wikimedia Commons

I Beatles non volevano farlo. Avevano un impegno contrattuale per un terzo film con la United Artists dopo Tutti per uno e Aiuto!, e l'idea di un cartone animato li lasciava piuttosto freddi, anche perché ricordavano la serie televisiva americana a loro dedicata, che non avevano amato. Accettarono che si facesse, con le loro canzoni, ma senza prestare le voci ai personaggi. Comparvero dal vivo solo per un breve epilogo. Quando videro il risultato, Yellow Submarine, uscito nel luglio 1968, cambiarono idea.

Lo stile Edelmann

Il produttore Al Brodax affidò la regia a George Dunning, animatore canadese che dirigeva lo studio TVC a Londra. Ma il volto del film è quello di Heinz Edelmann, illustratore tedesco a cui fu affidata la direzione artistica. Edelmann arrivava dalla grafica editoriale e pubblicitaria, e portò nel film un'estetica radicalmente diversa da quella dei lungometraggi americani.

I personaggi sono figure piatte, con contorni marcati e colori a tinta unita. Gli ambienti sono costruiti come collage, mescolando fotografie, campiture vivaci, motivi decorativi presi dall'Art Nouveau, dalla pop art di Warhol e Lichtenstein, dall'op art. La prospettiva viene ignorata o rovesciata a piacimento. Nessun film d'animazione prima di allora aveva assomigliato così tanto alla grafica contemporanea.

Il lavoro fu realizzato in tempi stretti, con un gran numero di artisti coinvolti, molti dei quali provenienti dal mondo dell'illustrazione e del design. Ne risulta un film disomogeneo nello stile, che cambia tecnica da una sequenza all'altra, e proprio per questo vitale.

Pepperland e i Biechi Blu

La storia è un pretesto. Pepperland, paese incantato sotto il mare dove regna la musica, viene attaccato dai Biechi Blu, esseri che odiano ogni forma di gioia e lanciano mele giganti per pietrificare gli abitanti. Il vecchio Fred fugge con il sottomarino giallo e arriva a Liverpool, dove recluta i Beatles. Il viaggio di ritorno attraversa una serie di mari surreali: il mare del Tempo, il mare della Scienza, il mare dei Mostri, il mare dei Buchi.

Lungo la strada incontrano Jeremy Hillary Boob, il Nowhere Man, piccolo studioso peloso che scrive, compone e recita senza scopo. È il personaggio più malinconico del film.

Le canzoni come cortometraggi

Ogni canzone diventa un piccolo film nel film, con uno stile proprio. Eleanor Rigby usa fotografie in bianco e nero di una Liverpool grigia e deserta, con figure ritagliate che si ripetono sui tetti. Lucy in the Sky with Diamonds adotta una tecnica vicina al rotoscopio, con ballerini dipinti a pennellate di colore che si trasformano continuamente. Only a Northern Song gioca con le oscilloscopie e le forme astratte. All Together Now chiude con le parole che riempiono lo schermo.

Questi segmenti anticipano in modo evidente il linguaggio del videoclip, che sarebbe nato più di un decennio dopo.

Un'eredità grafica

Le voci dei Beatles furono affidate ad attori, e le battute fanno largo uso dei giochi di parole tipici del loro umorismo. Tra gli sceneggiatori figura anche Erich Segal, futuro autore di Love Story.

Yellow Submarine non ebbe un seguito diretto, e Edelmann non lavorò più a un lungometraggio animato. Ma l'influenza del film sulla grafica di fine anni Sessanta fu enorme: copertine di dischi, manifesti, pubblicità adottarono quel linguaggio. Per l'animazione dimostrò che il lungometraggio poteva prescindere dal realismo disneyano e adottare il vocabolario dell'arte contemporanea. Molti film d'autore dei decenni successivi, in Europa e altrove, sono partiti da quella libertà.

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