La bella e la bestia, il primo film animato candidato all'Oscar come miglior film

Una sceneggiatura scritta da una donna, una protagonista che legge, una Bestia di Glen Keane e l'ultima eredità di Howard Ashman. Perché il film del 1991 resta il punto più alto del rinascimento Disney.

Beauty and the Beast, 1874
Immagine: Walter Crane · Public domain · Wikimedia Commons

Nel febbraio 1992 l'Academy annunciò le candidature al miglior film, e tra Il silenzio degli innocenti, JFK e Bugsy comparve un titolo disegnato. La bella e la bestia era il primo lungometraggio d'animazione a ottenere quella nomination. Non vinse, ma il riconoscimento cambiò il modo in cui l'industria guardava al cinema animato, e preparò la strada alla categoria dedicata che sarebbe arrivata un decennio più tardi.

Una storia rifatta

Il progetto nacque come adattamento non musicale della fiaba di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont, ma le prime versioni non convinsero lo studio. Il successo della Sirenetta spinse a ripartire in chiave musical, con Howard Ashman e Alan Menken alle canzoni e una nuova coppia di registi, Gary Trousdale e Kirk Wise, al loro primo lungometraggio.

La sceneggiatura fu firmata da Linda Woolverton, prima donna a scrivere un lungometraggio animato Disney. A lei si deve buona parte della caratterizzazione di Belle, ragazza che legge, che si annoia nel villaggio di provincia, che rifiuta il corteggiatore più ambito perché lo trova vuoto. Non è un'eroina moderna nel senso pieno, ma rispetto alle principesse classiche il cambio di passo è netto.

Un musical in forma di film

Ashman applicò anche qui la struttura del teatro musicale, con risultati ancora più compatti. Il numero d'apertura, Belle, presenta in pochi minuti la protagonista, il villaggio, Gaston e il tono ironico del film, in un piano sequenza animato che attraversa la piazza tra commercianti e pettegoli. È tra le aperture più efficaci della storia del musical cinematografico.

Stia con noi (Be Our Guest), con Lumière che orchestra uno spettacolo di piatti, posate e candelabri, rende omaggio a Busby Berkeley. La ballata che dà il titolo al film, cantata in originale da Angela Lansbury nei panni della signora Bric, accompagna la scena del ballo.

Ashman, malato di AIDS, lavorò alle canzoni fino a quando le forze glielo permisero. Morì nel marzo 1991, mesi prima dell'uscita, e il film gli è dedicato. La colonna sonora e la canzone principale vinsero l'Oscar.

La Bestia

Glen Keane, supervisore dell'animazione della Bestia, costruì il personaggio combinando tratti di animali diversi: la criniera di un leone, la testa e la barba di un bisonte, le zanne di un cinghiale, le sopracciglia di un gorilla, il corpo di un orso, la coda di un lupo. Il risultato è una creatura che non somiglia a nessun animale reale e che resta però leggibile in ogni emozione.

Il lavoro di Keane è soprattutto sugli occhi. La Bestia passa dalla furia all'imbarazzo, alla goffaggine, alla tenerezza, e lo spettatore la segue senza fatica. La scena in cui cerca di mangiare la zuppa insieme a Belle, e i due finiscono per berla dalla scodella, è un piccolo saggio di recitazione animata.

Gaston, animato da Andreas Deja, è il rovescio speculare: bello secondo le convenzioni, vanitoso, e progressivamente pericoloso. Il film costruisce il suo passaggio da macchietta comica a capo di una folla armata con una gradualità che rende il finale inquietante.

Il ballo e il computer

La sequenza del ballo nella sala del castello è il momento in cui la tecnologia diventa racconto. I personaggi sono disegnati a mano, ma la sala è un ambiente tridimensionale generato al computer, che permette alla macchina da presa di muoversi intorno ai ballerini come in un film dal vero. Il sistema digitale CAPS consentiva di integrare i due livelli.

Vista oggi, la scena mostra un'integrazione non sempre perfetta tra le due tecniche. Ma l'effetto emotivo dell'inquadratura che scende dal lampadario sulla coppia resta intatto. La bella e la bestia ottiene ciò che cerca proprio perché tutto, dalle canzoni agli effetti, serve a far credere a una storia d'amore tra una ragazza e un mostro.

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