Virginia Mori a Venezia con Sasso, carta, forbici, duemila disegni per un luna park
Il nuovo cortometraggio dell'animatrice marchigiana è in concorso a Orizzonti Corti alla 83ª Mostra del Cinema. Nove minuti senza dialoghi, disegnati a mano, e il primo lavoro a colori della sua carriera.

Un gruppo di ragazzini, una giornata al luna park, un gioco che diventa gara. È tutto qui, almeno in superficie, Sasso, carta, forbici, il nuovo cortometraggio d'animazione di Virginia Mori, selezionato nel concorso internazionale Orizzonti Corti della 83ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, in programma al Lido dal 2 al 12 settembre. Nella sezione dei cortometraggi l'Italia è rappresentata soltanto da lei e da Tommaso Acquarone.
Un film muto sul diventare grandi
Il film dura nove minuti, non ha dialoghi e affida il racconto alle immagini e ai gesti. Mori lo ha descritto come un lavoro dal significato simbolico e metaforico, lasciato volutamente aperto all'interpretazione di chi guarda. Il tema è il passaggio dall'adolescenza all'età adulta: le dinamiche che si creano tra i ragazzi durante il gioco, le alleanze, le rivalità, la voglia di vincere, sono le stesse che si ritrovano da grandi, come in un gioco di specchi.
La scelta del luna park non è casuale. È un luogo di divertimento che ha sempre qualcosa di inquietante, fatto di luci, attese, piccole crudeltà, e si presta perfettamente al tipo di immaginario che Mori costruisce da molti anni.
Il primo film a colori
La notizia, per chi conosce il suo lavoro, è il colore. Finora l'autrice aveva lavorato quasi esclusivamente a matita e inchiostro su carta, in un bianco e nero morbido e sospeso che è diventato la sua firma, tanto nell'illustrazione quanto nell'animazione. Sasso, carta, forbici è il suo primo film a colori.
Il metodo resta artigianale. La tecnica è mista e il digitale è servito come supporto, ma tutti i disegni sono stati fatti a mano: circa duemila fotogrammi per nove minuti di film. È un lavoro lungo, coerente con un percorso che ha sempre privilegiato i tempi del disegno rispetto a quelli della produzione industriale. Secondo la scheda della Biennale si tratta di una coproduzione tra Italia e Francia, e le proiezioni ufficiali sono previste al Lido tra l'11 e il 12 settembre.
Da Urbino al mondo
Nata nel 1981 a Cattolica, Virginia Mori si è formata a Urbino, alla scuola d'arte specializzata in animazione, la stessa da cui sono usciti molti autori italiani di cortometraggi d'autore. Oggi divide il lavoro tra Milano e una casa di campagna nell'entroterra pesarese, vicino a Tavullia. Tra i suoi riferimenti ha citato più volte il regista armeno Sergej Paradžanov, maestro di un cinema fatto di quadri e simboli più che di racconto lineare.
Il debutto internazionale risale al 2009, con Il gioco del silenzio, premiato ad Annecy con il premio SRG idee suisse. Da allora i suoi cortometraggi hanno girato i festival di mezzo mondo, mentre le sue illustrazioni sono comparse in mostre personali e collettive, oltre che su manifesti di festival, compreso quello della Mostra internazionale del nuovo cinema di Pesaro.
Un buon segnale per l'animazione italiana
La presenza di un cortometraggio animato italiano nel concorso Orizzonti non è una novità assoluta, ma resta un segnale importante. La Mostra, negli ultimi anni, ha accolto con una certa continuità l'animazione d'autore italiana, da Invelle di Simone Massi a Il burattino e la balena di Roberto Catani, e la selezione di Mori conferma l'attenzione verso una scuola, quella marchigiana e urbinate, che continua a produrre autori dal segno riconoscibile.
Il verdetto della giuria arriverà a metà settembre. Comunque vada, Sasso, carta, forbici è una delle occasioni più interessanti della Mostra per vedere animazione disegnata a mano sul grande schermo.


