Sylvain Chomet torna in sala dopo quindici anni con Marcel et Monsieur Pagnol
Il regista di Appuntamento a Belleville firma il suo primo film d'animazione parlato, un ritratto disegnato dello scrittore e cineasta marsigliese. In Francia è uscito il 15 ottobre con Wild Bunch.

Da L'illusionista, uscito nel 2010, Sylvain Chomet non aveva più firmato un lungometraggio animato. Mercoledì 15 ottobre il digiuno è finito: nelle sale francesi è arrivato Marcel et Monsieur Pagnol, distribuito da Wild Bunch, circa un'ora e mezza di animazione 2D dedicata a uno dei grandi narratori del Novecento francese. Il titolo internazionale è The Magnificent Life of Marcel Pagnol.
Da documentario a film d'animazione
L'idea iniziale era diversa. Nicolas Pagnol, nipote dello scrittore, aveva contattato Chomet per realizzare un documentario sul nonno, con alcune parti animate. Il regista ha rilanciato e ha deciso di animare l'intero racconto. Ne è nato un film che si muove tra realtà e memoria: Pagnol riceve l'incarico di scrivere a puntate i ricordi della propria infanzia e, mentre lavora, il piccolo Marcel ricompare accanto a lui come un compagno di stanza un po' invadente.
Il film attraversa buona parte della vita dell'autore di La gloria di mio padre e Il castello di mia madre, dagli inizi del secolo fino agli anni Settanta, tra Parigi e la Provenza. Ampio spazio è dedicato al passaggio dal muto al sonoro, la rivoluzione che portò Pagnol, drammaturgo di successo, a diventare cineasta e a fondare i propri studi a Marsiglia.
Il primo Chomet che parla
Per chi conosce Appuntamento a Belleville e L'illusionista, la novità più forte è la parola. I due film precedenti erano quasi privi di dialoghi, costruiti su pantomima, musica e osservazione dei corpi. Qui invece il protagonista è un uomo di teatro e di cinema parlato, e il film non poteva che dargli voce. A prestargliela è Laurent Lafitte, della Comédie-Française, che ha adottato l'accento marsigliese; nel cast vocale figura anche Géraldine Pailhas.
Tecnicamente il film resta fedele al disegno, con un metodo di lavoro che Chomet stesso ricollega alla tradizione Disney dell'animazione per personaggi. Per gestire l'invecchiamento di Pagnol nel corso dei decenni, la produzione ha usato modelli 3D di riferimento scolpiti in ZBrush, uno per ogni età del personaggio, come guida per gli animatori. Sono strumenti di supporto: sullo schermo arriva un'immagine disegnata, con il tratto caricaturale e affettuoso che è la firma del regista.
Una produzione francese a più mani
Dietro il film c'è una cordata di società francesi e belghe: What The Prod, Mediawan, Picture Box e Bidibul Productions, con il contributo di Mediawan Kids & Family Cinéma e dello studio Walking the Dog. Prima dell'uscita il film è passato dal Festival di Cannes e dal Festival di Annecy, due vetrine che ne hanno accompagnato l'arrivo in sala.
A Marsiglia l'uscita è stata accompagnata da anteprime e da un'esposizione legata alla lavorazione, un modo per ricucire il film con la città che ha fatto da teatro a gran parte della vita di Pagnol.
Perché conta
Il ritorno di Chomet è una buona notizia per l'animazione d'autore europea. Negli ultimi anni il regista aveva lavorato a progetti che non erano arrivati a compimento, e il rischio era di consegnarlo alla categoria dei maestri da retrospettiva. Marcel et Monsieur Pagnol lo rimette invece al centro, con un soggetto che sembra fatto apposta per lui: la Francia popolare, i caffè, i teatri, il cinema delle origini, un mondo di caratteri da disegnare con ironia.
Resta da vedere come il pubblico accoglierà una biografia animata destinata soprattutto agli adulti, un genere che in sala fatica sempre. Per l'uscita italiana non c'è ancora una data annunciata.


