Blender 5.0, il Grease Pencil guadagna motion blur, strumento Pen e interpolazione a curve

La nuova versione maggiore del software libero porta novità concrete per chi anima in 2D dentro Blender. Meno clamorose del passaggio a GP3, ma pensate per il lavoro quotidiano.

Grease pencil rasoahaingo
Immagine: Andry Rasoahaingo · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Le versioni con lo zero finale, in Blender, arrivano di rado e portano con sé cambiamenti profondi. Blender 5.0, pubblicato questo mese dalla Blender Foundation, non fa eccezione: nuovo sistema di gestione del colore, miglioramenti al rendering, molte novità per la grafica 3D. Per chi usa il programma come strumento di animazione 2D, però, la sezione da leggere con attenzione è quella dedicata al Grease Pencil, il sistema che permette di disegnare tratti direttamente nello spazio della scena e di animarli fotogramma per fotogramma.

Dopo la grande riscrittura

Il contesto è importante. Con la serie 4.x il Grease Pencil è stato riscritto da capo, in un lavoro che la comunità conosce come GP3, costruito sulla stessa base dei nuovi oggetti curva di Blender. Era una riscrittura necessaria per le prestazioni e per l'integrazione con i nodi geometrici, ma ha lasciato per strada alcune comodità della versione precedente. Blender 5.0 comincia a restituirle e ad aggiungerne di nuove.

Che cosa cambia in modifica

Le novità più utili riguardano l'editing dei tratti. In modalità modifica arriva uno strumento Pen che funziona come quello dei vecchi oggetti curva: si possono creare e correggere tracciati con un controllo diretto sui punti e sulle maniglie, utile soprattutto per chi lavora con un segno pulito e geometrico, o per chi costruisce elementi grafici da animare.

Lo strumento di interpolazione, che genera disegni intermedi tra due pose chiave, ora supporta le curve di Bézier e Catmull-Rom. Per chi usa l'interpolazione come base per gli intercalari, o per animazioni grafiche dove la precisione delle traiettorie conta, è un passo avanti sensibile. L'operatore di unione ha una nuova modalità Join Strokes, impostata come predefinita, che riproduce il comportamento del Grease Pencil classico, e un nuovo pannello Curve Data permette di modificare a mano gli attributi delle curve.

Motion blur e rifiniture

Sul fronte del rendering la novità più attesa è il motion blur. Basta attivarlo nelle impostazioni di render e scegliere il numero di passaggi nelle opzioni specifiche del Grease Pencil; impostando zero passaggi lo si disattiva. Le note di rilascio sono oneste sui limiti: il compositing considera solo il fotogramma corrente, e nei punti in cui i tratti si sovrappongono possono comparire bordi netti; nella viewport, inoltre, l'effetto non è visibile. Per l'animazione 2D, dove spesso il motion blur si disegna a mano con smear e multipli, resta comunque un'opzione in più per le scene veloci e per l'animazione grafica.

Tra le rifiniture ci sono una resa migliore delle estremità dei tratti chiusi, nuovi tipi di angolo (oltre a quello arrotondato, ora vivo e piatto) e maniglie di Bézier visualizzate con gli stessi colori degli oggetti curva. L'esportazione in SVG supporta curve di Bézier, Catmull-Rom e NURBS, ma solo per tratti di spessore uniforme. Chi usa script in Python dovrà infine controllare le modifiche incompatibili all'API, documentate a parte.

Per chi è

Blender non sostituisce i programmi di animazione 2D da produzione televisiva, ma negli ultimi anni è diventato una scelta concreta per cortometraggi, videoclip, animazioni editoriali e progetti ibridi che mescolano tratto disegnato e ambienti tridimensionali. È gratuito, aperto e sviluppato con un ritmo costante, e la versione 5.0 consolida il lavoro fatto con la riscrittura del Grease Pencil, invece di stravolgerlo.

Il consiglio, come sempre per le versioni maggiori, è di non migrare a metà di un progetto: gli strumenti sono nuovi, i file vanno verificati e gli script potrebbero richiedere aggiornamenti.

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