Lucca Comics 2018, Leiji Matsumoto per la prima volta in Italia nell'anno del Made in Italy
Il papà di Capitan Harlock Maestro del fumetto, il poster generativo di LRNZ, i quindici anni delle Winx e una Japan Town più grande. Cosa ha lasciato l'edizione 2018 a chi ama l'animazione.

Il poster di Lucca Comics & Games 2018 non esiste in una sola versione. Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ, lo ha progettato insieme allo Studio Kmzero come un sistema: un software genera la figura ogni volta che il manifesto viene visualizzato, e le varianti create e scaricate dal pubblico sono state oltre dodicimila. L'idea si sposava con il claim dell'edizione, Made in Italy, che metteva al centro la creatività italiana. Ma per chi si occupa di animazione il nome di LRNZ ha un peso ulteriore, perché Ceccotti è anche il regista designato di Golem, lungometraggio animato tratto dal suo romanzo grafico e prodotto da Lucky Red. Un autore che lavora tra fumetto, design e cinema animato come volto dell'edizione: difficile chiedere di meglio.
La cinquantaduesima edizione si è svolta da mercoledì 31 ottobre a domenica 4 novembre. L'organizzazione ha comunicato oltre 251 mila presenze con biglietto, più dell'anno scorso, con oltre settecento espositori sparsi su 102 luoghi della città.
Matsumoto, il capitano sbarca a Lucca
L'ospite che i lettori di questo sito aspettavano era uno solo. Leiji Matsumoto è arrivato in Italia per la prima volta e Lucca lo ha nominato Maestro del fumetto 2018, con il premio Yellow Kid. A Palazzo Ducale una mostra ha raccolto i suoi disegni originali, tra cui due tavole realizzate apposta per l'occasione, e l'autore ha lasciato l'impronta delle mani nella Walk of Fame cittadina.
Per una generazione di spettatori italiani Matsumoto coincide con la televisione del pomeriggio. Capitan Harlock e Galaxy Express 999 sono nati dalla sua matita, e il suo lavoro sulla Corazzata Yamato ha segnato la fantascienza animata giapponese degli anni Settanta. Lo stile è inconfondibile: figure femminili lunghissime, occhi enormi e malinconici, uomini bassi e tarchiati, astronavi che sembrano velieri. Vedere quei disegni su carta, a distanza ravvicinata, aiuta a capire quanto del fascino di quelle serie venisse dal tratto dell'autore prima ancora che dall'animazione.
Un anno di serie per ragazzi
Il fronte dell'animazione italiana ha parlato soprattutto ai più piccoli. Le Winx di Iginio Straffi hanno aperto le celebrazioni per i quindici anni della serie, in partnership con Rainbow e con il Family Palace, e l'area Junior ha fatto ballare i bambini con le fate di Alfea. Sempre in casa Rainbow, l'area Movie ha mostrato in anteprima 44 Gatti, la serie prescolare nata con l'Antoniano di Bologna, realizzata in computer grafica.
Due marchi dell'animazione televisiva italiana hanno così trovato posto accanto ai colossi delle piattaforme, in un'area Movie dove il peso maggiore lo hanno avuto le serie dal vivo, da Narcos: Messico presentata da Netflix alle anteprime di TIMvision.
Japan Town, Boruto e le sigle
La Japan Town è cresciuta, con un padiglione di 400 metri quadri dedicato a gadget, action figure e scuole di manga. Tra gli ospiti giapponesi c'era Mikio Ikemoto, disegnatore di Boruto, il seguito di Naruto che in Giappone vive anche come serie animata, e il maestro dell'horror Junji Ito, con una mostra a Palazzo Ducale.
Sul palco principale lo spettacolo Un viaggio d'anime, produzione nata a Lucca, ha riproposto colonne sonore e sigle dell'animazione, mentre al Teatro del Giglio il format Voci di mezzo ha portato in scena i doppiatori italiani alle prese con letture fantasy.
Ci resta però un desiderio. Un'edizione dedicata al Made in Italy avrebbe potuto dare più spazio agli studi italiani che lavorano in animazione 2D per il cinema e la televisione, e ai loro processi produttivi. Il poster di LRNZ e la mostra di Matsumoto andavano in quella direzione, il resto del programma molto meno.


