UPA, lo studio che tolse il realismo al cartone animato americano
Nato da ex Disney dopo lo sciopero del 1941, l'UPA scelse colori piatti, forme geometriche e movimento essenziale. Con Gerald McBoing-Boing e Mr. Magoo cambiò il gusto di un decennio.

Gerald McCloy è un bambino che non parla. Quando apre la bocca escono rumori: un clacson, un colpo di frusta, il fischio di un treno. I genitori sono disperati, il medico non capisce, a scuola lo cacciano. Finché una stazione radio lo assume come rumorista. Gerald McBoing-Boing, tratto da un racconto del dottor Seuss e uscito nel 1950, vinse l'Oscar come miglior cortometraggio d'animazione. Ma lo ricordiamo soprattutto per come era disegnato.
Gli ambienti erano ridotti a poche linee su campi di colore uniforme. Le porte erano rettangoli, i mobili sagome. A volte lo sfondo spariva del tutto e restava solo il bianco. I personaggi si muovevano in modo controllato, quasi coreografico, senza la gommosa elasticità dei cartoni Disney e Warner. Era un'idea diversa di cartone animato, e veniva da uno studio con un nome burocratico: United Productions of America.
Ex Disney, film politici
L'UPA nacque durante la guerra da un gruppo di artisti che avevano lavorato alla Disney e che, in molti casi, avevano partecipato allo sciopero del 1941. Fra loro c'erano Stephen Bosustow, David Hilberman e Zachary Schwartz, e presto si aggiunse John Hubley. All'inizio la società si occupava di film industriali, didattici e di propaganda.
Uno dei lavori più noti del periodo è Hell-Bent for Election, del 1944, un cortometraggio per la campagna di Franklin Delano Roosevelt finanziato dal sindacato dell'automobile, diretto da Chuck Jones in prestito dalla Warner. Altri film spiegavano temi sociali, sanitari, sindacali. Lo studio aveva una cultura politica progressista e un'idea dell'animazione come mezzo per comunicare idee.
Il modernismo entra nel cartone
Il tratto distintivo dell'UPA era estetico. Gli artisti dello studio guardavano alla pittura moderna, a Matisse, Picasso, Klee, Dufy, alla grafica pubblicitaria e all'illustrazione delle riviste. Volevano un cartone animato in cui il design contasse quanto il movimento.
Questa scelta portò a uno stile spesso chiamato animazione limitata. Il termine è un po' fuorviante. Non si trattava solo di risparmiare disegni, ma di scegliere con cura quali movimenti mostrare, di valorizzare le pose, di lasciare che il colore e la composizione raccontassero. Ogni film aveva un design diverso, costruito per la storia.
Magoo e gli altri
Dalla fine degli anni Quaranta l'UPA produsse cortometraggi per la Columbia. Il personaggio di maggior successo fu Mr. Magoo, un anziano signore miope e testardo che attraversa disastri senza accorgersene, comparso nel 1949. Magoo assicurò incassi e notorietà, e lo studio poté finanziare film più personali.
Fra questi ci sono Rooty Toot Toot di John Hubley, del 1951, una ballata jazz sul processo a Frankie e Johnny, e The Tell-Tale Heart, del 1953, da Edgar Allan Poe, cupo ed espressionista, con la voce di James Mason. Anche Madeline, tratto dai libri di Ludwig Bemelmans, ebbe una candidatura all'Oscar. Sono film molto diversi tra loro e accomunati dalla ricerca grafica.
Il maccartismo e il declino
Gli anni d'oro durarono poco. Nel clima della caccia alle streghe, diversi artisti dell'UPA furono accusati di simpatie comuniste. Hubley fu costretto a lasciare lo studio e fondò con la moglie Faith uno studio indipendente, che avrebbe prodotto cortometraggi d'autore premiati. Lo studio passò sotto il controllo di Bosustow e poi di altri, e negli anni Cinquanta si orientò sempre più verso la televisione e la produzione commerciale. Nel 1959 uscì il lungometraggio 1001 Arabian Nights con Mr. Magoo, che non ebbe successo.
L'eredità fu però enorme, e ambivalente. Lo stile dell'UPA influenzò gli altri studi americani. Alla Warner Chuck Jones ne adottò alcuni principi, la Disney stessa realizzò Toot, Whistle, Plunk and Boom nel 1953 con un design moderno. In Europa la Scuola di Zagabria e molti autori dell'Est ripresero la lezione per vie proprie.
Allo stesso tempo, la televisione si appropriò dell'animazione limitata senza la sua ricerca estetica, usandola come semplice modo per ridurre i costi. Le serie seriali degli anni Sessanta e Settanta hanno spesso preso dall'UPA la tecnica e lasciato il pensiero. Per vedere la differenza basta guardare uno dei suoi cortometraggi migliori. Il movimento è poco, ma ogni posa è scelta.


