Steamboat Willie e il sonoro, perché il fischio di Topolino cambiò tutto
Non fu il primo cartone sonoro, ma il primo pensato davvero per il suono. Come la Disney costruì nel 1928 un film intorno a un metronomo e a una partitura.

New York, 18 novembre 1928. Al Colony Theatre, prima del film principale, scorre un cortometraggio di sette minuti. Un topo al timone di un battello fischietta, il fumo esce dalla ciminiera a tempo di musica, una capra mangia uno spartito e il topo, girandole la coda come una manovella, la trasforma in un grammofono. Il pubblico ride, e i giornali del giorno dopo ne parlano. Il topo è Mickey Mouse, il film si chiama Steamboat Willie.
Si dice spesso che sia stato il primo cartone animato sonoro. Non è esatto, e la verità è più interessante.
Chi arrivò prima
Esperimenti di sincronizzazione fra animazione e suono esistevano da anni. I fratelli Fleischer avevano prodotto dalla metà degli anni Venti le Song Car-Tunes, cartoni con la palla che rimbalza sulle parole di una canzone, e alcuni episodi erano stati distribuiti con colonna sonora registrata con il sistema Phonofilm di Lee de Forest. Nel settembre del 1928 Paul Terry aveva presentato Dinner Time, un cortometraggio dei suoi Aesop's Fables con suono sincronizzato.
Ma in quei casi il suono si aggiungeva a un cartone pensato secondo le regole del muto. La differenza di Steamboat Willie stava nel metodo.
Il film costruito sul ritmo
Disney aveva già due cortometraggi muti di Topolino pronti, Plane Crazy e The Gallopin' Gaucho, ma decise di non distribuirli e di concentrare tutto su un terzo film progettato fin dall'inizio per il sonoro. Ogni azione doveva cadere su una battuta musicale. Gli animatori dovevano sapere in anticipo, per ogni fotogramma, a che punto della musica si trovavano.
Per riuscirci lo studio adottò un sistema di schede, le bar sheets, che collegavano le battute della partitura al numero di fotogrammi. Wilfred Jackson, un giovane animatore che conosceva la musica, aiutò a definire il tempo usando un metronomo. A ventiquattro fotogrammi al secondo, un certo numero di fotogrammi corrispondeva a una battuta, e così l'intera azione si poteva pianificare sulla carta.
Il celebre test interno, raccontato da più testimoni, si svolse proiettando alcune sequenze su un lenzuolo mentre dietro lo schermo un gruppo di persone suonava armoniche, sbatteva pentole e faceva i versi degli animali seguendo l'immagine. Il risultato convinse Disney che l'idea funzionava.
La registrazione
Lo studio non aveva un sistema sonoro proprio. Disney andò a New York e si accordò con Pat Powers, un imprenditore che commercializzava un procedimento chiamato Cinephone. La prima sessione di registrazione con l'orchestra, diretta da Carl Edouarde, non andò bene perché i musicisti faticavano a seguire il tempo. Alla seconda prova si usò un sistema di riferimenti visivi stampati sulla pellicola, che aiutavano il direttore a restare sincronizzato. Fra i brani c'erano Steamboat Bill, da cui il titolo, e la popolare Turkey in the Straw.
Le conseguenze
Il successo di Steamboat Willie produsse effetti a catena. Gli altri due cortometraggi di Topolino furono sonorizzati e distribuiti. Nel giro di pochi anni il cartone muto scomparve, e con lui personaggi come Felix, i cui produttori non seppero adattarsi in tempo. La Disney lanciò le Silly Symphonies, una serie in cui la musica veniva prima della storia, con The Skeleton Dance del 1929 come primo titolo.
Il metodo di pianificazione ritmica dell'azione divenne uno standard. Le schede di esposizione, che ancora oggi indicano per ogni fotogramma dialoghi, musica e movimento, discendono direttamente da quel lavoro. Anche la sincronizzazione labiale, che poco dopo avrebbe reso possibile il dialogo animato, si basava sulla stessa idea di misurare il suono in fotogrammi.
Una nota sul destino del film. Steamboat Willie, nella sua versione originale del 1928, è entrato nel pubblico dominio negli Stati Uniti all'inizio del 2024, per effetto della scadenza dei diritti d'autore. La notizia ebbe un'ampia eco, anche perché riguarda la prima versione di Topolino, non le successive, che restano protette.
Rivisto oggi, il cortometraggio sorprende per la sua crudezza. Topolino tratta gli animali come strumenti musicali, li tira per la coda, li schiaccia. Il personaggio non aveva ancora la buona educazione che avrebbe acquisito più tardi. Ma la regia del ritmo è già perfetta, e mostra con chiarezza la direzione che l'animazione avrebbe preso per i trent'anni successivi.


