Flowers and Trees e il Technicolor a tre colori, la prima volta del cartone a colori pieni

Nel 1932 una Silly Symphony già in lavorazione in bianco e nero fu rifatta a colori. Fu il primo film commerciale in Technicolor a tre componenti e vinse il primo Oscar per l'animazione.

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Immagine: Marcin Wichary from San Francisco, U.S.A. · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Quando la Technicolor offrì alla Disney il suo nuovo procedimento a tre colori, una parte di Flowers and Trees era già stata animata in bianco e nero. Walt Disney decise di rifare il lavoro. Gli sfondi vennero ridipinti, i rodovetri ricolorati, e il cortometraggio uscì nell'estate del 1932 come il primo film commerciale realizzato con il Technicolor a tre componenti.

Una piccola Silly Symphony con alberi che danzano e un incendio nel bosco aprì così la strada al cinema a colori moderno, anni prima dei grandi film dal vero.

Due colori non bastano

Il colore al cinema non era una novità. Molti film muti erano tinti o virati, cioè colorati in modo uniforme per scena. Esistevano anche sistemi a due componenti, compresa una versione precedente del Technicolor, che riproducevano rossi e verdi abbastanza bene ma rendevano male i blu, i gialli puri e molte tonalità intermedie. Il cielo, in quei film, era spesso di un azzurro verdastro.

Il nuovo procedimento separava la luce in tre componenti, rossa, verde e blu, e le registrava su tre matrici distinte. In fase di stampa i tre colori, ottenuti con coloranti, venivano trasferiti su un'unica pellicola con un sistema simile alla stampa tipografica. Il risultato era una gamma cromatica molto più ampia e una saturazione intensa, che sarebbe diventata il marchio di fabbrica di Hollywood.

Perché proprio l'animazione

Per il cinema dal vero la macchina da presa a tre strisce era ingombrante, costosa, bisognosa di moltissima luce. Per un cartone animato il problema era più semplice. I disegni erano fermi sotto la macchina da presa e si potevano fotografare in successione attraverso filtri diversi. Un soggetto immobile, illuminato a piacere, colorato con pigmenti scelti apposta: l'animazione era il banco di prova ideale.

L'esclusiva

La Disney ottenne dalla Technicolor un accordo di esclusiva per l'uso del nuovo procedimento nei cartoni animati, valido per alcuni anni. Gli studi concorrenti dovettero accontentarsi dei sistemi a due colori o di procedimenti alternativi. I Fleischer usarono per un periodo il Technicolor a due componenti, Ub Iwerks, che nel frattempo aveva lasciato Disney e fondato uno studio proprio, ricorse al Cinecolor per la sua serie ComiColor.

L'esclusiva diede alla Disney un vantaggio commerciale e simbolico. Le Silly Symphonies a colori divennero il prodotto di punta dello studio, e lo stesso Topolino passò al colore solo nel 1935, con The Band Concert.

Flowers and Trees vinse l'Oscar come miglior cortometraggio d'animazione nella prima edizione in cui la categoria fu assegnata. Era la cerimonia del novembre del 1932, e per tutti gli anni Trenta il premio andò alla Disney.

Che cosa cambiò davvero

Il colore pieno cambiò il lavoro negli studi in modo profondo. I fondali, prima eseguiti in scala di grigi, richiedevano adesso veri pittori, capaci di gestire atmosfera, luce, armonia cromatica. Nacque la figura del direttore artistico del colore. Le vernici per rodovetri vennero formulate e catalogate con precisione, perché ogni personaggio doveva avere sempre la stessa tinta da un fotogramma all'altro e da un film all'altro. Il reparto di coloritura divenne un laboratorio chimico vero e proprio.

Cambiò anche il tipo di storie. Una Silly Symphony a colori poteva puntare su stagioni, fiori, tramonti, effetti di fuoco e acqua. Il colore spinse verso un'animazione più lirica e decorativa, che avrebbe trovato il suo compimento in Biancaneve e in Fantasia.

Rivisto oggi, Flowers and Trees appare ingenuo nella storia e un po' rigido nei movimenti. I verdi delle foglie e i rossi delle fiamme mantengono però una forza sorprendente. È il film in cui l'animazione americana ha cominciato a pensare in termini di pittura.

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