CAPS, il sistema Disney e Pixar che mandò in pensione il rodovetro
Un arcobaleno nell'ultima scena della Sirenetta fu la prima immagine Disney colorata al computer. Un anno dopo, Bianca e Bernie nella terra dei canguri era interamente digitale. Storia di una rivoluzione silenziosa.

Gli spettatori della Sirenetta, nel 1989, non se ne accorsero. Nell'ultima inquadratura del film, quando la nave nuziale si allontana sotto un arcobaleno, l'immagine non era stata composta su rodovetri dipinti a mano. Era stata colorata e assemblata da un computer. Era il primo uso in un lungometraggio Disney del Computer Animation Production System, noto con la sigla CAPS. Nel giro di un anno avrebbe sostituito l'intera catena dell'inchiostrazione, della coloritura e della ripresa.
Un problema di costi e di qualità
Alla metà degli anni Ottanta il procedimento tradizionale della Disney era rimasto sostanzialmente quello degli anni Sessanta. I disegni degli animatori venivano trasferiti sul rodovetro con la xerografia, colorati a mano sul retro, impilati sopra i fondali e fotografati sotto una cinepresa da banco. Ogni passaggio richiedeva tempo e personale, e ogni passaggio introduceva rischi: polvere, graffi, colori non uniformi, rodovetri sovrapposti che scurivano l'immagine.
La multipiano, che aveva dato profondità ai classici, era diventata troppo costosa per un uso regolare. Effetti come ombre trasparenti, sfumature e luci richiedevano esposizioni multiple complicate.
La collaborazione con la Pixar
La Pixar, nata nel 1986 dalla divisione di computer grafica della Lucasfilm, era in quel periodo soprattutto un'azienda di tecnologia e software, che produceva cortometraggi in computer grafica per dimostrare le proprie capacità. La Disney le commissionò lo sviluppo di un sistema per la produzione dell'animazione disegnata.
Il CAPS funzionava in questo modo. I disegni degli animatori, sempre fatti a mano su carta, venivano scansionati. Gli operatori, molti dei quali provenivano dal reparto di coloritura tradizionale, riempivano le aree con i colori digitali scegliendoli da tavolozze predefinite. I fondali, dipinti a mano, venivano anch'essi scansionati. Il sistema componeva poi tutti i livelli, li muoveva come in una multipiano virtuale e produceva l'immagine finale, che veniva registrata su pellicola.
Che cosa permetteva
I vantaggi andavano oltre il risparmio. Il numero di colori disponibili era praticamente illimitato. Si potevano applicare sfumature morbide ai personaggi, cosa quasi impossibile su rodovetro. Si potevano sovrapporre infiniti livelli senza perdita di luminosità. La cinepresa virtuale permetteva movimenti complessi senza i limiti fisici della multipiano. Ed era possibile integrare elementi in computer grafica tridimensionale accanto a quelli disegnati.
Il primo film interamente digitale
Bianca e Bernie nella terra dei canguri, uscito nel 1990, fu il primo lungometraggio prodotto interamente con il CAPS, senza alcun rodovetro. Il film non ebbe un grande successo commerciale, ma il volo iniziale sull'aquila, con la cinepresa che si muove fra le nuvole e i canyon, mostrava già le nuove possibilità.
Nel 1992 il gruppo di sviluppo del sistema, composto da tecnici Disney e Pixar, ricevette un premio tecnico dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences.
I film del rinascimento Disney si appoggiarono tutti al CAPS. La sala da ballo della Bella e la bestia, la carica degli gnu del Re leone, le folle del Gobbo di Notre Dame sono momenti in cui il sistema permise di unire disegno e computer grafica in modo quasi invisibile.
Gli effetti sul mestiere
Il passaggio al digitale ebbe conseguenze sul lavoro. Il reparto tradizionale di inchiostrazione e coloritura, in gran parte composto da donne, fu ridimensionato e trasformato. Molte lavoratrici impararono a usare il nuovo sistema, altre persero il lavoro. Una tradizione artigianale lunga sessant'anni, fatta di vernici preparate in laboratorio e pennelli finissimi, si chiuse.
L'animazione vera e propria restò invece disegnata a mano su carta. Gli animatori Disney avrebbero continuato a lavorare con matite e tavoli luminosi fino ai primi anni Duemila.
L'ultimo film Disney prodotto con il CAPS fu Mucche alla riscossa, del 2004. Quando lo studio tornò al 2D con La principessa e il ranocchio, nel 2009, usò software commerciali più recenti, e il CAPS fu dismesso.
Nel frattempo, altri studi avevano adottato sistemi analoghi, sviluppati da aziende diverse, e anche l'animazione televisiva era passata alla colorazione digitale. Oggi quasi tutta l'animazione 2D del mondo viene colorata e composta al computer. Il CAPS fu il primo sistema a dimostrare su larga scala che la cosa era possibile senza perdere la qualità della grande tradizione disegnata.


