Il tavolo luminoso, la luce che rende visibile il movimento

Senza una luce sotto il foglio l'animazione disegnata a mano sarebbe quasi impossibile. Storia, funzionamento e usi attuali del lightbox, dagli studi storici alle scrivanie di oggi.

Table with light for animation
Immagine: DurbeK82 · CC0 · Wikimedia Commons

Una lampada sotto un vetro. Detto così sembra poco, eppure senza questo dispositivo l'animazione disegnata non avrebbe potuto svilupparsi come la conosciamo. Il tavolo luminoso permette all'animatore di vedere attraverso più fogli sovrapposti, e quindi di disegnare un'immagine tenendo conto della precedente e della successiva.

Come funziona

Il principio è semplice. Una superficie trasparente o semitrasparente, in vetro o plexiglas opaco, è illuminata dal basso. Sopra si appoggiano i fogli di carta da animazione, abbastanza sottili da lasciar passare la luce. Si vede il disegno del foglio sotto, e lo si usa come guida per quello sopra.

Nella pratica l'animatore lavora con tre o più fogli contemporaneamente. Per disegnare un'intercalazione, cioè il disegno che sta tra due pose chiave, mette sui perni la prima chiave, poi la seconda, poi un foglio bianco. Grazie alla luce vede entrambe le chiavi in trasparenza e traccia la posizione intermedia.

Nei grandi studi la luce era integrata nella scrivania, con il disco di animazione al centro. La scrivania era inclinata, per una postura più comoda, e aveva mensole per riporre fogli e matite. Le immagini storiche degli studi americani ed europei mostrano lunghe file di questi tavoli, ognuno con la sua luce accesa.

Dalla lampadina al LED

I primi tavoli luminosi usavano lampadine a incandescenza, che scaldavano molto e producevano una luce non sempre uniforme. Poi sono arrivati i tubi fluorescenti, più freddi ed efficienti. Oggi la maggior parte dei tavoli luminosi usa LED, che consentono pannelli sottilissimi, leggeri e con luminosità regolabile.

Questo cambiamento ha reso il tavolo luminoso molto più accessibile. Esistono pannelli LED piatti e sottili da appoggiare su qualsiasi scrivania, alimentati anche via USB. Per uno studente che vuole imparare l'animazione su carta rappresentano la soluzione più pratica. Basta aggiungere una barra a perni fissata con nastro adesivo e si ha una postazione completa.

Contano alcune caratteristiche. La luce deve essere uniforme, senza zone più chiare al centro o ai bordi. La luminosità regolabile aiuta, perché con molti fogli sovrapposti serve più luce e con un solo foglio troppa luce affatica gli occhi. La superficie deve essere abbastanza grande da contenere il formato di carta che si usa.

Usi oltre l'animazione

Il tavolo luminoso è usato anche da fumettisti, illustratori e calligrafi per ricalcare schizzi su carta pulita. Nell'animazione serve anche nella fase di clean-up, quando il disegno grezzo viene ripassato su un nuovo foglio, e nella preparazione dei layout, quando bisogna allineare fondi e personaggi.

Un tempo serviva anche nei reparti di inchiostrazione, quando i disegni venivano ricalcati a mano sul rodovetro. Le inchiostratrici lavoravano su tavoli luminosi, tracciando con il pennino le linee del disegno sul foglio trasparente.

Il digitale e la luce

Nei programmi di animazione la funzione che sostituisce il tavolo luminoso si chiama onion skin, letteralmente buccia di cipolla, oppure light table. Mostra in trasparenza i disegni vicini a quello su cui si lavora, spesso con colori diversi per distinguere il prima dal dopo. Il concetto è identico, solo che la luce è diventata un'opzione del software.

Molti animatori, anche dopo anni di lavoro digitale, mantengono un pannello luminoso sulla scrivania per disegnare a mano, fare esercizi o studiare. La carta sotto la luce offre una sensazione che lo schermo non restituisce del tutto. E vedere i propri disegni sovrapposti, illuminati dal basso, resta una delle immagini più belle del mestiere.

lightboxtavolo luminosoanimazione tradizionaleattrezzatura

Leggi anche

Ogni venerdì nella tua casella

L’animazione 2D, una lettera alla volta