Il line test, come gli animatori controllano un movimento prima di pulirlo

Fotografare i disegni grezzi e guardarli in sequenza. Il pencil test è da sempre il momento della verità per un'animazione, dalla telecamera dedicata alle app di oggi.

Illustrazione per l’articolo: Il line test, come gli animatori controllano un movimento prima di pulirlo
Illustrazione generata con intelligenza artificiale (Magnific) per Animazione2D

Si accende la luce, si mette il primo foglio sotto l'obiettivo, clic. Secondo foglio, clic. Per mezz'ora l'animatore ripete il gesto, poi preme play e guarda. In pochi secondi scopre se la caduta del personaggio ha peso, se la mano arriva troppo presto, se lo sguardo si perde a metà dell'azione. È il line test, chiamato anche pencil test, uno dei momenti più tesi e istruttivi del lavoro.

A cosa serve

Un disegno singolo può essere bellissimo e funzionare male in movimento. Il ritmo, la spaziatura, il peso e la leggibilità di un'azione si capiscono solo guardando i disegni in sequenza alla velocità corretta. Sfogliare i fogli tra le dita aiuta, ma non basta per valutare una scena intera con i suoi tempi.

Il line test permette di vedere l'animazione grezza, con i disegni ancora a matita, prima di investire ore nella pulizia e nel colore. Se qualcosa non va, si corregge ora, quando costa poco. Se si scopre il problema dopo il clean-up, bisogna rifare molto più lavoro.

Com'era una volta

Negli studi tradizionali il line test si faceva con una cinepresa dedicata, montata sopra un piano con i perni di registro. I disegni venivano fotografati su pellicola, la pellicola sviluppata, e il giorno dopo l'animatore poteva vedere il risultato in una saletta di proiezione. Le revisioni con il regista avvenivano spesso in queste stanze, chiamate in alcuni studi americani sweatbox per il caldo e la tensione che vi si respirava.

Era un processo lento, e la distanza tra il disegno e la verifica costringeva gli animatori a pianificare con cura. Molti sviluppavano una sensibilità straordinaria per il tempo, capaci di prevedere l'effetto di un movimento solo leggendo il proprio foglio di esposizione.

Dagli anni Ottanta in poi la pellicola è stata sostituita da telecamere video e sistemi di acquisizione che registravano i disegni su nastro o in memoria e li riproducevano subito. Fu una rivoluzione silenziosa. L'animatore poteva testare una scena più volte nella stessa giornata.

Il line test oggi

Per chi disegna su carta il line test oggi si fa con una fotocamera digitale, una webcam o semplicemente uno smartphone fissato su un supporto. Esistono app e programmi specifici che acquisiscono le immagini, le allineano e le riproducono con la possibilità di cambiare il numero di fotogrammi per disegno. Alcuni software di animazione completi includono funzioni di acquisizione da fotocamera.

Due accorgimenti fanno la differenza. Il primo è il registro: i fogli devono restare sempre nella stessa posizione, quindi serve una barra a perni fissata sotto la camera. Il secondo è la luce, che deve essere uniforme e costante per evitare sfarfallii.

Per chi anima direttamente in digitale il line test è diventato istantaneo, perché basta premere play. Il concetto però resta. Gli animatori professionisti continuano a lavorare per fasi, controllando prima le pose chiave, poi i disegni di passaggio, poi le intercalazioni, e riproducendo ogni fase prima di passare alla successiva.

Imparare a guardare

Il line test insegna soprattutto a guardare. All'inizio si vede solo che qualcosa non va. Con l'esperienza si capisce che cosa: un'intercalazione troppo centrata che rende il movimento meccanico, una posa tenuta troppo poco, un arco che si spezza. Molti insegnanti consigliano di guardare il proprio test decine di volte, poi a fotogramma singolo, poi al contrario, poi in specchio. Ogni modo di vederlo rivela un difetto diverso.

È anche il primo momento in cui un'animazione si mostra agli altri. Chi riceve critiche su un test grezzo, e le sa usare, impara il mestiere più in fretta di chi aspetta che tutto sia perfetto prima di farlo vedere.

line testpencil testverificaanimazione tradizionale

Leggi anche

Ogni venerdì nella tua casella

L’animazione 2D, una lettera alla volta