Lo Studio Ghibli vince il Premio Principessa delle Asturie per la comunicazione
Per la prima volta il prestigioso riconoscimento spagnolo va a uno studio d'animazione. La giuria ha lodato il disegno a mano, la sensibilità ambientale e la capacità di parlare a generazioni diverse.

Mercoledì 6 maggio, a Oviedo, la Fondazione Principessa delle Asturie ha annunciato che il premio 2026 per la Comunicazione e le Umanità va allo Studio Ghibli. È la prima volta che il riconoscimento, considerato uno dei più importanti del mondo ispanico, premia una realtà dell'animazione, e la prima volta che arriva all'industria degli anime. La candidatura ha prevalso su altre 47 provenienti da venti paesi.
Le ragioni della giuria
La giuria, presieduta dal direttore del Museo del Prado Miguel Falomir, ha motivato la scelta con argomenti che chi segue lo studio conosce bene. I film di Ghibli raccontano storie fantastiche e sensibili, spesso attraversate da un messaggio ambientale, e hanno un'influenza che supera confini e generazioni, facendo da ponte tra culture lontane. Nel verbale ricorrono i temi della natura, della tolleranza, del rispetto per le persone anziane e dell'attenzione alla vita quotidiana, insieme alla presenza di protagoniste femminili forti e complesse.
C'è poi un passaggio che riguarda direttamente il mestiere. La giuria ha indicato come tratto distintivo dello studio lo stile tradizionale disegnato a mano, con fondali ad acquerello e acrilico. In un'epoca in cui l'animazione commerciale è dominata dalla computer grafica, vedere il disegno citato in una motivazione ufficiale di questo livello ha un valore che va oltre il singolo premio.
A proporre la candidatura sono stati Alfonso Palacio e Sergio G. Sánchez, entrambi membri della giuria del premio per le Arti di quest'anno.
Quarant'anni di film
Lo Studio Ghibli è nato nel 1985 per iniziativa di Hayao Miyazaki, Isao Takahata e del produttore Toshio Suzuki, sull'onda del successo di Nausicaä della Valle del vento. Takahata portava con sé l'esperienza delle serie televisive Heidi e Marco, che in Italia sono state un pezzo d'infanzia per intere generazioni.
Da allora sono arrivati Laputa, Il mio vicino Totoro, Kiki consegne a domicilio, Porco Rosso, Principessa Mononoke, primo film d'animazione a vincere il premio dell'Accademia giapponese come miglior film, e La città incantata, Orso d'oro a Berlino e Oscar per il miglior film d'animazione. Poi Il castello errante di Howl, Ponyo sulla scogliera, con cui lo studio tornò a un'animazione interamente disegnata senza computer grafica, Arrietty, Si alza il vento, fino a Il ragazzo e l'airone, che nel 2024 ha portato a Ghibli il secondo Oscar.
Il premio spagnolo si aggiunge alla Palma d'oro d'onore ricevuta a Cannes nel 2024, la prima mai assegnata a un collettivo anziché a una persona, e ai riconoscimenti personali raccolti nel tempo da Miyazaki, dal Leone d'oro alla carriera di Venezia del 2005 all'Oscar onorario del 2014.
Una scelta che fa discutere
Qualche commentatore ha osservato che sarebbe stato più naturale vedere Ghibli tra i candidati al premio per le Arti, la categoria che di solito accoglie registi e artisti. La scelta della categoria Comunicazione e Umanità sposta invece l'accento sull'impatto culturale e sociale dei film, sulla loro capacità di formare uno sguardo comune tra pubblici diversi. Si può discutere sull'etichetta, molto meno sulla sostanza.
Il premio comprende una scultura di Joan Miró, un diploma, un'insegna e una dotazione di 50.000 euro. La consegna è prevista a ottobre a Oviedo, nella tradizionale cerimonia presieduta dai reali di Spagna. Resta da capire chi salirà sul palco a ritirarlo: lo studio, nel ringraziare la Fondazione, non ha ancora indicato chi lo rappresenterà.

