Il film di Avatar con Aang adulto debutta su Paramount+ dopo il furto della copia
Il lungometraggio di Lauren Montgomery, nato per la sala, è arrivato in streaming il 25 luglio. Personaggi disegnati a mano su ambienti in CG, e alle spalle una fuga online che ha scosso la produzione.

Doveva essere uno degli eventi animati dell'anno nei cinema, e invece il primo lungometraggio animato ambientato nel mondo di Avatar - La leggenda di Aang è arrivato su Paramount+ sabato 25 luglio, il giorno dopo la presentazione al Comic-Con di San Diego. Per qualificarsi agli Oscar il film è stato proiettato per una settimana in due sole sale, a Los Angeles e a New York. Una conclusione dimessa per un progetto atteso dai fan da anni, segnato da rinvii, da un cambio di strategia e da un furto che ha fatto rumore.
Una data dopo l'altra
Il film, annunciato a lungo come The Legend of Aang: The Last Airbender, era stato fissato inizialmente nelle sale per il 10 ottobre 2025, poi spostato al 30 gennaio 2026 e infine al 9 ottobre 2026. A dicembre 2025, come riportato dall'Hollywood Reporter, Paramount ha deciso di rinunciare all'uscita in sala per destinarlo direttamente alla propria piattaforma.
Ad aprile, poi, è arrivato il colpo più duro. Il 12 aprile alcune parti del film sono comparse su X e il giorno successivo l'intero lungometraggio circolava online in alta qualità. Paramount ha fatto sapere che le proprie infrastrutture non erano state violate; il 24 aprile a Singapore è stato arrestato un uomo di 26 anni con l'accusa di accesso non autorizzato a un server. Diversi membri della troupe, animatori compresi, hanno condannato pubblicamente la diffusione, che ha bruciato in anticipo la sorpresa di anni di lavoro.
Aang e gli altri, da adulti
La storia ritrova i protagonisti della serie originale cresciuti. Aang, Katara, Sokka, Toph e Zuko sono adulti e si mettono sulle tracce di un bastone che potrebbe aiutare a far rinascere i Nomadi dell'Aria, il popolo sterminato di cui Aang era l'ultimo erede. Al loro fianco compare Tagah, un altro dominatore dell'aria sopravvissuto. Le voci originali sono di Eric Nam per Aang, Jessica Matten per Katara, Román Zaragoza per Sokka, Dionne Quan per Toph e Steven Yeun per Zuko, mentre Dave Bautista interpreta Tagah. La regia è di Lauren Montgomery; le musiche sono di Jeremy Zuckerman, compositore storico del franchise.
Disegno a mano su mondi in computer grafica
Il dato più interessante per chi segue l'animazione 2D riguarda la tecnica. Il grosso del lavoro è stato svolto dallo studio australiano Flying Bark Productions, con il supporto del coreano Studio Mir e di Studio Ppuri. I personaggi sono animati in 2D, disegnati a mano, mentre gli ambienti sono costruiti in computer grafica, con un approccio che si ispira esplicitamente al Deep Canvas, il sistema sviluppato dalla Disney alla fine degli anni Novanta per Tarzan, che permetteva di muovere la macchina da presa dentro fondali dipinti tridimensionali.
È una scelta che punta a conservare il segno della serie televisiva, molto amata proprio per la qualità del disegno e delle coreografie dei combattimenti, dando però al film un respiro cinematografico che la televisione non poteva permettersi.
Le prime reazioni
L'accoglienza critica è stata in buona parte positiva. La maggior parte delle recensioni loda l'animazione e la regia delle sequenze d'azione, mentre le riserve riguardano soprattutto la struttura narrativa, giudicata da alcuni meno solida della parte visiva.
Resta l'amarezza per un film pensato per il grande schermo e finito in streaming dopo essere stato visto illegalmente da molti. Per Avatar Studios, la divisione di Paramount nata per espandere il franchise, era il primo lungometraggio, e il modo in cui è arrivato al pubblico peserà sulle scelte future.


