Soyuzmultfilm, cinquant'anni di animazione sovietica fra Disney e avanguardia

Fondato a Mosca nel 1936, lo studio statale dell'URSS imitò prima Hollywood, poi trovò una propria strada. Dalla Regina delle nevi a Nu, pogodi!, una storia in tre stagioni.

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Immagine: Евгений Самарин · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Il nome è un acronimo che suona come un programma. Soyuzmultfilm significa, all'incirca, studio unionale di film animati. Venne fondato a Mosca nel 1936 per concentrare in un'unica struttura la produzione di cartoni per tutta l'Unione Sovietica. Nei decenni seguenti ne uscirono centinaia di film, alcuni dei quali considerati fra i più belli della storia dell'animazione.

Il modello americano

Negli anni Venti l'animazione sovietica era stata sperimentale e politica, vicina alle avanguardie costruttiviste e al cartellone di propaganda. Dalla metà degli anni Trenta la linea cambiò. I dirigenti del cinema sovietico, colpiti dai cartoni Disney mostrati nei festival di Mosca, decisero che anche l'URSS doveva avere un'animazione industriale con personaggi amabili e storie per bambini.

Soyuzmultfilm nacque con questo mandato. Adottò il rodovetro e l'organizzazione del lavoro americana. Molti dei primi film imitano apertamente il tratto rotondo e l'animazione morbida della Disney.

Il rotoscopio come metodo

Fra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta, in piena estetica del realismo socialista, lo studio fece ampio uso del ricalco su riprese dal vero. In russo questo metodo veniva chiamato éclair. I personaggi umani dei film di quel periodo si muovono con naturalismo, a volte con una certa rigidità.

Il risultato più alto di questa fase è La regina delle nevi, diretto da Lev Atamanov nel 1957, dalla fiaba di Andersen. Il film fu distribuito anche all'estero e ottenne riconoscimenti nei festival. Altri registi importanti di quegli anni furono Ivan Ivanov-Vano, autore del Cavallino gobbo, e le sorelle Valentina e Zinaida Brumberg, specialiste di fiabe.

Il disgelo grafico

Con il disgelo kruscioviano arrivò anche un cambiamento di stile. All'inizio degli anni Sessanta una nuova generazione si ribellò al realismo disneyano. Il film simbolo è Storia di un delitto, diretto da Fyodor Khitruk nel 1962. Racconta di un impiegato mite che, esasperato dai vicini rumorosi, perde la testa. Il design è grafico, moderno, influenzato dall'UPA e dalla scuola di Zagabria, e il film affronta la vita quotidiana nei condomini sovietici con un'ironia nuova.

Khitruk divenne una figura guida. Il suo Winnie Puh, del 1969, ha uno stile del tutto diverso da quello disneyano e in Russia è un classico assoluto. Accanto a lui lavoravano registi come Andrei Khrzhanovsky, autore di film sperimentali che ebbero problemi con la censura, e Roman Kachanov, specialista di animazione con pupazzi, che qui citiamo solo come confronto.

Il lupo e la lepre

Il personaggio più popolare dello studio fu però un lupo. Nu, pogodi!, in italiano più o meno Aspetta e vedrai, debuttò nel 1969 per la regia di Vyacheslav Kotyonochkin. Un lupo teppista, con la sigaretta e la camicia aperta, inseguiva una lepre gentile in scenari della vita sovietica contemporanea, dalla spiaggia al luna park, dallo stadio al grande magazzino. Lo schema derivava dichiaratamente da Tom e Jerry, ma il ritmo, la musica e il carattere dei personaggi erano sovietici. La serie proseguì per anni, ed è ancora oggi nota a tutti nei paesi dell'ex URSS.

Gli anni d'oro e la crisi

Negli anni Settanta e Ottanta Soyuzmultfilm raggiunse il massimo della varietà. Lavoravano allo studio autori come Yuri Norstein, Garri Bardin, Eduard Nazarov, e decine di registi di serie per bambini. La produzione era finanziata dallo Stato, il che significava risorse stabili ma anche controllo ideologico e censura su testi e immagini.

Con la fine dell'URSS lo studio entrò in una lunga crisi. Molti animatori emigrarono o lavorarono in subappalto per produzioni straniere. L'archivio dei film fu oggetto di dispute legali sui diritti. Lo studio è stato poi riorganizzato e oggi produce di nuovo, anche con remake di personaggi classici.

Il patrimonio del periodo sovietico resta enorme. Le fiabe di Soyuzmultfilm sono ancora trasmesse in televisione in tutta l'area russofona, e i film d'autore del periodo circolano nei festival e nelle retrospettive. Per chi vuole capire come uno studio di Stato possa produrre insieme intrattenimento di massa e arte, è un caso di studio inesauribile.

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