Dagli scioperi degli anni Trenta all'Animation Guild, storia dei sindacati dell'animazione
Lo sciopero alla Fleischer, quello alla Disney nel 1941, la nascita del sindacato di Hollywood. Come gli animatori si sono organizzati per difendere salari, orari e diritti.

Nell'estate del 1941, davanti ai cancelli degli studi Disney di Burbank, centinaia di animatori, intercalatori e artisti marciavano con cartelli disegnati a mano. Alcuni ritraevano personaggi celebri in pose di protesta. Era uno degli scioperi più noti nella storia dell'animazione, e avrebbe cambiato per sempre il rapporto tra Walt Disney e una parte dei suoi dipendenti. Ma non era il primo, e non sarebbe stato l'ultimo.
Il primo grande sciopero
Già nel 1937 i lavoratori degli studi Fleischer a New York, quelli di Betty Boop e Popeye, avevano scioperato per mesi. Chiedevano il riconoscimento sindacale, salari migliori e condizioni di lavoro più eque. Lo sciopero fu duro e lasciò strascichi, e negli anni successivi lo studio trasferì la propria sede in Florida.
Era il periodo d'oro dell'animazione americana, ma anche un'epoca di forti tensioni sindacali in tutto il Paese. Gli animatori, soprattutto quelli ai gradini più bassi come intercalatori e inchiostratrici, lavoravano molte ore con paghe modeste, mentre i film animati ottenevano grandi successi.
Lo sciopero alla Disney
Nel 1941 la tensione esplose alla Disney. Lo studio aveva appena affrontato le grandi spese di Biancaneve e i sette nani, del nuovo complesso di Burbank, di Pinocchio e Fantasia, che non avevano reso quanto sperato anche per la chiusura dei mercati europei durante la guerra. All'interno dello studio esistevano forti differenze di trattamento tra i diversi livelli, e molti lavoratori chiedevano il riconoscimento del sindacato, la Screen Cartoonists Guild.
Lo sciopero durò alcune settimane e si concluse con il riconoscimento del sindacato, dopo una mediazione. Ma le ferite non si rimarginarono. Alcuni animatori di talento lasciarono lo studio, e diversi di loro contribuirono negli anni successivi a fondare o rafforzare altre realtà, tra cui l'UPA, che avrebbe portato uno stile grafico più moderno nell'animazione americana.
La nascita dell'Animation Guild
Nel 1952 nacque a Hollywood un nuovo sindacato, il Motion Picture Screen Cartoonists, affiliato all'IATSE, la grande organizzazione sindacale dei lavoratori dello spettacolo, come sezione locale 839. È l'organizzazione che oggi si chiama The Animation Guild e rappresenta artisti, animatori, sceneggiatori e tecnici di molti studi di animazione della zona di Los Angeles.
Il sindacato negozia accordi collettivi con gli studi, che stabiliscono salari minimi per ciascun ruolo, regole sugli orari e sugli straordinari, contributi per la sanità e la pensione. Nel corso dei decenni ha affrontato temi diversi, dall'outsourcing all'arrivo della computer grafica, fino al lavoro remoto e alle nuove tecnologie.
La battaglia contro la produzione in fuga
Tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta il sindacato condusse scioperi contro la crescente esternalizzazione del lavoro verso l'Asia. Gli studi televisivi stavano spostando sempre più animazione all'estero, e i lavoratori locali vedevano scomparire i propri posti. Lo sciopero del 1982, in particolare, si concluse senza ottenere i risultati sperati, e l'outsourcing continuò a crescere.
È un capitolo che mostra i limiti dell'azione sindacale in un'industria globalizzata, dove la produzione può spostarsi facilmente da un Paese all'altro.
Oltre gli Stati Uniti
In altri Paesi la situazione è molto diversa. In alcuni, come il Canada, esistono forme di organizzazione sindacale nel settore. In Europa i lavoratori dell'animazione sono spesso coperti da contratti collettivi più ampi, legati al cinema, all'audiovisivo o alle industrie creative, e da associazioni professionali di categoria. In Italia il settore fa riferimento in genere a contratti dell'audiovisivo e a forme di collaborazione autonoma, e associazioni di autori e professionisti si occupano dei temi legati alla tutela.
Negli ultimi anni, in diversi Paesi, si è assistito a una crescita della consapevolezza tra i lavoratori dell'animazione, con indagini sulle condizioni di lavoro, campagne pubbliche e nuove forme di organizzazione, anche tra i freelance.
La storia dei sindacati dell'animazione ricorda che dietro ogni film ci sono persone con diritti, e che le condizioni in cui lavorano non sono un dettaglio. Sono parte della storia del cinema animato tanto quanto i suoi capolavori.


