Richard Williams, da Roger Rabbit al film perduto di una vita intera

Canadese trapiantato a Londra, maestro di Roger Rabbit e autore di The Animator's Survival Kit, Richard Williams passò trent'anni su un film che gli fu tolto.

Richard Williams Animation 1985
Immagine: alexander williams · CC BY-SA 4.0 · Openverse

Per quasi trent'anni, a Londra, Richard Williams lavorò a un lungometraggio che doveva essere il film d'animazione più elaborato mai realizzato. Si chiamava The Thief and the Cobbler. Nel 1992, con l'opera ancora incompleta e i finanziatori in allarme, la società che garantiva il completamento gli tolse il controllo del progetto. Il film fu finito da altri, rimontato, riempito di canzoni e distribuito in versioni che Williams non riconosceva. È uno dei casi più dolorosi della storia dell'animazione 2D.

Dal Canada all'Inghilterra

Richard Edmund Williams nacque a Toronto il 19 marzo 1933. Da adolescente visitò lo studio Disney e restò affascinato dall'animazione, ma per qualche anno si dedicò alla pittura e all'illustrazione. Nel 1955 si trasferì in Inghilterra. Il suo primo cortometraggio, The Little Island, del 1958, è una parabola su tre personaggi che rappresentano idee astratte, e ottenne un premio BAFTA.

Negli anni Sessanta il suo studio londinese divenne uno dei più attivi nella pubblicità e nei titoli di testa. Firmò le sequenze animate della Carica dei seicento di Tony Richardson, del 1968, ispirate alle illustrazioni satiriche dell'Ottocento, e i titoli di alcuni film della Pantera Rosa negli anni Settanta.

Imparare dai vecchi maestri

Williams era convinto di non conoscere davvero il mestiere dell'animazione. Così fece qualcosa di insolito: invitò a Londra alcuni veterani dell'età d'oro americana per farsi insegnare. Ken Harris, animatore storico di Chuck Jones, lavorò a lungo nel suo studio. Art Babbitt, che aveva animato per Disney, tenne lezioni. Williams frequentò anche Milt Kahl e Grim Natwick, il disegnatore che aveva dato forma a Betty Boop.

Da quelle lezioni nacque un metodo che Williams avrebbe trasmesso per il resto della vita. Il suo Christmas Carol, del 1971, adattamento di Dickens per la televisione con uno stile ispirato alle incisioni d'epoca, vinse l'Oscar dopo essere stato distribuito nelle sale.

Roger Rabbit

Alla metà degli anni Ottanta Robert Zemeckis e Steven Spielberg cercavano un animatore capace di far convivere personaggi disegnati e attori in carne e ossa con una credibilità mai vista. Williams fu scelto come direttore dell'animazione di Chi ha incastrato Roger Rabbit, uscito nel 1988. Il lavoro fu svolto in larga parte a Londra.

Il film unisce i personaggi Disney, Warner e di altri studi, illuminati e ombreggiati come se occupassero davvero lo spazio della scena. I personaggi toccano oggetti reali, proiettano ombre, reagiscono alla luce del set. Williams ricevette per questo un Oscar speciale e un secondo Oscar condiviso per gli effetti visivi.

Il ladro e il ciabattino

The Thief and the Cobbler era nato negli anni Sessanta da storie ispirate al personaggio di Nasreddin. Williams ci lavorò a intermittenza, finanziandolo con la pubblicità, e lo trasformò in un'opera di virtuosismo estremo: prospettive impossibili, animazioni lunghissime senza tagli, decori ispirati alla miniatura persiana. Dopo Roger Rabbit ottenne finalmente un finanziamento importante, ma i ritardi accumulati portarono all'intervento della società garante.

Le versioni distribuite negli anni Novanta, tra cui Arabian Knight, sono state molto criticate. Un appassionato, Garrett Gilchrist, ha poi realizzato una ricostruzione non ufficiale nota come The Recobbled Cut, che cerca di avvicinarsi alle intenzioni originali usando materiali di lavorazione.

Il manuale e l'ultimo corto

Nel 2001 Williams pubblicò The Animator's Survival Kit, manuale che raccoglie quarant'anni di insegnamenti. È diventato uno dei testi più diffusi nelle scuole di animazione, accanto a The Illusion of Life. Negli ultimi anni Williams, trasferito a Bristol, lavorò a un progetto personale. Ne uscì Prologue, cortometraggio del 2015 disegnato a matita, candidato all'Oscar.

Morì il 16 agosto 2019. La sua vicenda contiene in piccolo tutte le contraddizioni dell'animazione 2D: l'enorme quantità di lavoro manuale, il bisogno di finanziamenti, il rischio che un'opera d'autore venga schiacciata dai tempi dell'industria. E anche la forza di un sapere che, grazie ai suoi libri e ai suoi corsi, continua a circolare.

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