Ollie Johnston, l'ultimo dei Nine Old Men e il calore del disegno Disney

Spugna, Baloo, la piccola Penny. Ollie Johnston animava la tenerezza e la goffaggine, e con Frank Thomas mise per iscritto i segreti dello studio.

LALSRM - Ollie Johnston Miniature Train Station
Immagine: Sam Howzit · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Quando morì, il 14 aprile 2008, Ollie Johnston era l'ultimo sopravvissuto del gruppo che Walt Disney chiamava i Nine Old Men. Con lui si chiudeva una generazione di animatori entrati nello studio negli anni Trenta e rimasti fino agli anni Settanta, capaci di attraversare l'intera età classica del lungometraggio disegnato.

Il compagno di Stanford

Oliver Martin Johnston Jr. nacque a Palo Alto, in California, il 31 ottobre 1912. Il padre insegnava all'università di Stanford, dove Ollie studiò e conobbe Frank Thomas. I due proseguirono insieme alla Chouinard Art Institute e approdarono alla Disney, Thomas nel 1934, Johnston nel 1935.

Iniziò come assistente di Fred Moore, l'animatore che aveva dato ai personaggi Disney degli anni Trenta le loro forme morbide e piene di fascino. Da Moore Johnston prese il gusto per la rotondità, per la grazia goffa, per i personaggi che si fanno voler bene.

Animare la simpatia

Se Milt Kahl era il perfezionista della linea e Frank Thomas l'analista delle emozioni, Johnston era l'animatore del calore. I suoi personaggi sono spesso comprimari dalla tenerezza un po' maldestra.

In Peter Pan, del 1953, animò Spugna, il nostromo di Capitan Uncino, piccolo, servile e affettuoso. Nella Bella addormentata nel bosco lavorò sulle tre fatine buone. Nel Libro della giungla condivise con Thomas il lavoro su Baloo, l'orso pigro e generoso che diventa una sorta di padre adottivo per Mowgli. In Robin Hood, del 1973, si occupò del principe Giovanni nelle scene in cui il tiranno si comporta come un bambino capriccioso.

Uno dei lavori di cui andava più fiero è nelle Avventure di Bianca e Bernie, del 1977. Johnston animò Penny, la bambina orfana rapita, e il vecchio gatto Rufus che la consola. Sono scene lente, intime, prive di effetti spettacolari, in cui tutto passa attraverso la postura e lo sguardo.

La passione per i treni

Johnston era un appassionato di ferrovie in miniatura e costruì nel suo giardino un piccolo treno a vapore funzionante. Questa passione, condivisa con Walt Disney e con l'animatore Ward Kimball, ebbe un'influenza indiretta sulla storia dello studio: il treno che Disney fece costruire nel proprio giardino, e poi la ferrovia di Disneyland, nascono anche da questo ambiente di appassionati.

Insegnare a guardare

Johnston lasciò la Disney alla fine degli anni Settanta, nello stesso periodo di Thomas. Il ritiro coincise con un'intensa attività di trasmissione del mestiere. Insieme scrissero The Illusion of Life, del 1981, che raccoglie i principi dell'animazione Disney con centinaia di disegni e di esempi. Il libro è ancora oggi il manuale di riferimento per chi studia animazione di personaggi, in 2D e non solo.

I due incontrarono spesso i giovani animatori arrivati allo studio dagli anni Ottanta, discutendo con loro i disegni e le scene. Diversi animatori della generazione del cosiddetto rinascimento Disney, come Glen Keane, hanno raccontato quanto quei colloqui fossero preziosi.

Nel 2005 Johnston ricevette la National Medal of Arts, la più alta onorificenza statunitense nel campo delle arti. Insieme a Thomas compare in cameo animato nei film di Brad Bird Il gigante di ferro e Gli Incredibili, omaggio di un regista che li considerava i suoi maestri.

Un'animazione gentile

Rivedere oggi le scene di Johnston significa riscoprire un'animazione che non punta allo stupore ma alla vicinanza. Le sue scene non contengono virtuosismi evidenti, ma ogni movimento serve a far capire come si sente un personaggio, e perché dovremmo affezionarci a lui. In un'epoca di animazione spesso rapidissima e sovraccarica, questa lentezza affettuosa resta una lezione da imparare.

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