The Owl House, Dana Terrace apre su Disney Channel una porta verso Bosch
Una quattordicenne finisce in un mondo di streghe e demoni costruito sulle ossa di un titano. I primi cinque episodi della serie di Dana Terrace promettono molto, e qualcosa già mantengono.

Il primo episodio di The Owl House comincia con un incidente scolastico. Luz Noceda, quattordici anni e la testa piena di libri fantasy, trasforma una presentazione in classe in un piccolo disastro. La madre, esasperata, decide di mandarla a un campo estivo dove le insegneranno a stare con i piedi per terra. Luz non ci arriverà mai. Seguendo un gufo si ritrova nelle Isole Bollenti, un arcipelago abitato da streghe e demoni, ospite di una strega ricercata e di un demonietto che si fa chiamare King.
La serie, creata da Dana Terrace, ha debuttato su Disney Channel il 10 gennaio con un episodio a settimana. Ne sono andati in onda cinque, abbastanza per capire dove vuole andare. Disney l'aveva già rinnovata per una seconda stagione a novembre, prima del debutto, segno di una fiducia che le prime puntate giustificano almeno in parte.
Un mondo fatto di cadaveri e meraviglie
Terrace viene dalla squadra di Gravity Falls, dove lavorava agli storyboard, e ha poi diretto episodi del nuovo DuckTales. Da Alex Hirsch, il creatore di Gravity Falls, ha preso qualcosa di più di un'impronta: Hirsch qui presta la voce a King e a Hooty, il gufo-portone della casa, la creatura più molesta e più divertente di tutta la serie.
Ma la cosa che colpisce davvero è il mondo. Le Isole Bollenti sono costruite sul corpo di un titano morto, e le sue ossa affiorano nel paesaggio come colline e scogliere. Tra le ispirazioni dichiarate da Terrace ci sono Hieronymus Bosch, la pittrice surrealista Remedios Varo e l'illustratore svedese John Bauer, e si vedono tutti. Mercati pieni di creature deformi, architetture sbilenche, una scuola di magia, Hexside, che sembra un incrocio fra un liceo americano e un'incisione medievale. Per un canale che di solito predilige mondi rassicuranti, è un immaginario sorprendentemente inquieto.
L'animazione, affidata in larga parte a studi coreani come Rough Draft Korea e Sunmin Image Pictures, regge bene. Le scene d'azione hanno una chiarezza di lettura notevole, e i fondali, pieni di dettagli, premiano chi guarda con attenzione.
Eda e Luz
Il cuore della serie è il rapporto tra Luz e Eda Clawthorne, la Dama Gufo, la strega più potente dell'isola e anche la più ricercata. Eda vive di piccoli traffici di oggetti umani, sfugge alle guardie dell'Imperatore e nasconde una maledizione che la trasforma in un mostro. Wendie Malick le dà una voce ruvida e ironica, da zia scapestrata. Sarah-Nicole Robles fa di Luz una protagonista entusiasta fino all'eccesso, a volte irritante, ma mai finta.
Il quarto episodio, quello in cui la maledizione di Eda prende il sopravvento, è finora il migliore. Mostra che la serie sa cambiare tono, passando dalla commedia al pericolo vero senza perdere il filo dei personaggi.
I rischi della formula
Non tutto funziona allo stesso modo. Alcuni episodi seguono uno schema prevedibile, con Luz che si caccia in un guaio a scuola e ne esce grazie a un'improvvisazione, e il rapporto con la rivale Amity Blight è ancora poco più di uno spunto. Il ritmo comico è a tratti troppo frenetico, con battute che si accavallano.
Detto questo, The Owl House ha un'identità rara in una serie per ragazzi al debutto. Ha una protagonista dominicano-americana raccontata con naturalezza, un immaginario visivo che non somiglia a nient'altro sul canale, e una mitologia appena accennata che fa venire voglia di scavare. Se gli episodi a venire sapranno approfondire i personaggi secondari, Terrace avrà costruito qualcosa di importante.


