The Breadwinner, Nora Twomey racconta Kabul con gli occhi di una bambina travestita
Presentato al festival di Toronto, il primo film da regista unica di Nora Twomey adatta il romanzo di Deborah Ellis. Cartoon Saloon esce dal mito irlandese ed entra nell'Afghanistan dei talebani.

Parvana ha undici anni e una treccia lunga. A metà film si siede davanti alla madre e alla sorella, prende le forbici e se la taglia. È una scena breve, girata quasi senza musica, e pesa più di qualunque sequenza d'azione. Nella Kabul del 2001 una bambina senza un uomo accanto non può comprare il pane, non può andare al mercato, non può lavorare. Un bambino sì. Così Parvana smette di esistere e al suo posto compare Atesh, un ragazzino magro che dice di essere suo cugino.
The Breadwinner è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival l'8 settembre. È diretto da Nora Twomey, che con Tomm Moore aveva firmato The Secret of Kells e che qui esordisce da regista unica. Lo producono l'irlandese Cartoon Saloon, la canadese Aircraft Pictures e la lussemburghese Melusine Productions, con Angelina Jolie fra i produttori esecutivi. La sceneggiatura di Anita Doron e Deborah Ellis adatta il romanzo per ragazzi della stessa Ellis.
Una famiglia senza uomini
Il padre di Parvana, Nurullah, era insegnante. Ha perso una gamba nella guerra contro i sovietici e ora vende oggetti al mercato, con la figlia seduta accanto. Una sera Idrees, un giovane talebano che era stato suo allievo, si sente offeso da una parola di troppo e lo fa arrestare. Nella casa restano la madre Fattema, la sorella maggiore Soraya, il piccolo Zaki e Parvana. Senza Nurullah nessuna di loro può uscire, e il cibo finisce in pochi giorni.
Il film segue la bambina nei suoi giri per la città. Ritrova un'amica, Shauzia, anche lei travestita da maschio, e con lei accetta lavori pesanti per mettere da parte i soldi con cui sperare di corrompere qualcuno nella prigione dove è rinchiuso il padre. Incontra Razaq, un talebano che non sa leggere e le chiede di decifrargli una lettera. Il rapporto fra i due, costruito su poche scene, è il passaggio più sottile del film. Twomey evita di trasformarlo in redenzione e lo lascia ambiguo, come sono ambigue le persone.
Due modi di disegnare
La Kabul di The Breadwinner è disegnata con il segno pulito e i colori caldi che Cartoon Saloon ha affinato in dieci anni, ma senza le geometrie decorative di Kells o di Song of the Sea. Le case, i mercati, la polvere sono resi con sobrietà, quasi con pudore. I volti sono semplici e molto espressivi negli occhi. Twomey sa quando fermare l'inquadratura e lasciare che una faccia si limiti a guardare.
Accanto al racconto principale scorre una fiaba che Parvana inventa per il fratellino: un ragazzo parte per affrontare un re elefante che minaccia il suo villaggio. Questa storia nella storia ha un aspetto completamente diverso, a ritagli colorati, con figure che sembrano carta incollata e mosse come marionette piatte. All'inizio la fiaba appare come una parentesi consolatoria. Poi, man mano, si capisce che Parvana la usa per avvicinarsi a qualcosa che la famiglia non nomina mai, il fratello maggiore Sulayman, morto anni prima. Quando le due linee si toccano, il film trova la sua scena più dolorosa.
Quello che funziona meno
Il terzo atto accumula molti eventi in poco tempo: l'invasione americana alle porte, la famiglia che lascia la città, la corsa alla prigione. La tensione c'è, ma alcuni passaggi sembrano risolti con troppa fretta e qualche coincidenza di comodo. Anche la colonna sonora di Mychael e Jeff Danna, molto presente, a tratti sottolinea quello che le immagini dicono già da sole.
Sono difetti veri e non cancellano il resto. The Breadwinner racconta un regime attraverso il corpo di una bambina, i suoi capelli, la sua possibilità di camminare per strada, senza mai rendere spettacolare la violenza e senza ridurre gli afghani a comparse di una tragedia. Per Cartoon Saloon è un cambio di direzione netto rispetto alle leggende celtiche. Per Nora Twomey è una prova di regia sicura, che conferma quanto avesse già fatto vedere in coppia con Moore.


