Hair Love, un padre, una figlia e una pettinatura da conquistare
Nato da una raccolta fondi su Kickstarter e arrivato nelle sale prima di Angry Birds 2, il corto di Matthew A. Cherry racconta in sei minuti un padre alle prese con i capelli ricci della figlia.

Chi è andato al cinema a metà agosto per vedere Angry Birds 2 si è trovato davanti, prima del film, sei minuti che con gli uccelli arrabbiati non hanno niente a che fare. Hair Love è uscito nelle sale americane il 14 agosto insieme al sequel della Sony, e nelle conversazioni sui social se ne parla almeno quanto del film principale. Non capita spesso che un cortometraggio abbinato a una produzione per famiglie rubi la scena. Qui succede, e per buone ragioni.
La storia in una mattina
Zuri ha sette anni e una massa di capelli ricci che non ne vogliono sapere. Per un'occasione importante vuole un'acconciatura speciale e prova a farsela da sola seguendo un video tutorial registrato dalla madre, che di mestiere fa la vlogger di bellezza. Il risultato è un disastro. Interviene il padre, Stephen, che affronta i capelli della figlia come un pugile affronterebbe un avversario più grosso di lui, e perde anche lui. Solo quando i due si siedono a guardare il video insieme le cose cominciano a funzionare.
Fin qui sembra una commedia domestica, e per buona parte lo è, con gag ben costruite sul pettine che si spezza e sulla chioma che si gonfia come una creatura viva. Poi il film cambia passo e rivela perché quella mattina conti tanto e dove sia la madre. Non diciamo di più. Basti sapere che il colpo di scena arriva senza enfasi, quasi in punta di piedi, e che proprio questa discrezione lo rende efficace.
Da Kickstarter a Sony
La storia produttiva di Hair Love è già nota a chi segue l'animazione indipendente americana. Matthew A. Cherry, ex giocatore di football passato alla regia, lanciò nel 2017 una campagna su Kickstarter con un obiettivo di 75.000 dollari e ne raccolse più di 300.000, una cifra record per un cortometraggio sulla piattaforma. A marzo di quest'anno Sony Pictures Animation ha acquisito il progetto, e a maggio è uscito anche un libro illustrato da Vashti Harrison tratto dalla stessa storia.
La regia è firmata da Cherry insieme a Everett Downing Jr. e Bruce W. Smith, quest'ultimo veterano dell'animazione tradizionale. Tra i produttori c'è Karen Rupert Toliver. L'animazione vera e propria è stata realizzata da 6 Point Harness, studio di Mondo Media, con Toon Boom Harmony. Issa Rae presta la voce alla madre, Cherry stesso a Stephen.
I capelli come soggetto
L'intenzione dichiarata del progetto è doppia: mostrare un padre nero affettuoso e presente, figura che i media mainstream raramente raccontano, e dare spazio ai capelli afro, che nell'animazione per famiglie sono quasi sempre semplificati fino a sparire. Il secondo obiettivo è anche una sfida tecnica, e il film la vince. La chioma di Zuri è un personaggio a sé, con un volume e un comportamento fisico precisi. Si comprime, rimbalza, resiste. Animatori e character designer hanno evidentemente passato molto tempo a osservare come si muovono davvero quei capelli, e il risultato ha una concretezza rara.
Lo stile grafico è pulito, con colori caldi e linee morbide, vicino a certa animazione televisiva di qualità. Non c'è grande sperimentazione, e non era quello lo scopo. Hair Love parla a un pubblico ampio, bambini compresi, e sceglie una forma che tutti possano leggere al primo sguardo.
Qualche limite
Si può rimproverare al corto una certa prevedibilità nella prima metà, dove le gag seguono uno schema classico, e una colonna sonora che spinge sull'emozione un po' più del necessario nel finale. Sono difetti veniali. Il cuore del film sta nello sguardo di Stephen mentre impara qualcosa che non aveva mai dovuto imparare, e nel modo in cui una pettinatura diventa un atto di cura. In sei minuti è difficile chiedere di più.


