Princess Mononoke torna in sala in IMAX con il remaster 4K distribuito da GKIDS

Il film di Hayao Miyazaki del 1997 arriva per la prima volta sugli schermi giganti IMAX nordamericani, in una nuova copia ricavata dalla scansione dei negativi originali.

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Immagine: Σ64 · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

Ventotto anni dopo la prima giapponese, Princess Mononoke si prende lo schermo più grande che abbia mai avuto. Da questo mese GKIDS, il distributore americano che da anni cura il catalogo dello Studio Ghibli in Nord America, porta il film di Hayao Miyazaki nelle sale IMAX, in una versione rimasterizzata in 4K.

Il formato IMAX è nato per il cinema spettacolare e per i blockbuster ad alto budget, e vederlo applicato a un film disegnato a mano dello studio di Koganei ha qualcosa di paradossale e insieme di molto sensato: poche opere dell'animazione 2D degli anni Novanta reggono un simile ingrandimento quanto questa, con le sue foreste stratificate, i fondali dipinti con pazienza quasi botanica e le scene di massa che i disegnatori dello studio costruirono a mano.

Dai negativi originali

La nuova copia non nasce da un restauro improvvisato per l'occasione. Secondo quanto spiegato dallo Studio Ghibli, i negativi originali del film sono stati conservati con cura e scansionati in 4K già una decina d'anni fa. Il master usato oggi per le proiezioni IMAX deriva da quel lavoro, che ha permesso di recuperare la grana e la profondità dei colori della pellicola senza ridisegnare o ritoccare l'immagine.

È un dettaglio che conta. Negli ultimi anni diverse riedizioni di classici animati sono state accusate di aver ripulito troppo i fotogrammi, cancellando con algoritmi di riduzione del rumore le imperfezioni che fanno parte della materia del film. Ripartire dai negativi è il modo più diretto per restare fedeli a ciò che il pubblico vide nel 1997.

Un film di passaggio

Princess Mononoke uscì in Giappone il 12 luglio 1997, distribuito da Toho, e per qualche mese fu il film di maggior incasso della storia del paese. Arrivava in un momento particolare per lo studio, che stava sperimentando i primi strumenti digitali: accanto ai disegni su carta e alla colorazione tradizionale, alcune scene integravano già elementi elaborati al computer e una parte del film fu colorata digitalmente. Nonostante questo, il film resta per il pubblico un simbolo dell'animazione fatta a mano, e il motivo è nelle immagini. Le animazioni dei demoni, i vermi brulicanti che avvolgono il cinghiale Nago nella sequenza d'apertura, i movimenti degli spiriti della foresta sono frutto di un lavoro di animazione chiave enorme, che la risoluzione IMAX rende ancora più leggibile.

La storia è nota. Il giovane principe Ashitaka, colpito da una maledizione, lascia il suo villaggio e si ritrova in mezzo al conflitto tra la Città del Ferro di Lady Eboshi e gli dèi animali della foresta, accanto ai quali combatte San, la ragazza cresciuta dai lupi. Miyazaki rifiuta di dividere i personaggi in buoni e cattivi, e questo resta forse l'aspetto più moderno del film. La colonna sonora è di Joe Hisaishi.

Il senso di una riedizione

L'operazione di GKIDS si inserisce in una tendenza ormai stabile: i film dello Studio Ghibli tornano periodicamente nelle sale americane con le rassegne annuali dedicate allo studio, e ogni volta trovano un pubblico composto in buona parte da spettatori che non erano nati quando i film uscirono. Portare Princess Mononoke in IMAX significa alzare il livello, trattando un'opera disegnata a mano come un evento cinematografico al pari delle grandi uscite contemporanee.

Per chi lavora nell'animazione 2D è anche un'occasione di studio rara. Vedere i fondali di Kazuo Oga e dei suoi colleghi a quella scala, o osservare come il layout gestisce la profondità nelle sequenze di battaglia, permette di cogliere scelte che sul piccolo schermo si perdono.

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