Paul Grimault, il padre dell'animazione d'autore francese e la sua lunga ostinazione
Fondatore dello studio Les Gémeaux, amico e complice di Jacques Prévert, Paul Grimault costruì nel dopoguerra un'alternativa europea al cartone americano.

Prima di diventare il regista di Il re e l'uccello, Paul Grimault era un disegnatore pubblicitario che frequentava attori, poeti e militanti nella Parigi degli anni Trenta. Da quell'ambiente vennero le sue amicizie più durature, a cominciare da quella con Jacques Prévert, e un'idea di animazione che non somigliava a quella che arrivava da Hollywood. Grimault voleva un cinema disegnato capace di parlare agli adulti, ironico, poetico e anche politico.
La Parigi di Octobre
Paul Grimault nacque a Neuilly-sur-Seine il 23 marzo 1905. Studiò arti applicate e lavorò per diversi anni nella grafica pubblicitaria, un mestiere che all'epoca formava molti dei futuri animatori europei. Negli anni Trenta frequentò il gruppo Octobre, una compagnia di teatro d'agitazione legata alla sinistra, di cui Prévert scriveva i testi. Lì conobbe attori e artisti con cui avrebbe collaborato per il resto della vita.
Nel 1936 fondò con il produttore André Sarrut lo studio Les Gémeaux. Era uno dei primi tentativi in Francia di costruire una struttura stabile per l'animazione, capace di produrre pubblicità e insieme cortometraggi d'autore.
Gli anni della guerra
Paradossalmente, l'occupazione tedesca offrì all'animazione francese uno spazio nuovo. I cartoni americani non arrivavano più nelle sale, e il pubblico aveva bisogno di film brevi da proiettare prima dei lungometraggi. Grimault realizzò in quegli anni alcuni dei suoi cortometraggi più noti, come Le Marchand de notes, L'Épouvantail e Le Voleur de paratonnerres, con un personaggio ricorrente, il furbo Niglo.
Lo stile di questi film è già personale. I personaggi hanno movimenti fluidi ma meno elastici di quelli americani, le scenografie sono costruite con cura architettonica, il racconto lascia spazio alla malinconia e alla poesia. Grimault guardava al cinema dal vero francese di quegli anni più che alle comiche di Hollywood.
Il sodalizio con Prévert
Nel 1947 uscì Le Petit Soldat, scritto con Prévert e ispirato a una fiaba di Andersen. Un soldatino di giocattolo deve partire per la guerra, lasciando la ballerina che ama in balia di un pagliaccio malvagio. Il film, breve e struggente, fu molto apprezzato anche fuori dalla Francia.
Subito dopo, i due iniziarono il progetto più ambizioso: un lungometraggio liberamente tratto dalla fiaba La pastorella e lo spazzacamino. La lavorazione fu lunga e costosa, e all'inizio degli anni Cinquanta i rapporti tra Grimault e Sarrut si ruppero. Il film uscì nel 1953 in una versione completata senza il consenso dei suoi autori, che la rinnegarono. Grimault perse lo studio.
Ricominciare
Negli anni successivi Grimault fondò una nuova società di produzione e si dedicò soprattutto alla pubblicità, che gli permise di sopravvivere e di continuare a formare animatori. Realizzò anche alcuni cortometraggi personali, tra cui Le Diamant, e continuò a lavorare con Prévert su progetti mai realizzati.
Alla fine degli anni Sessanta riuscì a riacquistare i diritti e il negativo del vecchio lungometraggio. Da lì cominciò un lavoro di ricostruzione durato più di un decennio, con nuove sequenze animate e un nuovo montaggio. Prévert collaborò fino alla morte, nel 1977. Il risultato, Il re e l'uccello, uscì nel 1980 e ottenne il premio Louis Delluc.
Negli ultimi anni Grimault realizzò anche La Table tournante, del 1988, un film antologico in cui ripercorre la propria opera, con sequenze dal vero girate con Jacques Demy. Morì il 29 marzo 1994.
Un maestro riconosciuto da lontano
L'influenza di Grimault è andata ben oltre la Francia. Hayao Miyazaki e Isao Takahata hanno ricordato in più occasioni l'impressione che fece su di loro la versione degli anni Cinquanta del suo lungometraggio, e molti autori francesi delle generazioni successive lo hanno indicato come un punto di riferimento.
Il suo contributo all'animazione 2D europea è soprattutto culturale. Grimault ha mostrato che il disegno animato poteva nascere dalla letteratura, dal teatro e dalla satira, e non solo dalla gag. E con la sua lunga battaglia per riprendersi un film ha lasciato un esempio raro di autore che rifiuta di lasciare al mercato l'ultima parola sulla propria opera.


