Marc Davis, l'animatore di Crudelia e Malefica che finì per progettare i parchi

Specialista dei personaggi femminili tra i Nine Old Men, Marc Davis diede forma a Trilli, Malefica e Crudelia De Mon prima di passare alle attrazioni di Disneyland.

Illustrazione per l’articolo: Marc Davis, l'animatore di Crudelia e Malefica che finì per progettare i parchi
Illustrazione generata con intelligenza artificiale (Magnific) per Animazione2D

Crudelia De Mon scende le scale di casa Dearly avvolta in una pelliccia enorme, con una sigaretta in un lungo bocchino che sparge fumo verde. È magrissima e spigolosa, i suoi capelli sono divisi a metà in bianco e nero, e ogni suo gesto è eccessivo. È uno dei personaggi più vivi della Carica dei cento e uno, del 1961, ed è opera quasi interamente di un solo animatore, Marc Davis, che ne curò sia il design sia l'animazione.

Un disegnatore di animali

Marc Fraser Davis nacque a Bakersfield, in California, il 30 marzo 1913. Da ragazzo si spostò spesso con la famiglia e studiò arte in diverse scuole, tra cui il Kansas City Art Institute e l'Otis Art Institute di Los Angeles. Passava molto tempo allo zoo a disegnare animali dal vero.

Entrò alla Disney nel 1935, lavorò come assistente su Biancaneve e poi fu assegnato al reparto storie e sviluppo dei personaggi di Bambi. Lì il suo talento per l'anatomia animale fu decisivo: molti studi preparatori del cerbiatto e degli altri animali del bosco sono suoi.

Le donne di Davis

Negli anni Cinquanta Davis diventò l'animatore di riferimento per i personaggi femminili. Lavorò su Cenerentola e su Alice nel paese delle meraviglie, ma la sua prova più nota in quel decennio è Trilli, la fatina di Peter Pan del 1953. Trilli non parla mai: tutto quello che sente passa per la mimica e per il corpo. Davis ne fece un personaggio vanitoso, geloso, impulsivo e affettuoso, costruito per pose molto chiare.

Nella Bella addormentata nel bosco, del 1959, lavorò su Aurora e soprattutto su Malefica. Il design del personaggio, con le corna, il mantello che si apre come ali e le pieghe nere e viola, si accordava con lo stile grafico del film, ispirato all'arte tardogotica e definito dallo scenografo Eyvind Earle. Malefica si muove poco, con lentezza regale, e proprio per questo incute timore.

Con Crudelia, due anni dopo, Davis fece l'opposto. Il personaggio è tutto nervi e scatti, sempre in movimento, sempre fuori misura. Le due cattive dimostrano la sua capacità di adattare il modo di animare alla natura del personaggio.

Dalla pellicola ai parchi

All'inizio degli anni Sessanta Walt Disney chiese a Davis di passare alla WED Enterprises, la divisione che progettava le attrazioni dei parchi, oggi nota come Walt Disney Imagineering. Davis portò lì la sua esperienza di narratore per immagini.

Lavorò alle scene e ai personaggi di attrazioni come Pirates of the Caribbean e Haunted Mansion a Disneyland, e a numerose gag della Jungle Cruise. Le sue tavole preparatorie, piene di umorismo e di dettagli, hanno guidato la costruzione dei pupazzi animati che popolano quelle attrazioni. Per molti visitatori, il suo stile è passato attraverso i parchi più che attraverso i film.

La moglie Alice Davis, costumista, lavorò a sua volta per Imagineering, tra l'altro sui costumi di It's a Small World e dei Pirati.

Insegnare il disegno

Per molti anni Davis insegnò anche disegno alla Chouinard Art Institute, la scuola di Los Angeles da cui sarebbe poi nata la CalArts. I suoi corsi di anatomia e disegno di figura hanno formato diverse generazioni di artisti.

Si ritirò dalla Disney alla fine degli anni Settanta e morì il 12 gennaio 2000. Il suo percorso mostra un aspetto spesso trascurato dell'animazione classica: il lavoro sul personaggio come design globale, che parte dalla forma del corpo e dalla silhouette e arriva al modo di camminare, fumare, salire le scale. Nei personaggi di Davis l'aspetto e il movimento sono inseparabili, e questo spiega perché siano rimasti così riconoscibili per oltre sessant'anni.

marc davisnine old mencrudelia de monmaleficadisney

Leggi anche

Ogni venerdì nella tua casella

L’animazione 2D, una lettera alla volta