Romics 2017, Yoshiyuki Tomino a Roma e la primavera di Gundam
Alla ventunesima edizione del festival romano il Romics d'Oro va al creatore di Gundam e a Igort. In Fiera anche Sharon Calahan di Pixar, mostre sui robot giapponesi e il Gran Galà del doppiaggio.

Nel 1979 un regista giapponese che aveva già firmato serie di robot per la televisione decise di cambiare le regole del genere. I robot giganti di Mobile Suit Gundam non erano più eroi unici e invincibili, ma armi prodotte in serie, pilotate da ragazzi mandati a combattere in una guerra che nessuno capisce fino in fondo. Quel regista è Yoshiyuki Tomino, e la ventunesima edizione di Romics, che si è chiusa domenica 9 aprile alla Fiera di Roma, gli ha consegnato il Romics d'Oro.
Tomino e la stagione dei robot
La presenza di Tomino è stata l'evento animato della primavera romana. Il festival ha costruito attorno a lui un percorso dedicato: la mostra Gundam Edition 2017, un'area intitolata Robotown e l'incontro speciale Gundam & Friends!. Per un pubblico italiano cresciuto con i robot delle televisioni private tra anni Settanta e Ottanta, vederlo da vicino aveva il sapore di un incontro con un pezzo della propria infanzia.
Il suo contributo va oltre Gundam. Tomino ha diretto anche Zambot 3 e Daitarn 3, entrambe arrivate da noi, e ha portato nel genere robotico temi adulti come la guerra, la perdita e la responsabilità. La sua influenza si vede in decine di serie successive, compresa Neon Genesis Evangelion. Gundam, nel frattempo, è diventato un universo di serie, film e modellini che dura da quasi quarant'anni.
L'altro Romics d'Oro di questa edizione è andato a Igort, fumettista e illustratore italiano con una lunga carriera internazionale, molto amato anche in Giappone, dove ha lavorato per riviste di manga. Due premi che parlano di un rapporto stretto tra Italia e Giappone.
Una direttrice della fotografia di Pixar
Il festival ha ospitato anche Sharon Calahan, direttrice della fotografia per l'illuminazione di Pixar, che ha lavorato a film come Toy Story 2 e Ratatouille. La sua presenza esce dal nostro campo, perché l'animazione Pixar è in computer grafica. Ma il suo lavoro sulla luce viene dalla pittura, e una mostra dei suoi dipinti ha permesso di vedere come un'artista tradizionale porti il proprio sguardo dentro una pipeline digitale. Per gli studenti di animazione 2D è stata un'occasione per riflettere su quanto colore e luce contino anche nel disegno animato.
Doppiaggio, fumetto e cosplay
Romics resta una manifestazione a più anime. Il Gran Galà del Doppiaggio ha premiato le voci italiane del cinema e dell'animazione, e il doppiatore Davide Perino ha portato in scena uno spettacolo personale. Il doppiaggio è uno dei mestieri che più contano nella ricezione italiana dell'animazione straniera, e Romics è uno dei pochi festival che gli dedica uno spazio fisso.
Nella sezione fumetto c'erano tra gli altri Leo Ortolani, Giuseppe Camuncoli e Matteo Casali, con una mostra dedicata al loro lavoro, mentre i 75 anni di Wonder Woman sono stati celebrati con un'esposizione. Non sono mancati il K-pop, il cosplay e un concorso per libri a fumetti.
Il festival, fondato nel 2001 da Luca Raffaelli e diretto oggi da Sabrina Perucca, è organizzato dalla Fiera di Roma con I Castelli Animati, l'associazione che cura anche il festival d'animazione di Genzano. Il legame con il cinema animato fa parte del suo DNA, e quest'anno si è visto. L'appuntamento ora è per ottobre, con la ventiduesima edizione.


