Oswald il coniglio fortunato, il personaggio che Walt Disney perse nel 1928
Prima di Topolino c'era un coniglio dalle orecchie lunghe. Un contratto sbagliato lo portò via a Disney insieme a quasi tutti i suoi animatori, e da quella sconfitta nacque Mickey Mouse.

Nel febbraio del 1928 Walt Disney prese il treno per New York con un obiettivo preciso. Voleva ottenere un aumento dal distributore dei suoi cartoni di successo, le avventure di Oswald il coniglio fortunato. Tornò in California senza aumento, senza il personaggio e senza gran parte del suo staff.
È uno degli episodi più noti della storia dell'animazione americana, e uno dei più istruttivi sul rapporto fra creatori e proprietari dei diritti.
Un coniglio per la Universal
Disney, nel 1927, era un piccolo produttore di Los Angeles. Aveva lavorato a Kansas City, poi a Hollywood con la serie Alice Comedies, cortometraggi in cui una bambina vera viveva in un mondo disegnato. Il suo distributore era Charles Mintz, che aveva sposato Margaret Winkler e ne aveva preso in mano gli affari.
La Universal chiese a Mintz una serie con un coniglio come protagonista. Mintz si rivolse a Disney, e Disney insieme al suo animatore principale, Ub Iwerks, disegnò Oswald. Il primo cortometraggio realizzato, Poor Papa, non convinse la Universal. Il primo distribuito fu Trolley Troubles, nel 1927, che invece piacque molto.
Oswald era agile, elastico, pieno di inventiva fisica. Le gag sfruttavano il corpo del personaggio come un materiale plastico, con orecchie che diventavano strumenti e arti che si allungavano. In pochi mesi la serie divenne una delle più apprezzate del momento. Arrivarono anche i primi prodotti derivati, caramelle, spille, stampe.
Il contratto
Il problema era scritto nel contratto. I diritti sul personaggio non appartenevano a Disney ma alla Universal, e la gestione della produzione era nelle mani di Mintz. Quando Disney chiese un compenso più alto per episodio, Mintz gli propose al contrario una riduzione. E gli fece sapere di aver già convinto la maggior parte dei suoi animatori a passare con lui.
Era vero. Con poche eccezioni, il gruppo di Disney aveva accettato di lavorare direttamente per Mintz. Fra quelli che rimasero c'era Ub Iwerks.
Disney rifiutò l'accordo. Perse Oswald, e la serie continuò per qualche tempo sotto Mintz con gli animatori che erano andati via. Poco dopo la Universal affidò il personaggio a un proprio studio, guidato da Walter Lantz, che ne produsse molti cortometraggi negli anni Trenta.
Un topo in treno
Secondo il racconto più diffuso, Mickey Mouse nacque durante il viaggio di ritorno da New York. Gli storici tendono a ridimensionare l'aneddoto. Il design del personaggio fu definito con Iwerks dopo il rientro a Los Angeles, e Iwerks animò quasi da solo i primi cortometraggi, Plane Crazy e The Gallopin' Gaucho, lavorando a un ritmo impressionante e in parte di nascosto, perché gli altri animatori erano ancora in studio a finire gli ultimi Oswald.
La somiglianza fra Oswald e Topolino è evidente. Stesse forme tondeggianti, stesso corpo nero, stessi pantaloncini. Le orecchie lunghe divennero due cerchi.
La lezione e il ritorno
Da quella vicenda Disney ricavò una regola che segnò tutta la sua carriera. I personaggi dovevano appartenere allo studio. Lo stesso approccio, con il tempo, avrebbe fatto della Disney una delle società più attente al controllo della proprietà intellettuale.
Oswald, invece, rimase per decenni alla Universal, dimenticato dopo la fine della produzione. Nel 2006 la Walt Disney Company riottenne i diritti sul personaggio nell'ambito di uno scambio con la NBCUniversal, che coinvolse anche il contratto di un noto commentatore sportivo televisivo. Il coniglio tornò così alla casa che lo aveva creato, quasi ottant'anni dopo.
Oggi i cortometraggi originali sono stati restaurati e pubblicati, e Oswald compare di tanto in tanto nei prodotti Disney, come un fondatore riscoperto. Rivederli è utile. Mostrano uno studio giovane, già capace di gag ingegnose, a un passo dal salto che il sonoro, pochi mesi più tardi, avrebbe reso possibile.


