National Film Board of Canada, l'ente pubblico diventato laboratorio dell'animazione
Dal 1941, quando John Grierson chiamò Norman McLaren a Ottawa, l'NFB ha finanziato decine di autori e tecniche. Storia di un modello produttivo senza equivalenti.

Nel 1941 John Grierson, scozzese, padre del documentario britannico e primo commissario del National Film Board of Canada, scrisse a un giovane animatore che lavorava a New York. Gli proponeva di trasferirsi in Canada per realizzare brevi film in tempo di guerra. L'animatore si chiamava Norman McLaren. Accettò, e con quella decisione nacque uno dei centri più importanti della storia dell'animazione d'autore.
Un ente per spiegare il paese
L'NFB era stato istituito nel 1939 dal governo canadese, con il compito di produrre e distribuire film che raccontassero il Canada ai canadesi e al mondo. Era un organismo pubblico, finanziato dallo Stato, con una missione culturale ed educativa. Durante la guerra si occupò soprattutto di propaganda e informazione.
McLaren cominciò con brevi film per le campagne di risparmio di guerra, come V for Victory e Dollar Dance, realizzati disegnando direttamente sulla pellicola. Nel 1943 Grierson gli affidò la creazione di un'unità d'animazione vera e propria. McLaren reclutò giovani artisti canadesi, fra cui George Dunning, che più tardi avrebbe diretto Yellow Submarine in Inghilterra, René Jodoin e Evelyn Lambart, sua collaboratrice per decenni.
La libertà come metodo
La caratteristica dell'NFB, quella che lo distinse da quasi tutti gli altri produttori del mondo, fu la libertà concessa agli autori. Non c'erano personaggi da vendere né mercato da inseguire. Un regista poteva lavorare per mesi o anni su un cortometraggio di pochi minuti con una tecnica mai provata prima.
McLaren diede l'esempio. Begone Dull Care, del 1949, con la musica del trio di Oscar Peterson, è un film di colori e graffi dipinti sulla pellicola. Blinkity Blank, del 1955, premiato a Cannes, alterna fotogrammi incisi e fotogrammi neri, giocando sulla persistenza delle immagini. Synchromy, del 1971, è costruito su suono disegnato, con forme che sono insieme immagine e colonna sonora. Neighbours, del 1952, vincitore dell'Oscar, usa attori animati a passo uno, una tecnica che esula dal disegno ma che conferma la vocazione sperimentale del gruppo.
Due unità, due lingue
Dal 1966 l'NFB ebbe due studi d'animazione separati, uno anglofono e uno francofono, quest'ultimo guidato all'inizio da René Jodoin. La divisione rifletteva la doppia identità linguistica del paese e produsse sensibilità diverse. Lo studio francese sviluppò un forte interesse per la sperimentazione tecnica e per l'animazione didattica.
Le tecniche e gli autori
Negli anni Settanta e Ottanta l'NFB divenne una calamita per autori di molti paesi. Caroline Leaf, americana, vi sviluppò l'animazione con la sabbia e la pittura su vetro. Ishu Patel, indiano, realizzò Bead Game con perline e, più tardi, Paradise. Co Hoedeman, olandese, vinse l'Oscar con Il castello di sabbia, film di pupazzi. Jacques Drouin animò con lo schermo di spilli inventato da Alexandre Alexeieff, uno strumento che l'ente acquistò e mise a disposizione degli artisti.
Il pubblico internazionale conosce soprattutto alcuni titoli. The Cat Came Back di Cordell Barker, del 1988, è una commedia slapstick su un gatto indistruttibile. Ma il catalogo dell'ente comprende migliaia di film, in gran parte cortometraggi, con un numero di candidature e premi Oscar che pochi produttori indipendenti al mondo possono vantare.
Un archivio aperto
L'NFB ha anche anticipato un tema che oggi sembra ovvio, la disponibilità pubblica dei film. Da tempo l'ente ha messo in rete gran parte del proprio catalogo, consultabile gratuitamente. Per studenti e appassionati di animazione si tratta di una biblioteca unica, che permette di seguire l'evoluzione di decine di tecniche.
Un modello difficile da copiare
Il modello dell'NFB si basa su una scelta politica precisa. Lo Stato finanzia la ricerca artistica nell'animazione come finanzia un museo o un'orchestra, senza pretendere un ritorno commerciale immediato. Il risultato è stato un laboratorio permanente, in cui molte innovazioni sono nate prima di diffondersi altrove.
Nel corso dei decenni l'ente ha attraversato tagli di bilancio, ristrutturazioni e cambiamenti tecnologici, passando dalla pellicola al digitale, e ha prodotto anche opere in computer grafica e in realtà virtuale. Il centro della sua attività resta però il cortometraggio d'autore. Fra le istituzioni pubbliche che si occupano di cinema, poche hanno lasciato un segno tanto profondo nell'animazione 2D.


