Oscar 2021, la cerimonia della pandemia premia Soul e un corto disegnato sul lutto
Alla 93ª edizione, spostata ad aprile e trasferita alla Union Station di Los Angeles, Wolfwalkers perde contro Pixar. Tra i corti vince If Anything Happens I Love You, in 2D.

Niente febbraio, niente platea piena, una stazione ferroviaria al posto del solito teatro. La 93ª cerimonia degli Academy Awards si è tenuta ieri, 25 aprile, quasi due mesi più tardi del consueto, con la parte principale allestita nella Union Station di Los Angeles e alcuni collegamenti dal Dolby Theatre. È l'edizione segnata dalla pandemia, con le sale chiuse per mesi e molti film arrivati al pubblico solo in streaming.
Per l'animazione la serata ha prodotto un esito netto in entrambe le categorie. Tra i lungometraggi ha vinto Soul di Pete Docter, con la produttrice Dana Murray. Tra i corti l'Oscar è andato a If Anything Happens I Love You di Michael Govier e Will McCormack. Il primo è un film Pixar in computer grafica, il secondo un piccolo corto disegnato distribuito da Netflix.
Un corto quasi in bianco e nero sul dolore
If Anything Happens I Love You racconta due genitori che hanno perso la figlia in una sparatoria a scuola. Lo fa quasi senza parole, con figure sottili su fondi chiari e un uso molto sobrio del colore. Le ombre dei due protagonisti si staccano dai corpi e agiscono per conto loro, mostrando quello che i genitori non riescono a dirsi. È un'idea grafica semplice, possibile solo in 2D, e regge tutto il film.
La cinquina dei corti aveva altri due titoli disegnati. Burrow di Madeline Sharafian, prodotto da Michael Capbarat nel programma SparkShorts della Pixar, segue una coniglietta che scava la tana dei suoi sogni e finisce sempre nelle case dei vicini; è un corto tenero, dal tratto rotondo e dai colori di libro illustrato. Genius Loci del francese Adrien Mérigeau, prodotto da Amaury Ovise, è il più sperimentale del gruppo: una giovane donna attraversa una città notturna che si scompone in macchie, linee e superfici, come un quadro che cambia forma.
Completavano la lista Opera di Erick Oh, un'unica grande composizione in cui una società intera si muove a ciclo continuo, e Yes-People dell'islandese Gísli Darri Halldórsson con Arnar Gunnarsson, in computer grafica, commedia di condominio quasi senza dialoghi. Tre corti disegnati su cinque, e il vincitore tra questi: per il 2D è un risultato solido.
Wolfwalkers, la quarta volta di Cartoon Saloon
Nel lungometraggio la sfida per il disegno era tutta su Wolfwalkers, diretto da Tomm Moore e Ross Stewart e prodotto dalla irlandese Cartoon Saloon con Stéphan Roelants e Paul Young. È la quarta candidatura per lo studio di Kilkenny e il capitolo finale della trilogia irlandese di Moore, dopo The Secret of Kells e Song of the Sea. La storia è ambientata nel Seicento, durante la conquista inglese dell'Irlanda: una ragazzina inglese figlia di un cacciatore di lupi stringe amicizia con una bambina che di notte diventa lupo.
Il film è la prova più matura dello studio. I personaggi umani della città sono chiusi in forme rigide e geometriche, quelli della foresta disegnati con linee libere, con gli schizzi di costruzione lasciati visibili. Le sequenze dalla prospettiva dei lupi, con l'olfatto reso in tracce colorate, sono tra le cose migliori viste nell'animazione 2D degli ultimi anni.
Gli altri candidati erano Onward - Oltre la magia di Dan Scanlon, Over the Moon - Il fantastico mondo di Lunaria diretto da Glen Keane, Shaun, vita da pecora - Farmageddon di Will Becher e Richard Phelan per Aardman. Soul partiva favorito e ha vinto. Pixar ha così sommato due candidature in una sola edizione, e Disney resta padrona della categoria.
Il bilancio per il disegno
Un lungometraggio in 2D su cinque, tre corti su cinque, una statuetta. Rispetto ad altre annate la proporzione non cambia molto, ma colpisce la qualità delle opere disegnate in gara. Wolfwalkers è probabilmente il film più ambizioso mai prodotto da Cartoon Saloon, e la sua sconfitta dice più delle logiche di voto che del suo valore.
Resta curioso il caso di Glen Keane, leggenda del disegno Disney, candidato con un film in CG. È un'immagine utile per capire dove si trova l'animazione americana: anche i suoi maestri della matita lavorano oggi con altri strumenti, mentre il 2D d'autore arriva sempre più spesso dall'Europa.


