Nastri Grandi Serie 2022, a Zerocalcare il Nastro dell'anno per Strappare lungo i bordi
A Napoli, nel Teatro di Corte di Palazzo Reale, i giornalisti cinematografici premiano la serie animata di Netflix come la più innovativa della stagione. Un riconoscimento che pesa per tutta l'animazione italiana.

Tra attori di fiction, registi e showrunner, sabato sera al Teatro di Corte di Palazzo Reale a Napoli è salito sul palco anche un armadillo, almeno idealmente. Il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani ha assegnato a Zerocalcare il Nastro dell'anno dei Nastri d'Argento Grandi Serie per Strappare lungo i bordi, indicata come la serie più innovativa della stagione. La cerimonia del 4 giugno si è svolta in collaborazione con la Film Commission della Regione Campania.
Nella stessa settimana la serie ha ricevuto anche il Premio Sergio Bonelli a Cartoons on the Bay, il festival della Rai in corso a Pescara. Sette mesi dopo l'uscita su Netflix, Strappare lungo i bordi continua a raccogliere consensi anche fuori dal circuito dell'animazione.
Una serie disegnata tra le serie dal vero
La notizia sta tutta nel contesto. I Nastri Grandi Serie premiano la produzione televisiva e in streaming italiana, che è fatta quasi interamente di fiction dal vero. Quest'anno i premi principali sono andati ad A casa tutti bene, la serie e a Le fate ignoranti, mentre i riconoscimenti agli interpreti hanno visto vincere tra gli altri Maria Chiara Giannetta per Blanca e Luca Argentero per Doc, nelle tue mani. Carlo Verdone ha ricevuto un premio speciale per Vita da Carlo.
In mezzo a questo elenco una serie animata spicca per forza di cose. I giornalisti non l'hanno trattata come una curiosità da categoria a parte. L'hanno messa sullo stesso piano delle produzioni più ambiziose dell'anno e le hanno riconosciuto la qualità che le altre non avevano, l'innovazione. Per chi lavora nell'animazione italiana, abituata a essere considerata un settore per l'infanzia, è un segnale che conta.
Perché ha funzionato
Strappare lungo i bordi è uscita il 17 novembre 2021 in sei episodi brevi. È scritta e diretta da Zerocalcare e prodotta da Movimenti Production con BAO Publishing. L'autore dà la voce a quasi tutti i personaggi, con l'eccezione dell'Armadillo, la sua coscienza, a cui presta la voce Valerio Mastandrea. Il racconto segue Zero e i suoi amici Sarah e Secco durante un viaggio in treno verso Biella, e si allarga a vent'anni di vita romana fino a un finale molto più duro di quanto le prime puntate lascino immaginare.
Il segreto, a nostro parere, sta nel rapporto tra parola e disegno. Il ritmo dei monologhi di Zerocalcare, già riconoscibile nei libri, trova nell'animazione uno spazio naturale: le digressioni diventano gag visive, i ricordi si sovrappongono al presente, il tratto resta quello delle tavole. La regia lavora per accumulo e per tagli improvvisi, e lo spettatore viene trascinato senza accorgersene verso il tema vero, il lutto e il senso di colpa.
Un precedente utile
Il premio non risolve i problemi strutturali dell'animazione italiana, a partire dai finanziamenti e dai tempi di produzione. Mostra però che una serie d'autore, girata per adulti, può stare al centro della conversazione sulla televisione di qualità. È un argomento che produttori e studi potranno usare quando busseranno alle porte delle piattaforme e delle reti.
Ci auguriamo che il prossimo Nastro dell'anno non debba essere un'eccezione. In Italia ci sono autori di fumetto e animatori capaci di portare sullo schermo voci altrettanto personali. A Zerocalcare e a Movimenti va il merito di aver aperto la strada, ma il successo resterà isolato se altri non riusciranno a percorrerla.


