Il montaggio nell'animazione, un film tagliato prima ancora di essere girato

Nel cinema dal vero si monta dopo, scegliendo tra le riprese. Nell'animazione quasi tutto si decide prima, nello storyboard e nell'animatic. Una differenza che cambia la natura stessa del montaggio.

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Immagine: Biswarup Ganguly · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

Un montatore di cinema dal vero lavora con l'abbondanza. Riceve ore di materiale girato, più ciak della stessa scena, inquadrature alternative, e il suo mestiere consiste nello scegliere, ordinare, tagliare. Il film si scrive una seconda volta in sala di montaggio. Nell'animazione questo lusso quasi non esiste. Ogni secondo animato costa giorni di lavoro, e nessuno studio può permettersi di animare scene che finiranno nel cestino.

Il risultato è una delle differenze più profonde tra i due linguaggi: nell'animazione il montaggio avviene in larga parte prima della produzione.

Lo storyboard come primo montaggio

La pratica dello storyboard, nata negli studi americani negli anni Trenta e attribuita tradizionalmente al reparto storia della Disney, serviva proprio a questo. Una sequenza veniva disegnata in forma di vignette appese a una bacheca, in ordine, e discussa collettivamente. Si spostavano i disegni, se ne aggiungevano, se ne toglievano. Era già una forma di montaggio, fatta con puntine e cartoncini.

Lo storyboard fissa le inquadrature, il loro ordine, il passaggio da un punto di vista all'altro. Quando arriva all'animazione, la scena ha già una durata stabilita e un posto preciso nella sequenza. L'animatore non gira coperture o alternative, anima esattamente ciò che serve.

L'animatic

Il passo successivo è l'animatic, o story reel: le vignette dello storyboard vengono riprese e montate in sequenza con la durata prevista, insieme a dialoghi provvisori, musica e rumori. Il risultato è una versione grezza del film intero, in cui si possono verificare ritmo, chiarezza e tenuta narrativa prima di investire nella produzione.

È nell'animatic che si fa il vero lavoro di montaggio. Si accorciano le pause, si spostano le scene, si eliminano sequenze intere. Molti registi di animazione considerano questa la fase più creativa del film, perché è qui che la storia trova la sua forma definitiva. Nei grandi studi l'animatic viene aggiornato più volte nel corso della produzione, sostituendo gradualmente i disegni statici con le scene animate man mano che vengono completate.

Il raccordo disegnato

Una conseguenza interessante è che nell'animazione i raccordi tra inquadrature possono essere progettati con una precisione impossibile dal vero. Un movimento che inizia in un'inquadratura può proseguire nella successiva con una continuità perfetta, perché entrambe sono disegnate. Una forma può trasformarsi in un'altra attraverso un taglio, creando rime visive tra scene diverse.

Il giapponese Satoshi Kon ha fatto di questi raccordi un tratto stilistico, in film come Perfect Blue (1997) e Millennium Actress (2001). Un personaggio esce da una stanza e si ritrova in un'epoca diversa, un gesto in primo piano si completa in un altro luogo. Il montaggio diventa il motore del racconto e il confine tra realtà, memoria e finzione si dissolve nei tagli.

Montaggio dentro l'inquadratura

L'animazione conosce anche una forma di montaggio interno, senza tagli. Grazie alla metamorfosi, una scena può trasformarsi in un'altra in continuità: un oggetto si trasforma in un paesaggio, un volto in un ricordo. Molti autori del cinema d'animazione d'autore, come la canadese Caroline Leaf, hanno costruito film interi su queste transizioni fluide, in cui il passaggio da un'immagine all'altra sostituisce lo stacco.

È una possibilità che il cinema dal vero può imitare solo con effetti speciali, e che nell'animazione è invece naturale. Il disegno successivo può essere qualsiasi cosa, e quindi il raccordo può essere qualsiasi cosa.

Quando il montaggio arriva tardi

Esistono anche casi in cui il montaggio torna a lavorare dopo. Le serie televisive e i film con produzioni travagliate subiscono spesso tagli e riordini a lavoro concluso, con risultati a volte evidenti nei salti di continuità. E nell'animazione sperimentale, dove il processo è più libero, alcuni autori procedono senza storyboard, scoprendo il film mentre lo fanno. Ma restano eccezioni. Per la maggior parte delle opere animate, il film si monta mentre lo si immagina, e la sala di montaggio arriva quando le decisioni importanti sono già state prese.

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