Esplosioni animate a mano, le fasi del boom e i tempi per renderlo potente

Un lampo, un'onda d'urto, una nuvola che si alza e si dissolve. Come scomporre un'esplosione in fasi, quanto far durare ciascuna e come usare il contrasto per amplificarne la forza.

Illustrazione per l’articolo: Esplosioni animate a mano, le fasi del boom e i tempi per renderlo potente
Illustrazione generata con intelligenza artificiale (Magnific) per Animazione2D

Il segreto di una buona esplosione animata è un fotogramma quasi vuoto. Un istante di bianco o di colore pieno, prima che compaia qualsiasi forma. È il lampo, e dura pochissimo. Ma senza di lui anche la nube più elaborata sembra un cuscino che si gonfia.

Le fasi

Un'esplosione si può scomporre in una serie di momenti successivi, ognuno con un suo timing.

  1. Anticipazione, facoltativa: una scintilla, un piccolo bagliore, un tremolio dell'oggetto. Qualche fotogramma.
  2. Lampo: uno o due fotogrammi di luce piena, spesso a schermo intero o quasi.
  3. Espansione: la palla di fuoco nasce e si allarga rapidissima, in 3–6 fotogrammi.
  4. Onda d'urto: un anello o un'ellisse che si espande velocemente e sparisce.
  5. Detriti: frammenti scagliati in tutte le direzioni.
  6. Nube: il fuoco si trasforma in fumo, che rallenta, sale e resta sospeso.
  7. Dissoluzione: il fumo si sfilaccia e scompare, anche in molti secondi.

Il contrasto tra la velocità delle prime fasi e la lentezza delle ultime è ciò che comunica la potenza.

Lampo ed espansione

Il lampo si ottiene con un fotogramma in cui il colore satura l'inquadratura, oppure invertendo i valori della scena (i chiari diventano scuri e viceversa). In molti anime si usa un fotogramma a colore piatto, bianco o giallo, seguito da uno con le sole silhouette nere. Il cervello lo registra come un'abbagliatura.

L'espansione deve essere violenta. Lo spacing è al contrario di quello di un oggetto che parte da fermo: distanze enormi nei primi fotogrammi, poi sempre più piccole. Una palla di fuoco che raggiunge l'80 per cento della sua dimensione massima in 3 fotogrammi e il restante 20 in altri 8 dà la sensazione giusta.

Detriti

I detriti sono oggetti con traiettorie balistiche. Partono veloci dal centro e seguono parabole, rallentando in salita e accelerando in caduta. Alcuni consigli:

  • variate le dimensioni, pochi pezzi grandi e molti piccoli;
  • fate ruotare i frammenti mentre volano;
  • lasciate dietro ai pezzi più grandi una scia di fumo;
  • non fate partire tutto nello stesso fotogramma, sfasate di uno o due fotogrammi.

I frammenti più piccoli possono essere semplici linee o punti, quasi smear, che attraversano lo schermo in 2–3 fotogrammi.

La nube

La palla di fuoco perde la luce e diventa fumo. I colori passano dal giallo chiaro all'arancio, al rosso scuro, al grigio. Le masse si arrotolano su sé stesse, la nube si alza e, in un'esplosione grande, prende la forma a fungo con un gambo e un cappello.

Questa fase è lenta. Può durare due, tre secondi o più, e si anima su due senza problemi. Le masse ruotano verso l'esterno sulla sommità e verso l'interno alla base. Il colore si spegne progressivamente.

Stilizzare

Le esplosioni dell'animazione giapponese hanno un vocabolario grafico riconoscibile, con forme nette, ombre a taglio, scintille geometriche. Lo stile occidentale classico tende a forme più morbide e arrotondate. Non esiste un approccio corretto, ma conviene che l'esplosione sia coerente con il disegno dei personaggi.

La camera e il resto

Un'esplosione si amplifica con tutto ciò che le sta intorno:

  • un tremolio della camera di 4–8 fotogrammi, con spostamenti di pochi pixel, irregolari e decrescenti;
  • personaggi che reagiscono con un ritardo minimo, coprendosi gli occhi o venendo spinti indietro;
  • un'illuminazione che cambia sul fondale e sui personaggi per qualche fotogramma;
  • il suono, che in genere arriva in sincronia col lampo.

Un errore frequente è disegnare la nube in modo troppo dettagliato e trascurare il lampo e l'onda d'urto. Lo spettatore ricorda l'impatto dei primi otto fotogrammi più di qualsiasi dettaglio successivo. Lì vanno concentrate le energie.

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